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Assemblea Generale

77ª Assemblea Generale: Comunicato finale

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La 77ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, che si è svolta in Vaticano dal 22 al 25 maggio 2023, si è aperta e chiusa con due interventi di Papa Francesco: il primo, riservato, con i Vescovi e il secondo aperto anche ai referenti diocesani del Cammino sinodale, ai quali il Papa ha affidato quattro consegne.
Le varie sessioni, arricchite dal lavoro nei gruppi sinodali, hanno avuto come tema centrale: “In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Passi verso il discernimento”. Hanno partecipato 225 membri, 29 Vescovi emeriti, il Nunzio Apostolico in Italia S.E.R. Mons. Emil Paul Tscherrig, il Vice Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) e Arcivescovo di Belgrado S.E.R. Mons. Ladislav Nemet, 20 delegati delle Conferenze Episcopali estere, 15 rappresentanti di religiosi, consacrati e della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, 74 membri del Comitato Nazionale e 330 referenti diocesani del Cammino sinodale. Tra i momenti significativi: giovedì 25 maggio, la Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dal Cardinale Presidente Matteo Zuppi.
Sollecitati dagli spunti offerti dal Santo Padre, i Vescovi si sono concentrati su una rilettura del biennio narrativo del Cammino sinodale, rilevando alcuni punti acquisiti, tra cui la ricchezza della rete di referenti diocesani; l’acquisizione del metodo della “conversazione spirituale” come stile sinodale permanente e dei “cantieri” come esperienza laboratoriale da proseguire; la consapevolezza delle fatiche e delle resistenze. Attraverso il lavoro dei gruppi sinodali, l’Assemblea ha individuato cinque piste fondamentali per il discernimento operativo: la missione nello stile della prossimità; il linguaggio dell’annuncio, della liturgia e della comunicazione; la formazione e l’iniziazione alla vita cristiana; la corresponsabilità nella guida delle comunità; la revisione e la valorizzazione delle strutture.
Nel corso dei lavori si è proceduto all’elezione di un Vice Presidente della CEI e dei rappresentanti alla XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (primo periodo 4-29 ottobre 2023 – secondo periodo ottobre 2024).
L’Assemblea ha approvato le traduzioni dei testi eucologici delle memorie dei nuovi dottori della Chiesa e il regolamento che disciplina le pene espiatorie secondo quanto stabilito dal can. 1336, introdotto dalla Costituzione Apostolica “Pascite gregem Dei”.
Nel corso dell’Assemblea sono state condivise alcune comunicazioni relative alla “Giornata per la carità del Papa” e all’impegno dei media della CEI (Avvenire, l’agenzia Sir, Tv2000 e la rete radiofonica InBlu2000). Si è provveduto inoltre ad alcuni adempimenti di carattere giuridico-amministrativo. È stato presentato infine il calendario delle attività della CEI per l’anno pastorale 2023-2024.

