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venerdì 07 Maggio 2021

Ufficio delle letture

VENERDI' - V SETTIMANA DI PASQUA - I SETTIMANA DEL SALTERIO
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Ecco il gran giorno di Dio,
splendente di santa luce:
nasce nel sangue di Cristo
l’aurora di un mondo nuovo.
Torna alla casa il prodigo,
splende la luce al cieco;
il buon ladrone graziato
dissolve l’antica paura.
Gli angeli guardano attoniti
il supplizio della croce,
da cui l’innocente e il reo
salgono uniti al trionfo.
O mistero insondabile
dell’umana redenzione:
morendo sopra il patibolo
Cristo sconfigge la morte.
Giorno di grandi prodigi!
La colpa cerca il perdono,
l’amore vince il timore,
la morte dona la vita.
Irradia sulla tua Chiesa
la gioia pasquale, o Signore,
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.
Sia lode e onore a Cristo,
vincitore della morte,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.
Oppure:
Hic est dies verus Dei,
sancto serénus lúmine,
quo díluit sanguis sacer
probrósa mundi crímina.
Fidem refúndit pérditis
cæcósque visu illúminat;
quem non gravi solvit metu
latrónis absolútio?
Opus stupent et ángeli,
poenam vidéntes córporis
Christóque adhæréntem reum
vitam beátam cárpere.
Mystérium mirábile,
ut ábluat mundi luem,
peccáta tollat ómnium
carnis vitia mundans caro.
Quid hoc potest sublímius,
ut culpa quærat grátiam,
metúmque solvat caritas
reddátque mors vitam novam?
Esto perénne méntibus
paschále, Iesu, gáudium,
et nos renátos grátiæ
tuis triúmphis ággrega.
Iesu, tibi sit glória,
qui morte victa prǽnites,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sǽcula. Amen.
1 ant.
Sorgi in mio aiuto, Signore, alleluia.
SALMO 34, 1-2. 3c. 9-19. 22-23. 27-28
Il Signore salva nella persecuzione
 
Si riunirono... e tennero consiglio per arrestare con un inganno
Gesù e farlo morire
(Mt 26, 3. 4).

I    (1-2. 3c. 9-12)
Signore, giudica chi mi accusa, *  
   combatti chi mi combatte.
Afferra i tuoi scudi *
   e sorgi in mio aiuto.
Di’ all’anima mia: *
   «Sono io la tua salvezza».
Io invece esulterò nel Signore *
   per la gioia della sua salvezza.
Tutte le mie ossa dicano: «Chi è come te, Signore, †
   che liberi il debole dal più forte, *
   il misero e il povero dal predatore?».
Sorgevano testimoni violenti, *
   mi interrogavano su ciò che ignoravo,
mi rendevano male per bene: *
   una desolazione per la mia vita.
1 ant.
Sorgi in mio aiuto, Signore, alleluia.
2 ant.
Giudica la mia causa, Signore,
          difendimi con la tua forza, alleluia.
II    (13-16)
Io, quand’erano malati, vestivo di sacco, †
   mi affliggevo col digiuno, *
   riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.
Mi angustiavo come per l’amico, per il fratello, *
   come in lutto per la madre
      mi prostravo nel dolore.
Ma essi godono della mia caduta, si radunano, *
   si radunano contro di me
      per colpirmi all’improvviso.
Mi dilaniano senza posa, †
   mi mettono alla prova, scherno su scherno, *
   contro di me digrignano i denti.
2 ant.
Giudica la mia causa, Signore,
          difendimi con la tua forza, alleluia.
3 ant.
Celebrerò la tua giustizia, Signore,
          canterò la tua lode per sempre, alleluia.
III    (17-19. 22-23. 27-28)
Fino a quando, Signore, starai a guardare? †
   Libera la mia vita dalla loro violenza, *
   dalle zanne dei leoni l’unico mio bene.
Ti loderò nella grande assemblea, *
   ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso.
Non esultino su di me i nemici bugiardi, *
   non strizzi l’occhio chi mi odia senza motivo.
Signore, tu hai visto, non tacere; *
   Dio, da me non stare lontano.
Destati, svegliati per il mio giudizio, *
   per la mia causa, Signore mio Dio.
Esulti e gioisca chi ama il mio diritto, †
   dica sempre: «Grande è il Signore *
   che vuole la pace del suo servo».
La mia lingua celebrerà la tua giustizia, *
   canterà la tua lode per sempre.
3 ant.
Celebrerò la tua giustizia, Signore,
          canterò la tua lode per sempre, alleluia.
V.
Per la tua risurrezione, o Cristo, alleluia,
​R.
gioiscono i cieli e la terra, alleluia.
PRIMA LETTURA

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni,
apostolo
22, 1-9
Il fiume di acqua viva
   L’angelo mi mostrò un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello (Gn 2, 10; Ez 47, 1). In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni (Gn 2, 9; Ez 47, 12).
   E non vi sarà più maledizione.
   Il trono di Dio e dell’Agnello
   sarà in mezzo a lei
   e i suoi servi lo adoreranno;
   vedranno la sua faccia (Mt 5, 8)
   e porteranno il suo nome sulla fronte.
   Non vi sarà più notte
   e non avranno più bisogno di luce di lampada,
   né di luce di sole,
   perché il Signore Dio li illuminerà
   e regneranno nei secoli dei secoli (Is 60, 20).
   Poi mi disse: «Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve. Ecco, io verrò presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».
   Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. Udite e vedute che le ebbi, mi prostrai in adorazione ai piedi dell’angelo che me le aveva mostrate. Ma egli mi disse: «Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli, i profeti, e come coloro che custodiscono le parole di questo libro. È Dio che devi adorare».
 
