HomeNotizie“Prepariamoci a una catastrofe umanitaria”

“Prepariamoci
a una catastrofe umanitaria”

migrazioni
La rivolta, iniziata in Tunisia, le inquietudini che si sono manifestate praticamente in tutti i Paesi musulmani, dal piccolo Gibuti nel corno d’Africa fino allo sconosciuto Yemen e perfino all’Arabia Saudita, non si spiegano solo con la povertà, la disoccupazione, la corruzione o la crisi culturale del mondo islamico, elementi pure presenti in varia misura. Ma, associandoci alle parole pronunciate dal presidente della Cei Cardinal Bagnasco, riteniamo che: «Quando un popolo viene oppresso per troppo tempo da un regime che non rispetta i diritti umani, prima o poi scoppia». Si fa dunque concreto il rischio di una catastrofe umanitaria con migliaia di sfollati interni, rifugiati e richiedenti asilo che si potrebbero riversare in tutto il Nord Africa e nella sponda nord del Mediterraneo. 
Caritas Italiana sostiene da diversi anni l’attività di tutte le Caritas del Nord Africa e in particolare della piccola Caritas della Libia e dell’operosa comunità cristiana che nel silenzio lavora attivamente, in particolare nell’assistenza agli emigrati africani che riescono a sopravvivere dopo aver attraversato il deserto del Sahara. È stato inoltre attivato da due anni un tavolo di confronto con le Caritas dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Tutto questo nella convinzione che le sfide dei migranti si possono affrontare solo insieme ed in un’ottica transnazionale, coinvolgendo i Paesi di partenza, di transito e di arrivo delle persone migranti. In questo periodo sono costanti i collegamenti con il direttore di Caritas Libia Padre Alan Laoyon Arcebuche, che purtroppo non può che attendere come tutti gli esiti degli scontri in atto.
Caritas Italiana si appresta intanto a sostenere una presenza fissa a Lampedusa, ed eventualmente nel Centro di Mineo (una volta conosciuta la destinazione del centro), soprattutto in previsione degli arrivi, che si attendono per le prossime settimane.
A livello locale le Caritas diocesane stanno censendo le strutture disponibili sui loro territori per garantire una pronta accoglienza in caso di insufficienza del sistema implementato dal Governo.
 
01 marzo 2011

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Nei giorni 21-23 settembre 2018, a Tangeri (Marocco), una delegazione di Vescovi della Commissione Episcopale per le Migrazioni (CEMi) incontrerà i rappresentanti della Conferenza Episcopale del Nord Africa (CERNA) per partecipare alla solenne liturgia inaugurale dell´Assemblea Generale, visitare la Diocesi di Tangeri e il campo profughi della città.Rappresentanti della CEMi il Presidente S.E. Mons. Guerino Di Tora, Vescovo ausiliare di Roma, S.E. Mons. Massimo Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, e S.E. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.Arriveranno inoltre dall´Italia il Cardinal Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e Presidente di Caritas Italiana, S.E. Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, e don Giovanni De Robertis, direttore generale Migrantes.