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domenica 28 Febbraio 2021

II domenica di Quaresima

Dal Sussidio Liturgico-Pastorale della Conferenza Episcopale Italiana per la Quaresima-Pasqua 2021

Dal Sussidio Liturgico-Pastorale della Conferenza Episcopale Italiana per la Quaresima-Pasqua 2021:  "Cristo, mia speranza, è risorto" 

«Io ti colmerò di benedizioni»
La seconda domenica

Nella seconda domenica di Quaresima non si parla direttamente di alleanza, ma si fa riferimento a quella stretta con Abramo attraverso il racconto del «sacrificio di Isacco», o della «prova di Abramo» (Gen 22,1-2.9a.10-13.15-18). Infatti, nel testo della prima lettura di questa domenica non si narra la stipulazione dell’alleanza con Abramo, narrata in Gen 15,1-21 e in Gen 17,1-27, ma si fa riferimento alla «discendenza numerosa», che costituisce una parte importante del contenuto dell’alleanza secondo Gen 17,2. Il medesimo testo che leggiamo in questa domenica con diversi tagli, poco felici in una narrazione così bella e intensa, lo leggeremo nella sua integralità nel contesto della Veglia pasquale.
Nel contesto del cammino quaresimale il brano del «sacrificio di Isacco» può mettere al centro principalmente due temi: la prova e l’ascolto/obbedienza. Innanzitutto si parla di «prova» (Gen 22,1), il testo lo afferma esplicitamente. Cosa è per la Bibbia la prova? Non si tratta di ciò che spesso pensiamo noi, di qualcosa di doloroso mandato da Dio perché lo sopportiamo con rassegnazione. Nella Bibbia la prova serve per sapere. È noto il testo di Es 8,2: «Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto… metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore». La prova in fondo è la vita, con le sue vicende. È nella vita e per come viviamo che manifestiamo ciò che abbiamo nel cuore. Uno dei frutti importanti del cammino quaresimale è proprio questo: sapere ciò che abbiamo nel cuore e dove è il nostro cuore.
Un secondo tema è quello dell’ascolto/obbedienza. Abramo è chiamato a lasciare il suo futuro, i suoi progetti, per poter avere il futuro che Dio ha preparato per lui. Solo nell’ascolto è possibile vivere la «prova» della vita senza ripiegarsi su di sé, ma lasciando lo spazio necessario a Dio per realizzare la sua promessa. Così la Quaresima diventa il tempo privilegiato dell’ascolto della Parola. L’ascolto e l’obbedienza sono fonte di benedizione, quindi di vita (Gen 22, 17). Se la «prova» rivela ciò che abbiamo nel cuore, l’«ascolto» è ciò che può sanare il nostro cuore e aprirlo ai progetti di Dio.
 

Liturgia della Parola in LIS

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