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lunedì 28 Giugno 2021

Ufficio delle letture

SANT'IRENEO, VESCOVO E MARTIRE - MEMORIA - I SETTIMANA DEL SALTERIO
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.
Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.
Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:
pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino e unico
nei secoli sia gloria. Amen.
Oppure:
Martyr Dei, qui
(
quæ
)
únicum
Patris sequéndo Fílium
victis triúmphas hóstibus,
victor
(
victrix
)
fruens cæléstibus,
Tui precátus múnere
nostrum reátum dílue,
arcens mali contágium,
vitæ repéllens tǽdium.
Solúta sunt iam víncula
tui sacráti córporis;
nos solve vinclis sǽculi
amóre Fílii Dei.
Honor Patri cum Fílio
et Spíritu Paráclito,
qui te coróna pérpeti
cingunt in aula glóriæ. Amen.
1 ant.
Salvami, Signore,
          per la tua misericordia.
SALMO 6
L’uomo nella prova implora la misericordia di Dio.

Ora l’anima mia è turbata... Padre, salvami da quest’ora

(Gv 12, 27).
Signore, non punirmi nel tuo sdegno, *
    non castigarmi nel tuo furore.
Pietà di me, Signore: vengo meno; *
    risanami, Signore: tremano le mie ossa.
L’anima mia è tutta sconvolta, *
    ma tu, Signore, fino a quando?
Volgiti, Signore, a liberarmi, *
    salvami per la tua misericordia.
Nessuno tra i morti ti ricorda. *
    Chi negli inferi canta le tue lodi?
Sono stremato dai lunghi lamenti, †
    ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, *
    irroro di lacrime il mio letto.
I miei occhi si consumano nel dolore, *
    invecchio fra tanti miei oppressori.
Via da me voi tutti che fate il male, *
    il Signore ascolta la voce del mio pianto.
Il Signore ascolta la mia supplica, *
   il Signore accoglie la mia preghiera.
Arrossiscano e tremino i miei nemici, *
   confusi, indietreggino all’istante.
1 ant.
Salvami, Signore,
          per la tua misericordia.
2 ant.
Dio, rifugio del povero
           nel tempo dell’angustia!
SALMO 9 A    Ringraziamento per la vittoria
 
E di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti.

I    (1-11)
Ti loderò, Signore, con tutto il cuore *
   e annunzierò tutte le tue meraviglie.
Gioisco in te ed esulto, *
   canto inni al tuo nome, o Altissimo.
Mentre i miei nemici retrocedono, *
   davanti a te inciampano e periscono,
perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; *
   siedi in trono giudice giusto.
Hai minacciato le nazioni, †
   hai sterminato l’empio, *
   il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.
Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico, *
   è scomparso il ricordo
      delle città che hai distrutte.
Ma il Signore sta assiso in eterno; *
   erige per il giudizio il suo trono:
giudicherà il mondo con giustizia, *
   con rettitudine deciderà le cause dei popoli.
Il Signore sarà un riparo per l’oppresso, *
   in tempo di angoscia un rifugio sicuro.
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, *
   perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.
2 ant.
Dio, rifugio del povero
           nel tempo dell’angustia!
3 ant.
Dirò le tue lodi, Signore,
           nell’assemblea del tuo popolo.
II    (12-21)
Cantate inni al Signore, che abita in Sion, *
   narrate tra i popoli le sue opere.
Vindice del sangue, egli ricorda, *
   non dimentica il grido degli afflitti.
Abbi pietà di me, Signore, †
   vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, *
   tu che mi strappi dalle soglie della morte,
perché possa annunziare le tue lodi, †
   esultare per la tua salvezza *
   alle porte della città di Sion.
Sprofondano i popoli
      nella fossa che hanno scavata, *
   nella rete che hanno teso
      si impiglia il loro piede.
Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; *
   l’empio è caduto nella rete,
     opera delle sue mani.
Tornino gli empi negli inferi, *
   tutti i popoli che dimenticano Dio.
Perché il povero non sarà dimenticato, *
   la speranza degli afflitti non resterà delusa.
Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo: *
   davanti a te siano giudicate le genti.
Riempile di spavento, Signore, *
   sappiano le genti che sono mortali.
3 ant.
Dirò le tue lodi, Signore,
           nell’assemblea del tuo popolo.
V.
Fammi capire, e osserverò la tua legge,