In dialogo con Papa Francesco

L’intervento di Papa Francesco – seguito da un dialogo franco e cordiale – ha aperto i lavori della 77ª Assemblea Generale, che si è svolta dal 22 al 25 maggio in Vaticano, presso l’Aula del Sinodo. Nell’affrontare i diversi argomenti emersi dalle domande dei Vescovi, il Santo Padre non ha fatto mancare il suo incoraggiamento che ha rivolto anche ai referenti diocesani del Cammino sinodale, nell’incontro di giovedì 25 maggio. Il Pontefice ha affidato loro alcune consegne: “Continuare a camminare”; “fare Chiesa insieme”; “essere una Chiesa aperta”; “essere una Chiesa inquieta nelle inquietudini di questo tempo”. Nel suo discorso, il Papa ha rinnovato l’invito a non avere paura di “chiamare tutti” e ha ringraziato i referenti diocesani per il lavoro che stanno portando avanti sul territorio. “Proseguiamo insieme questo percorso – l’esortazione di Papa Francesco –, con grande fiducia nell’opera che lo Spirito Santo va realizzando. È Lui il protagonista del processo sinodale, Lui, non noi! È Lui che apre i singoli e le comunità all’ascolto; è Lui che rende autentico e fecondo il dialogo; è Lui che illumina il discernimento; è Lui che orienta le scelte e le decisioni. È Lui soprattutto che crea l’armonia, la comunione nella Chiesa”.
Il Cammino sinodale è stato al centro dell’Assemblea Generale che ha avuto per tema: “In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Passi verso il discernimento”. I Vescovi hanno concordato con il Presidente che, nella sua Introduzione, aveva definito il passaggio dalla fase narrativa a quella sapienziale del Cammino sinodale “un giro di boa” e si sono concentrati su una rilettura del biennio narrativo appena concluso, rilevando alcuni punti acquisiti: la ricchezza della rete di referenti diocesani, da non disperdere; l’acquisizione del metodo della “conversazione spirituale” come stile sinodale permanente e dei “cantieri” come esperienza laboratoriale da proseguire; la fecondità dell’icona biblica di Marta e Maria, ovunque recepita; la corrispondenza sostanziale tra il “sogno di Chiesa” emerso nel popolo di Dio e la Evangelii gaudium di Papa Francesco; le numerose difficoltà, dovute sia all’avvio del Cammino sinodale in piena pandemia, sia alle resistenze e obiezioni a volte espresse come “dissenso”, altre volte come disimpegno. Di tutto, anche delle tensioni – normali in un organismo vivo qual è la Chiesa – occorre tenere conto. Con questa riflessione, alla quale ha preso parte anche il Comitato Nazionale del Cammino sinodale composto da un’ottantina di persone, l’Assemblea ha avviato la fase sapienziale, riflettendo sui fondamenti per un discernimento comunitario operativo. Si tratta, cioè, di esercitare quella “sapienza pratica” – e non puramente speculativa – che è propria delle Scritture. I criteri sono stati desunti, in particolare, dall’icona della fase sapienziale, l’incontro di Emmaus (Lc 24,13-35), che intreccia l’esperienza pasquale dei discepoli con la celebrazione eucaristica, in chiave sinodale. In questa luce, ci si è confrontati sull’azione molteplice dello Spirito Santo nei singoli battezzati, nella comunità cristiana, nell’umanità e nell’intero cosmo: lo Spirito precede e ispira l’azione stessa della Chiesa, spingendola alla testimonianza; lo Spirito dota i battezzati del “senso di fede” che, attraverso l’esperienza del confronto, può diventare “consenso di fede”. L’orizzonte missionario, si è detto concordemente, deve restare il faro del Cammino sinodale: senza questa prospettiva, che costituisce la natura stessa della Chiesa – che esiste per annunciare Cristo e il suo Vangelo – le comunità cristiane si perderebbero nelle loro problematiche interne, smorzando la forza dello Spirito e impoverendo così il mondo.
Per i Vescovi, occorre offrire risposte concrete alle istanze evidenziate dalla comunità, dando ulteriore spazio all’ascolto e recuperando lo stretto legame tra ecumenismo e sinodalità. Non c’è infatti bisogno di un’altra Chiesa, ma di una Chiesa diversa, desiderosa di ascoltare piuttosto che di farsi ascoltare, capace di farsi presente nei luoghi ineludibili della povertà, dove manca la pace, dove la gente vive. Del resto, il dinamismo dei giovani e il fenomeno migratorio ricordano alla Chiesa l’urgenza di mettersi in cammino, sempre in ascolto dello Spirito e della realtà che dettano i temi di un’agenda da cui non si può prescindere: la sinodalità – è stato sottolineato – non è un contributo alla neutralità. Attraverso il lavoro dei gruppi sinodali e raccogliendo quanto emerso nel biennio, l’Assemblea ha individuato alcune piste fondamentali per il discernimento operativo: la missione nello stile della prossimità; il linguaggio dell’annuncio, della liturgia e della comunicazione; la formazione e l’iniziazione alla vita cristiana; la corresponsabilità nella guida delle comunità; la revisione e la valorizzazione delle strutture. L’approfondimento continuerà, nell’immediato, nell’assemblea nazionale dei referenti diocesani, in programma a Roma il 25 e 26 maggio.