RESPONSORIO                              Cfr. Ap 22, 5. 3
R.
Non vi sarà più notte, perché il Signore Dio
illuminerà i suoi servi,
*
e regneranno nei secoli dei
secoli, alleluia.

V.
Il trono di Dio e dell’Agnello sarà in mezzo alla
città santa, e i suoi servi lo adoreranno,

R.
e regneranno nei secoli dei secoli, alleluia.
SECONDA LETTURA

Dai «Discorsi» del beato Isacco, abate del monastero
della Stella
(Disc 42; PL 194, 1831-1832)
 
Primogenito tra molti fratelli
   Come il capo e il corpo formano un unico uomo, così il Figlio della Vergine e le sue membra elette costituiscono un solo uomo e l’unico Figlio dell’uomo. Secondo la Scrittura il Cristo totale e integrale è capo e corpo, vale a dire tutte le membra assieme sono un unico corpo, il quale con il suo capo è l’unico Figlio dell’uomo, con il Figlio di Dio è l’unico Figlio di Dio, con Dio è lui stesso un solo Dio. Quindi tutto il corpo con il capo è Figlio dell’uomo, Figlio di Dio, Dio.
   Perciò si legge nel vangelo: Voglio, o Padre, che come io e tu siamo una cosa sola, così anch’essi siano una cosa sola con noi (cfr. Gv 17, 21). Secondo questo famoso testo della Scrittura, né il corpo è senza capo né il capo senza corpo, né il Cristo totale, capo e corpo, è senza Dio. Tutto con Dio è un solo Dio. Ma il Figlio di Dio è con Dio per natura, il Figlio dell’uomo è con lui in persona, mentre il suo corpo forma con lui una realtà sacramentale.   
   Pertanto le membra autentiche e fedeli di Cristo possono dire di sé, in tutta verità, ciò che egli è, anche Figlio di Dio, anche Dio. Ma ciò che egli è per natura, le membra lo sono per partecipazione; ciò che egli è, lo è in pienezza, esse lo sono solo parzialmente. Infine ciò che il Figlio di Dio è per generazione, le sue membra lo sono per adozione, come sta scritto: «Avete ricevuto uno spirito di figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!» (Rm 8, 15).
   Secondo questo Spirito «diede loro il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12), perché ad uno ad uno siamo ammaestrati, da colui che è il primogenito tra molti fratelli, a dire: «Padre nostro, che sei nei cieli». E altrove: «Salgo al Padre mio e Padre vostro» (Gv 20, 17).
   Infatti per quel medesimo Spirito per cui il Figlio dell’uomo, nostro capo, è nato dal grembo della Vergine, noi rinasciamo dal fonte battesimale figli di Dio, suo corpo. E come egli fu senza alcun peccato, così anche noi otteniamo la remissione di tutti i peccati.
   Come egli portò sulla croce nel suo corpo di carne i peccati di tutto il corpo di carne, così dona a tutto il corpo mistico la liberazione dei peccati per la grazia della rigenerazione. Sta scritto infatti: «Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male» (Sal 31, 2). Questo uomo beato è senza dubbio Cristo. Egli per il fatto che il capo del Cristo mistico è Dio, rimette i peccati; e per il fatto che il capo del corpo è un unico uomo, non ha nulla da farsi perdonare. E poi, anche se il corpo del capo è costituito da molti, niente gli è imputato.
   Egli è giusto in se stesso e giustifica se stesso. Unico salvatore, unico salvato. Egli portò nel suo corpo sulla croce ciò che rimosse dal suo corpo attraverso il battesimo e salva ancora per mezzo della croce e dell’acqua. È Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, che aveva preso su di sé. È sacerdote e sacrificio e Dio. Per questo offrendo sé a se stesso, riconcilia se stesso per mezzo di se stesso con se stesso e inoltre con il Padre e con lo Spirito Santo.
 
RESPONSORIO                               Col 2, 9-10; 1, 18
R.
In Cristo abita corporalmente tutta la pienezza
della divinità:
*
voi avete in lui parte alla sua pienezza,
alleluia.

V.
Egli è il capo del corpo, cioè della Chiesa; il
primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per
ottenere il primato su tutte le cose.

R.
Voi avete in lui parte alla sua pienezza, alleluia.
ORAZIONE
   Donaci, Signore, di uniformare la nostra vita al mistero pasquale che celebriamo nella gioia, perché la potenza del Signore risorto ci protegga e ci salvi. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.