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domenica 17 Ottobre 2021

Ufficio delle letture

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - I SETTIMANA DEL SALTERIO
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Splende nel giorno ottavo
l’era nuova del mondo,
consacrata da Cristo,
primizia dei risorti.
O Gesù, re di gloria,
unisci i tuoi fedeli
al trionfo pasquale
sul male e sulla morte.
Fa’ che un giorno veniamo
incontro a te, Signore,
sulle nubi del cielo
nel regno dei beati.
Trasformàti a tua immagine,
noi vedremo il tuo volto;
e sarà gioia piena
nei secoli dei secoli. Amen.
1 ant.
L’albero della vita si è manifestato
          nella croce del Signore.
SALMO 1    Le due vie dell'uomo

Beati coloro che, sperando nella croce, scesero nell’acqua
del battesimo
(da un autore del II secolo)
.
Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, †
   non indugia nella via dei peccatori *
   e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore, *
   la sua legge medita giorno e notte.
Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua, *
   che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai; *
   riusciranno tutte le sue opere.
Non così, non così gli empi: *
   ma come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, *
   né i peccatori nell’assemblea dei giusti.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti, *
   ma la via degli empi andrà in rovina.
1 ant.
L’albero della vita si è manifestato
          nella croce del Signore.
2 ant.
Parola di Dio al suo Cristo:
          Io ti ho costituito re su tutti i popoli.
SALMO 2    Il Messia, Re vittorioso
I capi di questa città si radunarono insieme, contro il tuo
santo servo Gesù, che tu hai consacrato Messia
(At 4, 27).
Perché le genti congiurano, *
   perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra †
   e i principi congiurano insieme *
   contro il Signore e contro il suo Messia:
«Spezziamo le loro catene, *
   gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita i cieli, *
   li schernisce dall’alto il Signore.
Egli parla loro con ira, *
   li spaventa nel suo sdegno:
«Io l’ho costituito mio sovrano *
   sul Sion mio santo monte».
Annunzierò il decreto del Signore. †
   Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
   io oggi ti ho generato.
Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *
   e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro, *
   come vasi di argilla le frantumerai».
E ora, sovrani, siate saggi, *
   istruitevi, giudici della terra;
servite Dio con timore *
   e con tremore esultate;
che non si sdegni *
   e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira. *
   Beato chi in lui si rifugia.
2 ant.
Parola di Dio al suo Cristo:
          Io ti ho costituito re su tutti i popoli.
3 ant.
Tu sei la mia difesa, Signore,
           tu sei la mia gloria.
SALMO 3    Il Signore mi sostiene
Cristo si è addormentato nella morte e si è risvegliato
nella risurrezione, perché Dio lo sosteneva
(sant’Ireneo).
Signore, quanti sono i miei oppressori! *
   Molti contro di me insorgono.
Molti di me vanno dicendo: *
   «Neppure Dio lo salva!».
Ma tu, Signore, sei mia difesa, *
   tu sei mia gloria e sollevi il mio capo.
Al Signore innalzo la mia voce *
   e mi risponde dal suo monte santo.
Io mi corico e mi addormento, *
   mi sveglio perché il Signore mi sostiene.
Non temo la moltitudine di genti †
   che contro di me si accampano. *
   Sorgi, Signore, salvami, Dio mio.
Hai colpito sulla guancia i miei nemici, *
   hai spezzato i denti ai peccatori.
Del Signore è la salvezza: *
   sul tuo popolo la tua benedizione.
3 ant.
Tu sei la mia difesa, Signore,
           tu sei la mia gloria.
V.
La parola di Cristo abiti in voi con abbondanza;

R.
ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza.
PRIMA LETTURA

Dal libro di Ester
1, 1-3. 9-13. 15-16. 19; 2, 5-10. 16-17 

Ripudio di Vasti e scelta di Ester come regina 
   Al tempo di Assuero, quell’Assuero che regnava dall’India fino all’Etiopia sopra centoventisette province, in quel tempo, dunque, il re Assuero che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa, l’anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi principi e ai suoi ministri. I capi dell’esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua presenza.
   Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero.
   Il settimo giorno, il re che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò a Meuman, a Bizzeta, a Carbona, a Bigta, ad Abagta, a Zetar e a Carcas, i sette eunuchi che servivano alla presenza del re Assuero, che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona regale, per mostrare al popolo e ai capi la sua bellezza; essa infatti era di aspetto avvenente. Ma la regina Vasti rifiutò di venire contro l’ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi; il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui. Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi – poiché gli affari del re si trattavano così, alla presenza di quanti conoscevano la legge e il diritto – . Domandò dunque: «Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l’ordine datole dal re Assuero per mezzo degli eunuchi?». Memucan rispose alla presenza del re e dei principi: «La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero.
   Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, sicché diventi irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla presenza del re Assuero e il re conferisca la dignità di regina ad un’altra migliore di lei».
   Ora nella cittadella di Susa c’era un Giudeo chiamato Mardocheo, figlio di Iair, figlio di Simei, figlio di un Beniaminita, che era stato deportato da Gerusalemme fra quelli condotti in esilio con Ieconia re di Giuda da Nabucodònosor re di Babilonia. Egli aveva allevato Adassa, cioè Ester, figlia di un suo zio, perché essa era orfana di padre e di madre. La fanciulla era di bella presenza e di aspetto avvenente; alla morte del padre e della madre, Mardocheo l’aveva presa come propria figlia. Quando l’ordine del re e il suo editto furono divulgati e un gran numero di fanciulle venivano radunate nella cittadella di Susa sotto la sorveglianza di Egai, anche Ester fu presa e condotta nella reggia, sotto la sorveglianza di Egai, guardiano delle donne. La fanciulla piacque a Egai ed entrò nelle buone grazie di lui; egli si preoccupò di darle il necessario per l’abbigliamento e il vitto; le diede sette ancelle scelte nella reggia e assegnò a lei e alle sue ancelle l’appartamento migliore nella casa delle donne. Ester non aveva detto nulla né del suo popolo né della sua famiglia, perché Mardocheo le aveva proibito di parlarne.
   Ester fu dunque condotta presso il re Assuero nella reggia il decimo mese, cioè il mese di Tebet, il settimo anno del suo regno. Il re amò Ester più di tutte le altre donne ed essa trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre vergini. Egli le pose in testa la corona regale e la fece regina al posto di Vasti.
 
