
Si terrà a Salsomaggiore Terme, nella Diocesi di Fidenza, dal 13 al 16 marzo il 9° Seminario nazionale di pastorale sociale. Sono invitati i direttori diocesani con i loro collaboratori per alcuni giorni di meditazione e di proposta pastorale. L’incontro vuole continuare la riflessione della 50a Settimana sociale dei cattolici in Italia del luglio 2024. Dai tavoli della democrazia di Trieste era emersa forte la proposta di formare i giovani al tema della partecipazione, ed ecco la ragione del tema di Salsomaggiore: «I vostri giovani avranno visioni» (Gl 3,1). Si prenderà spunto dalla profezia biblica di Gl 3 per comprendere come l’ascolto dei giovani è fondamentale per guardare al futuro. Il Seminario seguirà questo percorso: l’ascolto dei giovani e dalla loro idea di partecipazione, un’analisi del futuro della democrazia in Italia dal punto di vista demografico, la ripresa di alcuni temi su cui si gioca la possibilità di partecipazione dei giovani (lavoro, cittadinanza, scuola, casa, presenza nelle aree interne). Saranno presenti studiosi e docenti universitari del calibro di Alessandro Rosina, Daniele Marini, Roberta Ricucci, Vito Teti. Si dedicherà anche un tempo per provare a dialogare a livello intergenerazionale e per ascoltare le buone pratiche di partecipazione giovanile già presenti nelle diocesi italiane. Non mancherà neppure l’opportunità di conoscere ciò che le politiche giovanili regionali stanno facendo per favorire la partecipazione giovanile al bene comune. La presenza di don Riccardo Pincerato, direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, terrà aperto il confronto tra pastorale sociale e pastorale giovanile, per uno scambio fecondo circa il ruolo che il magistero sociale può avere nella formazione dei giovani. Come ricorda don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, «partire dai giovani non è solo una necessità, ma è cambiare lo sguardo sulla realtà. Ci lasciamo convertire dalle nuove generazioni per aprirci a un rinnovato impegno per superare l’analfabetismo democratico del nostro tempo. La crisi di partecipazione odierna deve rimotivare tutti, ma se i giovani ci contagiano di profezia, il cammino nel deserto si apre alla speranza di approdi verso nuovi modelli democratici. È finito il tempo di parlare dei giovani per progettare con loro». Le visioni dei giovani sono speranza per la Chiesa.