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Scuola e Università

“Lei in cattedra, per noi padre, pastore, maestro e amico”

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Davanti a circa 300.000 persone, in diretta televisiva e web, il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente nazionale della CEI, ha aperto in Piazza San Pietro l’evento di sabato 10 maggio, La Chiesa per la scuola, rivolgendosi a Papa Francesco e rilanciando questioni sollevate dall’allora Card. Bergoglio: ““Come far sì che i nostri alunni cerchino e trovino la Verità nella Bontà e nella Bellezza? Come fondare la speranza in quel bene che la conoscenza della verità ci procura, sapendo che ci sono verità che interpellano l’uomo intero, non solo l’intelletto? Come insegnare a percepire la bellezza, a fare autentiche esperienze estetiche, di quelle che lasciano il segno rivelandoci il senso della nostra vita? Come insegnare ad accogliere senza paura la bontà che l’essere distribuisce a piene mani e a scoprire l’amore nella sua gratuità?”
Il Presidente dei Vescovi italiani – che hanno fortemente promosso e sostenuto l’iniziativa – ha ricordato l’impegno educativo quale “chiave di volta dell’impegno di evangelizzazione della nostra Chiesa in una società che ha cambiato pelle, ma non ha cambiato il cuore”. Di qui, nelle parole del Cardinale, la consapevolezza di voler “coltivare il cuore delle generazioni attraverso una paziente opera educativa, che rimetta al centro quella cultura dell’incontro che, a differenza di quella dello scarto, tende a valorizzare quanto c’è in ogni persona di vero, di bello e di buono. Il nostro impegno è a considerare la scuola come un tassello decisivo nella costruzione della città dell’uomo, e come una condizione necessaria per aprirsi alla realtà tutta intera”.
Prima di concludere, salutando a braccio il Papa – “In questa straordinaria aula scolastica, Lei, Santità, è in cattedra come nostro padre, pastore, maestro e amico” – il Card. Bagnasco ha detto che “la libertà dei genitori verso i propri figli, rappresenta infatti un diritto sancito dal nostro Paese, ma anche un dovere da garantire e da promuovere da parte dello Stato e dei singoli cittadini”.
Subito dopo ha preso la parola il Ministro dell’Istruzione, Prof.ssa Stefania Giannini, che ha ricordato le studentesse rapite dai fondamentalisti in Nigeria, prima accennare a quelle “10.000 mila scuole”, che ogni mattina in Italia “aprono le loro porte agli 8 milioni di bambini e di studenti e ai loro insegnanti: in questo modo l’Italia cresce, ogni giorno, si confronta con la propria storia e determina il proprio futuro”.
E, rivolgendosi direttamente ai ragazzi, ha aggiunto: “Alla Vostra scuola non dovete chiedere solo qualche nozione o qualche competenza in più. Siate esigenti e intransigenti. La Vostra scuola deve aiutarvi a scoprire chi siete, a coltivare e promuovere le Vostre passioni, a sviluppare il Vostro desiderio di conoscenza e di affermazione della Vostra personalità”.
E ha concluso: “Cari ragazzi, non scommettete su quello che farete, ma su quello che sarete. La scuola, a fianco della famiglia, Vi accompagnerà in questo percorso”.

10 maggio 2014

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