Notizie

15 agosto 2018

Assunzione della beata Vergine Maria
HomeNotizieLa famiglia nel trauma della migrazione
Migranti

La famiglia nel trauma della migrazione

Migranti

Non statistiche da analizzare, ma di vissuti da interpretare: questa la realtà dei migranti, troppe volte considerata a livello di individui, mentre coinvolge l’intera famiglia. Il Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e itineranti ha promosso il VII Congresso mondiale (Roma, 17-21 novembre) sul tema “Cooperazione e sviluppo nella pastorale delle migrazioni”. La tavola rotonda di martedì 18 si è interrogata sulla famiglia migrante nel contesto della diaspora: moderata da Mons. Domenico Pompili, ha visto gli interventi di Mons. John Wester, vescovo di Salt Lake City (USA),  Mons. Lucio Muandula, vescovo di Xai-Xai (Mozambico) e Mons. Mario Toso (Segretario Iustitia et Pax).
“Affrontiamo un argomento in cui non si tratta di statistiche da analizzare, ma di vissuti da interpretare – ha spiegato Mons. Pompili -: siamo qui per lasciarcene educare, ascoltando la testimonianza di tre pastori provenienti da latitudini diverse (America, Africa, Europa) ma dove il rapporto tra famiglia e migrazioni è un nodo irrisolto o, per meglio dire, un nervo scoperto.
“Cogliere il rapporto tra famiglia e diaspora – ha spiegato il Sottosegretario della Cei – significa cogliere più concretamente quello tra la cultura d’appartenenza e il trauma della migrazione”.
Mons. Pompili si è, quindi, soffermato su come le famiglie migranti presentino un quadro clinico preoccupante per l’impatto che si produce su ciascuno dei suoi membri a seguito di un ‘viaggio’ che sradica dal proprio habitat e trasferisce in contesti sconosciuti, spesso inospitali. I sintomi, ha spiegato, sono molteplici: i genitori sono depressi o sofferenti; i figli faticano ad imparare e ad adattarsi alla vita scolastica, sono inibiti e aggressivi verso i compagni; tutti avvertono un malessere legato al loro possibile o mancato ricongiungimento. Genitori e figli, in molti casi, vivono come ‘sospesi’ tra il mondo di origine e quello di arrivo.
“Il migrante – ha concluso, citando il Rapporto sulla Protezione internazionale, curato e presentato ieri da Caritas, Migrantes e altri soggetti nazionali ed internazionali – è vivo ma lontano da casa sua; lavora, ma non con i suoi; parla un’altra lingua che non sarà mai la sua; è in una nuova società ma ‘segregato’; è fra le due facce di una realtà che cerca di addomesticare”.

18 novembre 2014

Agenda »

Mercoledì 15 Agosto 2018
LUN 13
MAR 14
MER 15
GIO 16
VEN 17
SAB 18
DOM 19
LUN 20
MAR 21
MER 22
GIO 23
VEN 24
SAB 25
DOM 26
LUN 27
MAR 28
MER 29
GIO 30
VEN 31
SAB 01
DOM 02
LUN 03
MAR 04
MER 05
GIO 06
VEN 07
SAB 08
DOM 09
LUN 10
MAR 11
Nessun Evento