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23 giugno 2018

San Lanfranco
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Solo chi ama
conosce veramente

abbraccio
“Dio non è un’idea e Gesù non è un fantasma!”. Con queste parole il vescovo di Teramo, Michele Seccia, ha parlato ai giovani durante la sua catechesi, ricordando più volte che quello di Gesù è un amore incondizionato, un amore che tuttavia “esige una risposta d’amore”, soprattutto nella cultura del nostro tempo. Che cos’è la fede? Cosa vuol dire credere? Come si diventa saldi nella fede? Questi sono i quesiti principali dell’intervento del Vescovo secondo il quale “la fede è insieme conoscere e credere”, quel rispondere degli uomini a Dio, rivelato in Gesù. Nel 2008 il Santo Padre, nella lettera alla Diocesi di Roma sull’emergenza educativa ha detto che “la fede non si trasmette per via genetica”, infatti, nonostante questa inizi con il battesimo, è costantemente messa alla prova. Se da una parte in noi vige la certezza dell’esistenza di Dio, dall’altra la società, portando con se “la cattiveria umana e le tragedie naturali” crea un grande senso di delusione che incide a creare una “forte corrente laicista” che, secondo Benedetto XVI nel messaggio alla Giornata Mondiale della Gioventù, tenta, invano, di dare vita ad “un paradiso senza di Lui”.
Ma io sono saldo nella mia fede? O vado avanti solo per abitudine? E come si diventa saldi nella fede? Di certo il “divenire saldi nella fede” è una responsabilità che dura una vita, un impegno che, secondo il Catechista, implica inevitabilmente due aspetti: “L’accoglienza di un dono da scoprire” attraverso i Sacramenti, la preghiera e la lettura del Vangelo e la vita nella comunità dei credenti. Secondo Seccia “la fede è un dono di grazia che va chiesto nella preghiera e diventa certezza perché si fonda sulla Parola di Dio!”. Urge l’esigenza di una sorta di «allenamento» per potere conoscere e vivere autenticamente la fede “con la stessa precisione con cui uno specialista di informatica conosce il sistema operativo di un computer”. La storia di Pietro nel Vangelo di Matteo, il racconto di Emmaus in quello di Luca, di Tommaso, Nicodemo e della Samaritana in quello di Giovanni, sono solo alcuni dei brani che possono aiutare a comprendere queste dimensioni: “L’incontro o una Parola che ti stampi per sempre come fondamento certo della fede che vi motiva a dire il vostro sì a Dio”. Come scrisse Blaise Pascal: “Gli uomini e le cose umane bisogna conoscerli per amarli; Dio e le cose divine bisogna invece amarli per conoscerli”.
18 agosto 2011

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