RESPONSORIO            Cfr. Sal 112, 5-8; Lc 1, 51-52
R.
Chi è pari al Signore Dio nostro, che siede
nell’alto e si china a guardare nei cieli e sulla terra?
*

Solleva l’indigente dalla polvere per farlo sedere tra i
principi.

V.
Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore,
ha rovesciato i potenti dai troni e innalzato gli umili.

R.
Solleva l’indigente dalla polvere per farlo sedere
tra i principi.
SECONDA LETTURA
Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo
(Lett. 130, 8, 15. 17 – 9, 18; CSEL 44, 56-57. 59-60)
 
Le aspirazioni del cuore, anima della preghiera 
   Quando preghiamo non dobbiamo mai perderci in tante considerazioni, cercando di sapere che cosa dobbiamo chiedere e temendo di non riuscire a pregare come si conviene. Perché non diciamo piuttosto col salmista: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore e ammirare il suo santuario»? (Sal 26, 4). Ivi infatti non c’è successione di giorni come se ogni giorno dovesse arrivare e poi passare. L’inizio dell’uno non segna la fine dell’altro, perché vi si trovano presenti tutti contemporaneamente. La vita, alla quale quei giorni appartengono, non conosce tramonto.
   Per conseguire questa vita beata, la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare, non con molte parole, come se fossimo tanto più facilmente esauditi, quanto più siamo prolissi. Nella preghiera infatti ci rivolgiamo a colui che, come dice il Signore medesimo, già sa quello che ci è necessario, prima ancora che glielo chiediamo (cfr. Mt 6, 7-8).
   Potrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci è necessario. Dobbiamo però riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto bene, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda perché possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci. Questo dono, infatti, è assai grande, mentre noi siamo tanto piccoli e limitati per accoglierlo. Perciò ci vien detto: «Aprite anche voi il vostro cuore! Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli» (2 Cor 6, 13-14).
   Il dono è davvero grande, tanto che né occhio mai vide, perché non è colore; né orecchio mai udì, perché non è suono; né mai è entrato in cuore d’uomo (cfr. 1 Cor 2, 9), perché è là che il cuore dell’uomo deve entrare. Lo riceveremo con tanta maggiore capacità, quanto più salda sarà la nostra fede, più ferma la nostra speranza, più ardente il nostro desiderio.
   Noi dunque preghiamo sempre in questa stessa fede, speranza e carità, con desiderio ininterrotto.
   Ma in certe ore e in determinate circostanze, ci rivolgiamo a Dio anche con le parole, perché, mediante questi segni, possiamo stimolare noi stessi e insieme renderci conto di quanto abbiamo progredito nelle sante aspirazioni, spronandoci con maggiore ardore a intensificarle. Quanto più vivo, infatti, sarà il desiderio, tanto più ricco sarà l’effetto. E perciò, che altro vogliono dire le parole dell’Apostolo: «Pregate incessantemente» (1 Ts 5, 17) se non questo: Desiderate, senza stancarvi, da colui che solo può concederla quella vita beata, che niente varrebbe se non fosse eterna?
 
RESPONSORIO              Cfr. Ger 29, 13. 12. 11
R.
Mi cercherete con tutto il cuore e mi troverete.
*

Mi invocherete, ed esaudirò la vostra preghiera.

V.
I miei progetti sono di pace e non di sventura,
per concedervi un futuro pieno di speranza.

R.
Mi invocherete, ed esaudirò la vostra preghiera.
INNO Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, *
   ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
   tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
   e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
   il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
   sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
   e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
   la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
   e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
   eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
   per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
   hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
   Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
   che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
   nell'assemblea dei santi.
*
Salva il tuo popolo, Signore, *
   guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
   lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
   di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
   in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
   pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
   non saremo confusi in eterno.
Oppure
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
   tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
   incessábili voce proclámant:
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
   Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
   sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
   non horruisti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
   aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
   quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
*
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
   et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per singulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
   et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
   sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
   quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
   non confúndar in ætérnum.
* Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
ORAZIONE
   Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.