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Nepal, gli aiuti per ricostruire

Nepal ricostruzione

A due anni dal disastroso terremoto che nel 2015 colpì il Nepal distruggendo 600mila case e causando migliaia di morti e di sfollati, sono stati restituiti i primi report relativi alla ricostruzione finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana grazie ai fondi dell’8 per mille, erogati per tramite della Caritas nepalese.
I fondi stanziati (3 milioni di euro in due tranche da un milione e mezzo) sono stati destinati a sostenere il Nepal Earthquake Recovery Program (NERP), un progetto da 24 milioni di euro in tutto, che ha individuato obiettivi strategici di intervento relativi alle necessità abitative, alla sicurezza sanitaria, alla ricerca di mezzi di sussistenza, al supporto psicosociale.
Alla Caritas nepalese sono stati affidati tre distretti (Kavrepalanchok, Sindhupalchok, Dolkha), tutti classificati al più alto livello di gravità (“severely hit”) per un totale di quasi 900mila abitanti. A questi si aggiunge il distretto di Sindhuli – 279.821 abitanti – per alcuni ambiti (“crisis hit”).

La prima tranche di 1,5 milioni di euro dei fondi CEI è stata utilizzata su tre fronti principali:
– Costruire casette antisismiche: ad oggi sono stati completati 575 unità abitative e ne sono state iniziate altre 1281, pari al 38,4% delle 4825 pianificate in totale. La previsione è di completare mediamente 200 case al mese (600 in ogni trimestre), così da concludere il progetto nel primo trimestre del 2019.
– Avviare un programma educativo sull’uso corretto dell’acqua e sulle più elementari modalità igieniche, costruendo tubature e tank di deposito.
– Supportare la ripresa della coltivazioni: sono state fornite sementi, concime, alberelli da frutto, utensili ed equipaggiamento per la coltivazione, “plastic tunnel” antiparassiti. Collateralmente si è intervenuti sulla manutenzione delle strade, per mantenere operativi i fossati di scolo ed evitare che esse vengano dilavate dalle acque piovane. Grazie a questi interventi è stato possibile coltivare campi di pomodori e altri ortaggi.

11 Maggio 2017

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Il corso di formazione per animatori musicali delle celebrazioni liturgiche giunge alla sua 16° edizione. Lo svolgimento è interamente in modalità e-learning ed è rivolta agli animatori liturgico-musicali delle parrocchie e delle comunità religiose.
Con un saluto di mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes si aprirà, il prossimo 29 novembre, a Roma il Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” 2022. All’incontro partecipano persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. La partecipazione è obbligatoria per la validità della nomina stessa e al termine sarà rilasciato un attestato.Tra gli appuntamenti una celebrazione, il 30 novembre, presieduta dal segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi. I lavori si concluderanno il 2 dicembre con gli interventi del presidente della Migrantes, l’arcivescovo mons. Gian Carlo Perego e del direttore generale. Durante il corso diversi interventi e testimonianze sulla pastorale della mobilità umana.