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21 giugno 2018

San Luigi Gonzaga
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“Croce, segno d’amore di Cristo all’umanità”

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Al termine della celebrazione della Domenica delle Palme, la Croce delle Gmg è passata dai giovani brasiliani ai loro coetanei polacchi: “Comincia così il cammino di preparazione del prossimo raduno mondiale, che si svolgerà nel luglio 2016 a Cracovia e che avrà per tema «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia»” ha detto Papa Francesco all’Angelus.
“L’affidamento della croce ai giovani – ha aggiunto – fu compiuto trent’anni fa dal beato Giovanni Paolo II: egli chiese loro di portarla in tutto il mondo come segno dell’amore di Cristo per l’umanità”.
E ha concluso: “Il prossimo 27 aprile avremo tutti la gioia di celebrare la canonizzazione di questo Papa, insieme con Giovanni XXIII. Giovanni Paolo II, che è stato l’iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù, ne diventerà il grande patrono; nella comunione dei santi continuerà ad essere per i giovani del mondo un padre e un amico.
“Chiediamo al Signore che la Croce, insieme all’icona di Maria Salus Populi Romani, sia segno di speranza per tutti rivelando al mondo l’amore invincibile di Cristo”.
Il cammino di preparazione alla Gmg del 2016 è ritmato sulle Beatitudini. Nel Messaggio per la Giornata odierna – “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” – il Papa muove dalla “forza rivoluzionaria delle Beatitudini”: “Nella logica di questo mondo, coloro che Gesù proclama beati sono considerati «perdenti», deboli”, scrive esortando i giovani ad avere “il coraggio di andare controcorrente”: “Abbiate il coraggio della vera felicità! Dite no alla cultura del provvisorio, della superficialità e dello scarto, che non vi ritiene in grado di assumere responsabilità e affrontare le grandi sfide della vita!”.
Per i giovani, prosegue Papa Francesco, “far sì che questa povertà in spirito si trasformi in stile di vita”, comporta tre punti: la libertà dalle cose, quindi “il coraggio della sobrietà”; un convertirsi ai poveri, impegnandosi a “rimettere al centro della cultura umana la solidarietà”; riconoscere che proprio i poveri “hanno tanto da offrirci, a partire dal fatto che “ci insegnano che una persona non vale per quanto possiede”.

13 aprile 2014

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