R.
la custodirò con tutto il cuore.
PRIMA LETTURA

Dai libri di Samuele
I, 31, 1-4; II, 1, 1-16
 
 
Morte di Saul
 
   In quei giorni i Filistei vennero a battaglia con Israele, ma gli Israeliti fuggirono davanti ai Filistei e diversi caddero trafitti sul monte Gelboe. I Filistei si strinsero attorno a Saul e ai suoi figli e colpirono a morte Giònata, Abinadab e Melkisua, figli di Saul. La lotta si aggravò contro Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu ferito gravemente dagli arcieri. Allora Saul disse al suo scudiero: «Sfodera la spada e trafiggimi prima che vengano quei non circoncisi a trafiggermi e a schernirmi». Ma lo scudiero non volle perché era troppo spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra.
   Dopo la morte di Saul, Davide tornò dalla strage degli Amaleciti e rimase in Ziklag due giorni. Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata e col capo cosparso di polvere. Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò. Davide gli chiese: «Da dove vieni?». Rispose: «Sono fuggito dal campo di Israele». Davide gli domandò: «Come sono andate le cose? Su, raccontami!». Rispose: «È successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Giònata sono morti». Davide chiese ancora al giovane che gli portava le notizie: «Come sai che sono morti Saul e suo figlio Giònata?». Il giovane che recava la notizia rispose: «Ero venuto per caso sul monte Gelboe ed ecco vidi Saul appoggiato alla lancia e serrato tra carri e cavalieri. Egli si volse indietro, mi vide e mi chiamò vicino. Dissi: Eccomi! Mi chiese: Chi sei tu? Gli risposi: Sono un Amalecita. Mi disse: Gettati contro di me e uccidimi: io sento le vertigini, ma la vita è ancora tutta in me. Io gli fui sopra e lo uccisi, perché capivo che non sarebbe sopravvissuto alla sua caduta. Poi presi il diadema che era sul suo capo e la catenella che aveva al braccio e li ho portati qui al mio signore».
   Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così fecero tutti gli uomini che erano con lui. Essi alzarono gemiti e pianti e digiunarono fino a sera per Saul e Giònata suo figlio, per il popolo del Signore e per la casa d’Israele, perché erano caduti colpiti di spada. Davide chiese poi al giovane che aveva portato la notizia: «Di dove sei tu?». Rispose: «Sono figlio di un forestiero amalecita». Davide gli disse allora: «Come non hai provato timore nello stendere la mano per uccidere il consacrato del Signore?». Davide chiamò uno dei suoi giovani e gli disse: «Accostati e ammazzalo». Egli lo colpì subito e quegli morì. Davide gridò a lui: «Il tuo sangue ricada sul tuo capo. Attesta contro di te la tua bocca che ha detto: Io ho ucciso il consacrato del Signore!».
 
RESPONSORIO                       Cfr. 2 Sam 1, 21. 19
 

R.
Monti di Gelboe, non più rugiada né pioggia su di
voi,
*
perché qui sono caduti gli eroi d’Israele.

V.
Tutti i monti attorno li visiti il Signore; ma non
guardi più Gelboe,

R.
perché qui sono caduti gli eroi d’Israele.
SECONDA LETTURA

Dal «Trattato contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo
 
(Lib. IV, 20, 5-7; SC 100, 640-642. 644-648)
 
L’uomo vivente è gloria di Dio;
vita dell’uomo è la visione di Dio

   La gloria di Dio dà la vita; perciò coloro che vedono Dio ricevono la vita. E per questo colui che è inintelligibile, incomprensibile e invisibile, si rende visibile, comprensibile e intelligibile dagli uomini, per dare la vita a coloro che lo comprendono e vedono. È impossibile vivere se non si è ricevuta la vita, ma la vita non si ha che con la partecipazione all’essere divino. Orbene tale partecipazione consiste nel vedere Dio e godere della sua bontà.
   Gli uomini dunque vedranno Dio per vivere, e verranno resi immortali e divini in forza della visione di Dio. Questo, come ho detto prima, era stato rivelato dai profeti in figura, che cioè Dio sarebbe stato visto dagli uomini che portano il suo Spirito e attendono sempre la sua venuta. Così Mosè afferma nel Deuteronomio: Oggi abbiamo visto che Dio può parlare con l’uomo e l’uomo aver la vita (cfr. Dt 5, 24).
   Colui che opera tutto in tutti nella sua grandezza e potenza, è invisibile e indescrivibile a tutti gli esseri da lui creati, non resta però sconosciuto; tutti infatti, per mezzo del suo Verbo, imparano che il Padre è unico Dio, che contiene tutte le cose e dà a tutte l’esistenza, come sta scritto nel vangelo: «Dio nessuno lo ha mai visto; proprio il Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv 1, 18).
   Fin dal principio dunque il Figlio è il rivelatore del Padre, perché fin dal principio è con il Padre e ha mostrato al genere umano nel tempo più opportuno le visioni profetiche, la diversità dei carismi, i ministeri e la glorificazione del Padre secondo un disegno tutto ordine e armonia. E dove c’è ordine c’è anche armonia, e dove c’è armonia c’è anche tempo giusto, e dove c’è tempo giusto c’è anche beneficio.
   Per questo il Verbo si è fatto dispensatore della grazia del Padre per l’utilità degli uomini, in favore dei quali ha ordinato tutta l’«economia» della salvezza, mostrando Dio agli uomini e presentando l’uomo a Dio. Ha salvaguardato però l’invisibilità del Padre, perché l’uomo non disprezzi Dio e abbia sempre qualcosa a cui tendere. Al tempo stesso ha reso visibile Dio agli uomini con molti interventi provvidenziali, perché l’uomo non venisse privato completamente di Dio, e cadesse così nel suo nulla, perché l’uomo vivente è gloria di Dio e vita dell’uomo è la visione di Dio. Se infatti la rivelazione di Dio attraverso il creato dà la vita a tutti gli esseri che si trovano sulla terra, molto più la rivelazione del Padre che avviene tramite il Verbo è causa di vita per coloro che vedono Dio. 
RESPONSORIO                          Cfr. Ml 2, 6; Sal 88, 22
 

R.
Un insegnamento fedele sulla bocca, e nessuna
falsità alle labbra:
*
con pace e rettitudine ha camminato
davanti al Signore.

V.
La mano del Signore lo sosteneva, il suo braccio
gli dava vigore:

R.
con pace e rettitudine ha camminato davanti al
Signore.
ORAZIONE
   O Dio, che al vescovo sant’Ireneo hai dato la grazia di confermare la tua Chiesa nella verità e nella pace, fa’ che per sua intercessione ci rinnoviamo nella fede e nell’amore, e cerchiamo sempre ciò che promuove l’unità e la concordia. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.