
Elaborare “una via italiana del dialogo”, all’interno del cammino internazionale, per far sì che l’ecumenismo diventi uno stile dei credenti di tutte le Confessioni. È stato questo l’obiettivo dei rappresentanti delle Chiese cristiane presenti in Italia che il 16 giugno si sono ritrovati a Roma, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana, per quello che è ormai un appuntamento fisso. Per il terzo anno consecutivo, infatti, si sono riuniti per confrontarsi sulle sfide dell’ecumenismo oggi, in un tempo di tensioni e di conflitti mondiali.
Promosso dalla Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, l’incontro, spiega il Presidente, mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, ha permesso “di fare un ulteriore passo legato al territorio: ci siamo resi conto che l’ecumenismo è ancora troppo di nicchia e marginale all’interno di tutte le Chiese”. Per questo, continua, “è stata espressa la comune intenzione di elaborare una via italiana del dialogo che faccia diventare ecumenici coloro che abitano nel territorio italiano e aiuti ad affrontare insieme tematiche complesse come l’insegnamento delle religione nelle scuole, la cura delle coppie miste, il Battesimo per i figli delle coppie miste, l’ospitalità eucaristica”. Dall’incontro è scaturita quindi la proposta concreta di un Simposio, che si terrà nel gennaio 2026, “una novità assoluta per le Chiese cristiane”.
I lavori sono stati anche l’occasione per ribadire “l’impegno delle Chiese per la pace e il Creato”. “Le Chiese devono riscoprire il carattere rivoluzionario del Vangelo rispetto ai temi cruciali per la società”, afferma il Presidente della Commissione Episcopale per il quale “oggi si sta riducendo la pace alla sicurezza”. “Facendo così non si risolve nulla. Occorre invece – rileva – fare di più perché la pace avvenga e questo ‘di più’ ha a che fare con il perdono e con l’amore ai nemici. È tempo di riscoprire la valenza rivoluzionaria del Vangelo sul tema della pace”.