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Per non lasciar naufragare l'appello del Papa

lampedusa
 
 
All’indomani della riunione di lunedì 15 luglio, la Commissione Episcopale per le Migrazioni e la Fondazione Migrantes rileggono la visita di Francesco a Lampedusa e rilanciano anche su questo fronte l’impegno della Chiesa italiana a Educare alla vita buona del Vangelo.
 
Nel suo primo viaggio Papa Francesco ha voluto raggiungere l’isola di Lampedusa per incontrare i fratelli immigrati e rifugiati.
“Abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini commoventi dell’incontro di Papa Francesco con immigrati e rifugiati, ma soprattutto ci interpellano profondamente le sue parole”, scrivono i Vescovi, che riprendono la domanda biblica posta dal Papa – “Dov’è tuo fratello?” – nella consapevolezza che “oggi è rivolta a noi, a tutti, per vincere l’indifferenza soprattutto di fronte al dramma di chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla persecuzione e trova la morte nel Mare nostrum, nel Mediterraneo, il mare che circonda Lampedusa, il confine tra l’Europa e l’Africa. Le parole del Papa invitano a vincere l’indifferenza di fronte al cammino drammatico di tanti nostri fratelli. Un’indifferenza che è globale e che chiede anzitutto ai cristiani – come già ricordava Giovanni Paolo II – la globalizzazione della solidarietà”.
CEMi e Migrantes leggono nelle parole di Papa Francesco l’invito a educare le comunità alla solidarietà verso i fratelli migranti; “È il primo impegno concreto che nasce dalla visita del Papa a Lampedusa: un impegno declinato con il cammino della Chiesa italiana, impegnata in questo decennio a Educare alla vita buona del Vangelo. Non è possibile che le nostre comunità cristiane ignorino, dimentichino, trascurino l’impegno di incontro, ascolto, conoscenza delle persone migranti. In questi ultimi decenni l’Italia da Paese di emigrazione è diventata anche Paese di immigrazione: 5 milioni di persone, di 200 nazionalità diverse, con esperienze religiose differenti hanno reso l’Italia un paese globale; come l’arrivo di 35 milioni di migranti in Europa l’hanno resa una ‘casa comune’ per molte persone e famiglie. Questo nuovo volto differente dell’Italia e dell’Europa chiedono una rinnovata responsabilità sociale e politica, perché l’incontro tra persone non generi ingiustizie, discriminazioni, morte, ma una nuova storia di convivenza civile e di partecipazione responsabile alla vita sociale e politica”.
CEMi e Migrantes invitano a non dimenticare nella stagione estiva – tempo anche di rinnovati sbarchi sulle coste italiane – l’appello di Papa Francesco a una nuova responsabilità verso i migranti.
17 luglio 2013

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