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16 agosto 2018

Santo Stefano, re d'Ungheria
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“Andate, senza paura, per servire”

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“Questa non è una celebrazione d’addio, ma d’invio”. Sul Lungomare di Copacabana, alle parole dell’Arcivescovo di Rio, Mons. Tempesta, fanno eco quelle del Papa nella Messa conclusiva della XXVIII Gmg: “Andate, senza paura, per servire”. A ricevere il mandato, tre milioni di giovani, a cui si aggiungono quanti partecipano a distanza; anche in Italia, numerose le iniziative a livello diocesano e regionale.

A Cracovia, nel 2016, la prossima Gmg.
“Tre parole”. Approfittando della S. Messa conclusiva della XVIII Giornata Mondiale della Gioventù – concelebrata sul Lungomare di Copacabana domenica 28 luglio – il Papa le infila nello zaino dei giovani che si apprestano a tornare alle loro case, promettendo loro: “Seguendo queste tre parole sperimenterete che chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede, riceve gioia”.
Innanzitutto, “Andate”: perché l’esperienza dell’incontro vissuto a Rio de Janeiro “non può rimanere rinchiusa nella vostra vita o nel piccolo gruppo della parrocchia, del movimento, della vostra comunità: sarebbe come togliere l’ossigeno a una fiamma che arde”. Francesco rimarca che “questo è il comando che il Signore affida a tutta la Chiesa”, nella consapevolezza che “il Vangelo è per tutti” e Cristo va portato “in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali”.
Tale missione deve essere assunta, aggiunge il Papa – ed è la seconda parola – “senza paura”, forti della fiducia che “quando andiamo ad annunciare Cristo, è Lui stesso che ci precede e ci guida”, Lui che “non vi lascia mai soli, vi accompagna sempre”. Una vicinanza alla quale il Santo Padre richiama in particolare i sacerdoti – 11 mila quelli presenti –: “Continuate ad accompagnare i giovani con generosità e gioia, aiutateli a impegnarsi attivamente nella Chiesa; non si sentano mai soli!”
L’annuncio sfocia nel servizio: e questa è la terza parola che il Papa affida ai giovani. “Il canto nuovo – dice, riprendendo le parole del Salmo – è il canto della vostra vita, è lasciare che la nostra vita si identifichi con quella di Gesù, è avere i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni. E la vita di Gesù è una vita per gli altri, è una vita di servizio”.
E, alzando gli occhi su una folla sterminata, Francesco conclude: “Portare il Vangelo è portare la forza di Dio per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell’egoismo, dell’intolleranza e dell’odio; per edificare un mondo nuovo. Gesù Cristo conta su di voi! La Chiesa conta su di voi! Il Papa conta su di voi!”.
“Sono stati giorni stupendi di gigantesca semina evangelica – osserva nel saluto conclusivo della celebrazione il Card. Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici –: circa 300 Vescovi hanno tenuto le catechesi in 27 lingue diverse; tanti i momenti di preghiera silenziosa; molti giovani che si sono accostati al sacramento della riconciliazione; tanta la gioia di stare insieme come fratelli per testimoniare davanti al mondo che è bello dirsi cristiani, che vale la pena seguire Cristo nella propria vita!”
E, rivolgendosi al Papa, conclude: “Benedica questo popolo di giovani discepoli e missionari di Gesù Cristo: sono qui, pronti a partire da questo immenso Cenacolo all’aperto, proprio come una volta gli apostoli uscirono dal cenacolo di Pentecoste, per testimoniare la loro fede fino agli estremi confini della terra”.
La prossima Giornata Mondiale della Gioventù – annuncia Papa Francesco – sarà nel 2016 in Polonia, a Cracovia.
28 luglio 2013

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