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Perché il lavoro
sia pane che sazia

uva
“Ringraziare è sempre un gesto alto e bello, che nobilita chi lo compie. Per noi è un atto doveroso, soprattutto al termine di un anno agricolo segnato dalle conseguenze di una grave crisi economica e finanziaria, ma anche gravido di quella speranza che sgorga dal primato che riconosciamo a Dio”. Si apre così il Messaggio per la Giornata del Ringraziamento (13 novembre), che evidenzia “l’opera di quei giovani imprenditori che hanno scelto di ritornare al lavoro agricolo” (+6%), “indice di un riscoperto amore alla terra”.
Il Messaggio, mentre ricorda che non è sufficiente l’ammirazione nei confronti di chi investe nella terra, fa appello innanzitutto alla scuola, perché sappia educare alla stima per ogni arte e ogni impegno: “Tutti i lavori hanno pari dignità, perché è l’uomo a dare dignità al lavoro e non il lavoro a rendere grande l’uomo”.
In questa prospettiva, richiama le banche di credito cooperativo affinché – sulla scorta della “nobile tradizione delle casse rurali” – sostengano e promuovano chi opera nel settore agricolo: “Va rilanciata la cooperazione, perla di autentica crescita in tante terre d’Italia”.
Tutto questo – fa capire il testo elaborato dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace – diventa possibile nella misura in cui ciascuno riscopre il primato di Dio: allora “ogni lavoro diverrà pane che sazia”.
18 ottobre 2011

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