HomeNotizie“Non s'accende una luce per poi coprirla…”

“Non s'accende una luce
per poi coprirla…”

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“Perché testimoniare Cristo? Perché è vero, ne siamo certi, che affrontare la via nella memoria continua dell’incontro con Cristo è più intelligente e più gioioso. In una parola: è più umano”.

Il Card. Carlo Caffarra aiuta i giovani a riconoscere la speranza che nasce dalla fede e a condividerla. “Uno potrebbe pensare: perché devo testimoniare, narrare ciò che mi è accaduto incontrando Gesù? Perché non posso tenerlo per me?”.
Nel rispondere a questa obiezione, il Cardinale spiega che “chi ha veramente incontrato Gesù e cerca di nascondere questo avvenimento che gli è accaduto, è come uno che – direbbe il Vangelo – accende la luce e poi la copre perché non illumini…”.
Riprendendo la prima lettera di S. Pietro, spiega che “tu rendi testimonianza prima di tutto, se non hai paura; se non ti lasci turbare dalla previsione di essere deriso e come “compatito” o squalificato; ma la vera fortezza è in un rapporto profondo con Cristo”, che porta ad essere “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”.
Di qui l’importanza, sottolinea il Cardinale, di “leggere e studiare attentamente il Catechismo”, proprio per “conoscere profondamente le ragioni della nostra fede”.
20 agosto 2011

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