
Il 7 gennaio, nella Cattedrale di Bologna, sono stati celebrati i funerali di Giovanni Tamburi, morto nell’incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana in Svizzera durante i festeggiamenti di Capodanno. A presiedere la liturgia è stato Mons. Stefano Ottani, parroco dei Santi Bartolomeo e Gaetano, parrocchia della giovane vittima. All’inizio della celebrazione, Mons. Ottani ha dato lettura del messaggio inviato dal Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, impegnato in Vaticano.
“Carissimi fratelli e sorelle, purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina per dare l’ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione. Dare l’ultimo saluto sembra incredibile, pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava. Ed è così, perché siamo fatti per vivere. Il pensiero si allarga ai giovanissimi amici di Giovanni travolti nel rogo, ai tanti che ne porteranno a lungo le ferite, e al capotreno ucciso l’altra sera qui a Bologna. Sento l’unica consolazione proprio nella luce tenera del Natale, di quell’Astro del ciel che dall’enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra, accettando la debolezza e il limite umano, la nostra sofferenza, la morte. Natale non è affatto un facile sentimento a poco prezzo. Natale è luce che lotta contro le tenebre e le vince perché ama fino alla fine, perché così la nostra vita non finisca. In questi giorni terribili, di tanto sconforto, abbiamo tutti sperimentato l’istintivo amore e la solidarietà tra di noi. Quanto è importante e quanto ci fa bene! Un vero balsamo. Ci siamo stretti tra noi e ai suoi familiari e un po’ lo siamo diventati tutti. Lo siamo! Fratelli tutti! L’amore è la risposta al male. Questo ci fa intuire il più grande amore, quello di Dio, Gesù, che viene proprio perché Giovanni sia sempre con noi e con Lui. Amore è fede, luce che “come stella in cielo in me scintilla”. Quell’Astro del ciel è luce umana e divina che ci insegna a lottare sempre contro ogni male e contro tutto ciò che offende e distrugge il delicatissimo e bellissimo fiore che è la vita di ogni persona. L’amore riempie l’assenza. Come quei Magi siamo cercatori di luce e di speranza. La stella ci ha portato e ci porterà sempre a incontrare Gesù in mezzo a noi e dentro di noi. Oggi Giovanni è come una stella del cielo, illuminata dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni. Amen”.