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San Felice da Nola

A cura di Matteo Liut

San Felice da Nola è venerato come martire, eppure non venne ucciso: questa anomalia si spiega gettando uno sguardo al periodo particolare nel quale si trovò a vivere, cioè nel cuore della transizione dall’epoca delle persecuzioni a quella della libertà di culto con l’edito di Costantino del 313.
Lui era di origine siriana, ma era nato a Nola, dove fu collaboratore del vescovo Massimo, il quale si ritirò in un luogo isolato per fuggire dalla persecuzione. Felice, invece, fu catturato e solo miracolosamente sopravvisse alle torture: secondo la tradizione fu salvato da un angelo. Con il cessare delle persecuzioni la comunità lo avrebbe voluto successore di Massimo, ma lui rifiutò, preferendo vivere in totale povertà e ritirato fino alla morte: aveva capito che la Chiesa libera aveva bisogno ancora di testimoni in grado di scelte radicali.
 

Altri Santi

Beato Oddone di Novara, monaco (1100-1198); beato Odorico da Pordenone, sacerdote (1265-1331).