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Sabato Santo

Dal Sussidio CEI - Quaresima 2016, a cura dell'Ufficio Liturgico Nazionale

Veglia Pasquale, IN RESURRECTIONE DOMINI
 

O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo
e l’uomo al suo creatore.
Preconio pasquale

 
 
Una regia delicata
Nessun atto liturgico sopporta improvvisazione, ma la “madre di tutte le veglie”, in particolare, si offre come un insieme così ricco e articolato di linguaggi, luoghi, ministri, oggetti e azioni, da vivere più di tutti gli altri il rischio di smarrire il suo itinerario, senza un intenso lavoro di preparazione. Compimento del Triduo santo, essa dà inizio al Tempo di Pasqua, accompagnando la comunità dalla notte alla luce. Da tempo i ministri (lettori, accoliti, musicisti, cantori, addetti alle porte e agli oggetti di culto) saranno stati formati al significato e allo svolgimento dell’azione.
Il presidente, aiutato dal cerimoniere, ha l’arduo compito di cucire con lo stile celebrativo le varie componenti nell’unità armonica della Veglia che riattualizza la vittoria pasquale del Cristo sulla morte e sul peccato. La struttura è antica ed efficace e “non può da nessuno essere cambiata arbitrariamente” (Preparazione e celebrazione delle feste pasquali, n. 81).
Non si appesantisca l’azione con inutili e stucchevoli monizioni o aggiunta di gesti. Se segni e simboli saranno autentici (un fuoco che realmente dia luce e calore, vera cera per il Cero pasquale, candele offerte ad ognuno dei presenti per il lucernario, fonte battesimale ben valorizzato, aspersione con l’acqua lustrale ben compiuta – per non citare che alcuni), sapranno ben dispiegarsi a chi è attento.
Nella processione d’ingresso non si rechi l’Evangeliario – perché non si distolga l’attenzione dal Cero – ma esso sia posto sull’altare sin dall’inizio, per poi essere portato in processione all’ambone e incensato al momento giusto.
 
Liturgia della luce
L’azione inizia nelle tenebre. Vegliare nella notte è già un segno sacramentale di una liturgia straordinaria. Per questo non è secondo lo spirito dell’ora la deplorevole usanza di anticipare troppo la Veglia. Parecchio dopo il tramonto, il fuoco nuovo raduna i fedeli fuori dall’edificio. Il fuoco è benedetto e si prepara il nuovo Cero pasquale, rendendolo tipico della Pasqua presente. Si avanza dunque in processione, dando progressivamente a Cristo, Luce del mondo, il tempo di illuminare il popolo e quindi l’edificio. L’abbondante materiale di rubriche, testi e gesti andrà affidato ad un’attenta regia che curi pure il "ritmo" delle luci e gli spostamenti dei fedeli. Il canto del Preconio pasquale che annuncia la vittoria del Cristo e conclude il rito va adattato perché possa adeguatamente offrire la sua ricchezza.
 
La liturgia della Parola
Offerta con una scansione tipica ed unica – lettura, salmo, orazione, – essa ha un ritmo che non va spezzato, ma sostenuto con canti opportuni e preparato dal ministero dei lettori. La possibilità di scelta tra le letture impone nella preparazione remota la decisione su un opportuno itinerario, privo di arbitrio o pigrizia. Il canto del Gloria, con suono delle campane e accensione delle luci, celebra la gioia del Risorto. Perché questo grido possa risuonare, sarà indispensabile curare il grembo fertile del silenzio liturgico, possibile in un ritmo non affrettato, ma sostenuto, solenne.
 
La liturgia battesimale
Sia che si battezzino dei neofiti o neonati, sia attraverso il rinnovo delle promesse battesimali e l’aspersione dell’assemblea, è in questa notte che può rivelarsi il valore del sacramento del Battesimo. Uniti a Cristo, sepolti con lui, seguiamo Lui nella vita nuova. La preghiera litanica, lo spostamento al fonte o – solo se indispensabile – al bacile che lo sostituisce, siano compiuti con sobrietà ed attenzione.
 
La celebrazione eucaristica
Se le altre tre componenti (luce, Parola, Battesimo) sono un unicum di questa Veglia, proprio perché la quarta è invece abituale, essa andrà preparata con maggior cura nei linguaggi perché non vi si arrivi stanchi e sazi. Si può quindi spendere qui una breve monizione per richiamare il valore di culmine dell’Eucaristia.
 
Si può dire ad esempio:
La luce, la Parola e l’acqua conducono al cuore, l’Eucaristia. Il mistero della Risurrezione ci invita a ritrovare il Risorto vivo nel suo Corpo, la Chiesa che si nutre di Lui.
           
Si concluda con la benedizione solenne della Veglia.

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