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Messa del Giorno

SANTA ELISABETTA DI UNGHERIA, RELIGIOSA – memoria

Grandezza Testo A A A
Colore Liturgico Bianco

Antifona

«Venite, benedetti del Padre mio», dice il Signore;
«ero malato e mi avete visitato.
In verità vi dico:
ogni volta che avete fatto queste cose
a uno dei miei fratelli più piccoli,
l'avete fatto a me». (Mt 25,34.36.40)

Colletta

O Dio, che a sant'Elisabetta hai dato la grazia
di riconoscere e onorare Cristo nei poveri,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di servire con instancabile carità
coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima Lettura

Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 3,1-6.14-22
 
Io Giovanni, udii il Signore che mi diceva:
 
«All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi:
“Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”.
 
All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi:
“Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».

Parola di Dio
 

Salmo Responsoriale
Dal Sal 14 (15)

R. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono.
Oppure:
R. Ci accoglierai, Signore, nella gioia del tuo regno.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. R.
 
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R.
 
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati. (1Gv 4,10b)

Alleluia.

Vangelo

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10
 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore
 

Sulle offerte

Accogli i nostri doni, o Padre,
in questo memoriale dell'infinito amore del tuo Figlio,
e per l'intercessione dei tuoi santi,
confermaci nella generosa dedizione a te e ai fratelli.
Per Cristo nostro Signore.
 

Antifona alla comunione

«Non c'è amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici», dice il Signore. (Gv 15,13)
 
Oppure:

«Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli,
se vi amerete gli uni gli altri», dice il Signore (Gv 13,35)
 
 

Dopo la comunione

O Padre, che ci hai fatti tuoi commensali,
donaci di imitare l'esempio di santa Elisabetta,
che si consacrò a te con tutto il cuore
e si prodigò instancabilmente per il bene del tuo popolo.
Per Cristo nostro Signore.
 
Oppure:

O Dio, che ci hai fatto gustare la dolcezza del pane della vita,
concedi a noi tuoi fedeli, sull'esempio di santa Elisabetta,
di progredire nella via della carità per possedere l'eredità eterna.
Per Cristo nostro Signore.