Pace e solidarietà

Nel corso dei lavori sono stati ripresi e rilanciati i temi proposti dal Cardinale Matteo Zuppi nella sua Introduzione: i Vescovi hanno espresso gratitudine per l’ampiezza e la concretezza dei contenuti condividendone le linee di fondo di carattere pastorale, politico, sociale e culturale. Più volte, nel dialogo in Aula, è risuonato il richiamo alla pace, con la domanda esplicita di un impegno nella linea espressa dagli incontri di spiritualità sul Mediterraneo e di un maggiore coinvolgimento della CEI sui temi della riconciliazione e della legalità. “La guerra è una pandemia. Ci coinvolge tutti. La Chiesa e i cristiani credono nella pace – le parole del Cardinale Presidente –, siamo chiamati a essere tutti operatori di pace, ancora di più nella tempesta terribile dei conflitti”. In questo senso, è stato condiviso, l’Enciclica Pacem in terris, di cui ricorre il 60° anniversario della pubblicazione, resta un riferimento importante per rileggere il tempo presente. Così come, per il Paese, l’esempio dei tanti testimoni – Falcone, don Puglisi, don Diana – che sono stati uccisi per aver combattuto le mafie con coraggio e determinazione. Per questo, è importante continuare a “operare per la liberazione dal male ed essere nel cuore dello slancio dell’Italia verso il futuro”.
Ai Vescovi è giunto il messaggio di Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica (letto da Mons. Maksym Ryabukha, Vescovo ausiliare dell’Esarcato di Donetsk), con un ringraziamento alla comunità ecclesiale italiana per l’accoglienza dei profughi ucraini e per il sostegno nel far fronte all’emergenza causata dal conflitto, così come per gli aiuti concreti che hanno permesso, da un lato, di salvare tante vite umane e, dall’altro, di supportare la popolazione che sperimenta una grave crisi umanitaria. Gratitudine anche dalla Conferenza Episcopale della Turchia per i contributi e l’affetto manifestato verso la Chiesa di Anatolia, in occasione del terremoto che ha devastato diverse aree della Turchia e della Siria.

Sfide pastorali, culturali e sociali

In una società in cui, come ha evidenziato il Cardinale Presidente, “ci si esalta (e poi ci si deprime) nella drammatica vertigine della soggettività dell’io isolato”, emerge forte la necessità di passare dalla logica della contrapposizione a quella della composizione, anche sulle questioni che riguardano la famiglia, il gender e l’educazione all’affettività. In particolare, per i Vescovi non può mancare un’attenzione specifica al tema della “colonizzazione ideologica”, che chiede di essere affrontato con intelligenza e chiarezza, nella linea più volte indicata da Papa Francesco.
Se a livello pastorale è fondamentale recuperare la dimensione della missionarietà e sviluppare un itinerario formativo per i laici che aiuti a valorizzare le tante risorse esistenti facendo diventare prassi la teoria del laicato elaborata dal Concilio Vaticano II, in ambito culturale appare decisivo superare afasia e irrilevanza. Per questo, occorre intraprendere azioni di salvaguardia della Casa comune sull’intero territorio, nel solco del magistero e in particolare dell’Enciclica Laudato si’, ma anche educare a gesti di solidarietà concreta nei confronti delle famiglie, sempre più alle prese con la mancanza di lavoro e di casa. Solidarietà che deve essere manifestata pure verso i migranti provenienti da tutte le rotte, compresa quella balcanica, per i quali si chiedono accoglienza, protezione, promozione e integrazione insieme a tutele sia sul piano della cittadinanza sia del lavoro, volte ad assicurare, tra l’altro, l’accesso alle scuole ai bambini e ad evitare forme di caporalato. Un’altra urgenza messa a fuoco dai Vescovi è stata quella relativa ai giovani che, pur manifestando una forte ricerca di spiritualità, fanno fatica a trovare nella Chiesa ascolto e risposte alle domande esistenziali, di senso e di ragioni per vivere.
Dai presuli è arrivata la richiesta di un cambiamento che permetta di supportare (e non ostacolare) le diverse forme di volontariato, a fronte di una burocrazia asfissiante che rende difficile fare il bene organizzato nel Paese. Forte preoccupazione è stata espressa per il fenomeno, ampiamente cresciuto con la pandemia, del gioco d’azzardo, causa di patologie e di drammi economici, e per quello della denatalità che deve essere affrontato con soluzioni sul versante del welfare ma anche dal punto di vista culturale. Nei loro interventi, i Vescovi hanno ricordato la dolorosa questione dello spopolamento delle aree interne, in particolare di molte zone del Mezzogiorno. È stato avviato anche un confronto sul processo di unificazione delle diocesi “in persona Episcopi”, in modo particolare sulle modalità di prossimità e di presenza sul territorio, oltre che sulla necessità di una verifica dei frutti degli accorpamenti avvenuti nel passato.

Varie

Adempimenti di carattere giuridico-amministrativo. I Vescovi hanno provveduto, come ogni anno, ad alcuni adempimenti di carattere giuridico-amministrativo: l’approvazione del bilancio consuntivo della CEI per l’anno 2022; l’approvazione della ripartizione e dell’assegnazione delle somme derivanti dall’8xmille per l’anno 2023; la presentazione del bilancio consuntivo, relativo al 2022, dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero.

Traduzioni di alcuni testi per la liturgia. L’Assemblea ha poi approvato le traduzioni dei testi eucologici delle memorie dei nuovi dottori della Chiesa: san Gregorio di Narek, abate; san Giovanni di Avila, presbitero; santa Ildegarda di Bingen, vergine; della memoria di Marta, Maria e Lazzaro e della memoria di santa Faustina Kowalska, vergine. I testi approvati verranno inviati al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per la confirmatio.

