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Vita cristiana,
profumo che contagia

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“Questa chiamata alla testimonianza esprime un atto di squisita fiducia in noi da parte di Dio: Egli mette nelle nostre mani il destino della nuova evangelizzazione e, perciò, il destino della salvezza di tante persone che condividono le nostre vicissitudini nella ferialità”.
Così mons. Zenti, vescovo di Verona rilancia il grande compito di essere testimoni di quell’amicizia con Gesù che è impossibile tenere nascosta agli altri. Il Catechista infatti fa riflettere i giovani sulla spontaneità dell’annuncio di una fede che migliora la nostra qualità di vita. Vien da sé quindi, sottolinea il Monsignore, voler consigliare ad altri di seguire una via che fa star bene: è questo “il più bel dono che possiamo fare loro; il più sorprendente gesto di amicizia e di benevolenza che segretamente attendono”.
Il Vescovo esorta i giovani a prendere coraggio per testimoniare, perché proprio “dalla testimonianza o dalla non testimonianza di una vita cristiana dentro il tessuto del vivere quotidiano dipendono le sorti della civiltà”. Così Mons. Zenti fa sentire i giovani importanti e determinanti per il miglioramento di una società che ora è in crisi, quindi responsabilità del benessere dei propri coetanei e non solo. Però al Vescovo preme sottolineare che “testimone di Gesù non è solo colui che lo ha incontrato e conosciuto, ma soprattutto colui che lo incarna”. Quindi un testimone credibile è “colui che riproduce i tratti fondamentali e peculiari di colui che viene testimoniato”, continua il Catechista, ricordando ai giovani che sono chiamati ad agire soprattutto negli ambiti della laicità come cittadini a pieno diritto del mondo. Mons. Zenti invita i giovani ad essere “sale della terra e luce del mondo” (cfr Mt 5, 13-14): il sale deve accettare di sciogliersi nel cibo e di non sopraffare il cibo stesso, per non renderlo inappetibile; la luce deve rivelare l’autenticità delle realtà illuminate, con i loro specifici colori e contorni, senza alterazioni. Ancora il Catechista incoraggia i giovani paragonandoli a delle calamite, capaci di avvicinare a Gesù i cuori delle persone; al buon profumo, che è impossibile non sentire.
Non mancano i riferimenti del Vescovo alle esperienze che più toccano i giovani. Si riferisce ai fidanzati, esortandoli a testimoniare “un bel fidanzamento mediante una adeguata preparazione a viverlo nell’impegno di un amore limpido e responsabile, casto e fecondo, predisponendosi nella reciprocità di partner ad essere il più prezioso dono per l’altro, grazie alla formazione di una personalità di tutto rilievo”.
Il Catechista si riferisce anche a chi è chiamato alla vita consacrata affinché “testimoni fin d’ora la gioia di una sequela a Cristo povero, vergine, obbediente e perciò libero per il regno”. Ancora, per i sacerdoti l’invito del Monsignore è a testimoniare “la passione del pastore che dà la sua vita per il gregge di Cristo, senza mai concedersi tempi di ozio e di dissipazione”.
Mons. Zenti augura a ciascun giovane di capire qual è il suo posto e raccomanda di affidarsi a tale fine alla preghiera reciproca.
19 agosto 2011

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