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Prossimità nel lutto
e fede nel Risorto

esequie
Consapevole dell’esigenza pastorale di annunciare il Vangelo della risurrezione in un contesto culturale che tende a privatizzare l’esperienza del morire e a nascondere i segni del lutto, la Conferenza Episcopale Italiana ha predisposto una nuova edizione del Rito delle esequie.
Il testo liturgico è stato presentato venerdì 2 marzo a Roma da monsignor Alceste Catella, vescovo di Casale Monferrato e presidente della Commissione episcopale per la liturgia, insieme a mons. Angelo Lameri, dell’Ufficio Liturgico Nazionale e a mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali.
Ampia e articolata la proposta rituale che il testo offre, a partire dal primo incontro del sacerdote con la famiglia del defunto fino alla tumulazione del feretro. In appendice, fornisce alcune indicazioni circa la cremazione dei corpi.
Il Rito è stato ripensato nel solco dell’impegno nell’applicazione della riforma liturgica conciliare. La nuova pubblicazione, infatti, fa seguito alla prima edizione apparsa nel 1974 sulla base di quella typica del 1969. Si tratta, ha detto monsignor Pompili, di “un contributo a umanizzare il momento della morte, sottraendolo alla sua invisibilità e alla sua individualità, quando non alla sua spettacolarizzazione”.
L’uso del nuovo Rito delle esequie diverrà obbligatorio in Italia a partire dal 2 novembre 2012.
02 Marzo 2012

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