Pene espiatorie. L’Assemblea ha anche approvato il regolamento che disciplina le pene espiatorie secondo quanto stabilito dal can. 1336, introdotto dalla Costituzione Apostolica “Pascite gregem Dei”. Sono stati condivisi i criteri che regolano il pagamento dell’ammenda o della somma di denaro per le finalità della Chiesa (Ingiunzione) e la pena della privazione della remunerazione ecclesiastica o di parte di essa (Privazione). Il testo approvato dovrà ora conseguire la recognitio della Santa Sede.

Comunicazioni

Una comunicazione ha riguardato la “Giornata per la Carità del Papa”, in programma per domenica 25 giugno sul tema “Siate partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno” (cfr 1Pt 3,8). Si tratta di un modo concreto per sostenere la missione e le attività del Pontefice, standogli accanto, con la preghiera e le opere. Nel 2022 le Diocesi italiane hanno offerto alla Santa Sede 1.820.236,01 euro; l’importo pervenuto alla Santa Sede a norma can. 1271 del Codice di Diritto Canonico è stato di euro 4.001.500,00.
Anche nel 2023 i mezzi di comunicazione della Chiesa che è in Italia (Avvenire, Tv2000, la rete radiofonica InBlu2000, l’agenzia Sir) e delle Diocesi – a partire dai settimanali diocesani associati alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) – sosterranno la Giornata per la Carità del Papa con particolare impegno nei mesi di giugno e luglio.
Durante i lavori, sono state condivise alcune informazioni sui media della CEI (Agenzia Sir, Avvenire, Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu2000), con un focus sul loro impegno quotidiano e costante per un racconto di qualità, capace di dare voce ai diversi territori, ma anche a quanto accade a livello nazionale e internazionale.
All’Assemblea Generale, infine, è stato presentato il calendario delle attività della CEI per l’anno pastorale 2023-2024.

Adempimenti statuari

L’Assemblea ha proceduto all’elezione del Vice Presidente, tenendo conto della prassi, per l’area Centro. È risultato eletto S.E.R. Mons. Gianpiero Palmieri, Arcivescovo-Vescovo di Ascoli Piceno.
Sono stati eletti inoltre i cinque Vescovi Membri effettivi e tre Vescovi Membri supplenti in qualità di rappresentanti alla XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (primo periodo 4-29 ottobre 2023 – secondo periodo ottobre 2024).

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Nel corso dei lavori dell’Assemblea Generale, il 24 maggio si è riunito il Consiglio Episcopale Permanente che ha provveduto ad approvare il Messaggio per la 73ª Giornata Nazionale del Ringraziamento (12 novembre 2023) dal titolo Lo stile cooperativo per lo sviluppo dell’agricoltura. È stata anche approvata, per un triennio ad experimentum, una “convenzione per giovani laici (18-35 anni) in esperienza di formazione e di servizio missionario”. La proposta intende promuovere “uno spazio concreto d’impegno per i giovani” sia in campo pastorale sia in quello dello sviluppo e della promozione umana. L’esperienza può essere attivata per un massimo di 70 giovani all’anno, avrà la durata di un anno e non sarà ripetibile in tale forma. La convenzione entrerà in vigore dal 1° ottobre 2023. Maggiori informazioni saranno disponibili nei prossimi giorni sul sito www.missioitalia.it.
Il Consiglio ha infine approvato lo schema di nuove tabelle parametriche per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto. L’intervento è stato richiesto per garantire alle Diocesi e, più spesso, alle parrocchie di poter affrontare i costi dei futuri lavori.

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Il Consiglio Episcopale Permanente ha infine provveduto alle seguenti nomine:

– Membro della Commissione Episcopale per la liturgia: P. Ab. D. Antonio Luca FALLICA, osb, Abate Ordinario di Montecassino;
Assistente ecclesiastico nazionale per la Branca Rover-Scolte dell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI): Don Giorgio MORICONI (Pescara – Penne);
– Assistente ecclesiastico nazionale della Gioventù Operaia Cristiana (GIOC): Don Antonio Teodoro LUCENTE (Congregazione di San Giuseppe – Giuseppini del Murialdo);
– Presidente nazionale femminile della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI): Sig.a Carmen DI DONATO (Teggiano – Policastro);
– Coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici albanesi in Italia: Don Anton KODRARI (Fiesole).

 

 

 

 

 

 

 

 

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