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Un cammino di comunità

Editoriale pubblicato su Avvenire del 3 febbraio 2021

«Dopo cinque anni, la Chiesa italiana deve tornare al Convegno di Firenze, e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi e questo processo sarà una vera catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intuizione del cammino da compiere in questo Sinodo. È il momento di riprendere questo processo e di cominciare a camminare». Rileggendo le parole di papa Francesco all’udienza concessa sabato 30 gennaio ai partecipanti all’incontro promosso dall’Ufficio catechistico nazionale della Cei, ho ripensato all’immagine conciliare della Chiesa «popolo di Dio in cammino». Una Chiesa che si muove insieme, che si fa prossima, che ascolta. Una Chiesa in cui la vera autorità è quella del servizio e che fa proprie, con affettuosa condivisione, le gioie e le speranze, i dolori e le angosce della famiglia umana.
Le parole del Pontefice sollecitano e sostengono proprio questo movimento. Perciò siamo chiamati a una nuova responsabilità, da vivere con apertura di spirito e gioia che si rinnova e si comunica, avendo come riferimento l’Evangelii gaudium che va considerata una sorta di magna charta del nostro agire ecclesiale.
Quindi tornare a Firenze non è un cammino a ritroso; non è una tappa indietro rispetto a un percorso intrapreso; non è semplice memoria di un evento. È qui che risiede lo scatto in avanti domandato a tutta la Chiesa italiana da papa Francesco. A Firenze c’è stata l’intuizione: non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo soffocarla o tradirla. È vero: sono passati cinque anni. Forse, come spesso succede nella vita, gli avvenimenti ci hanno travolto – e l’attuale emergenza sanitaria, in tal senso, insegna tantissimo –, ma adesso è tempo di avviare questo processo dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, con il coinvolgimento di tutto il popolo di Dio e, in particolare, dei laici.
Ce lo domanda questo momento storico particolare, in cui ci troviamo disorientati davanti alle tante fratture acuite dal coronavirus. Eppure non siamo immobili. Almeno, stiamo cercando di non esserlo. Va in questa direzione la scelta di dedicare la prossima Assemblea Generale – che speriamo si possa tenere ‘in presenza’ a maggio – al tema dell’annuncio. L’ascolto attento di questo tempo esige servizio e comunione. È lo stile sinodale che coinvolge i vari organismi (i Consigli pastorali, i Collegi di consultori, i Consigli presbiterali…) per arrivare poi agli eventi.
In questo percorso ci sostiene un pensiero di un mio predecessore alla presidenza della Cei, il cardinale Anastasio Alberto Ballestrero, a conclusione del secondo Convegno ecclesiale nazionale (Loreto, 9-13 aprile 1985). Questo appuntamento, diceva, «ha rivelato uno stile di vita ecclesiale. Perché non dirci allora che convenire tutti insieme è stile di vita ecclesiale e che questi Convegni vogliamo viverli non soltanto come circostanze propizie per dir qualcosa e fare qualcosa, ma come dimensioni essenziali della vita della Chiesa? Una comunità che non s’incontra non è comunità. Perciò dico che la Chiesa italiana sta imparando a convenire, a riunirsi a Convegno. Sono molti i modi di convenire. Ce ne sono alcuni solenni, vorrei dire storici: sono i grandi Concili della Chiesa. Poi ci sono i Sinodi, come ci sono pure incontri richiesti dalle varie istanze delle Chiese locali. Ma anche il convenire in questo modo, in cui la dimensione di popolo, la dimensione plenaria e organica della comunità emerge e si esplicita, è una acquisizione che arricchisce l’esperienza di Chiesa».
Siamo consapevoli, come pastori delle nostre Chiese, che la vitalità delle comunità, provata dalla pandemia, ha bisogno di essere rigenerata. Adulti, anziani, giovani, ragazzi, presbiteri e laici… tutti dobbiamo imparare a prenderci cura gli uni degli altri per dare corpo al Vangelo. Non è un sogno, ma un cammino ben preciso in piena comunione con papa Francesco.

03 Febbraio 2021

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Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l‘edilizia diculto CEI-AR - Formazione a distanza
Si terrà il 12, 14 e 16 aprile (secondo il programma in allegato) il ciclo di incontri di formazione - in modalità webinar - per l´utilizzo del software CEI-AR, rivolto agli archivisti operanti nel progetto dedicato alla descrizione e al riordino degli archivi storici ecclesiastici italiani.L´incontro, a numero chiuso, è riservato agli istituti culturali ecclesiastici aderenti al progetto CEI-AR.Qualora un istituto culturale (archivio/biblioteca/museo ecclesiastico conservatore di documentazione archivistica) desiderasse aderire al progetto CEI-AR è necessario seguire le indicazioni a questo link.Come di consueto, si darà la priorità agli operatori che collaborano con istituti culturali di nuova adesione.Il modulo di iscrizione deve essere accompagnato dal curriculum vitae del partecipante, che attesti adeguate competenze archivistiche ed inviato all´indirizzo e-mail ceiar@chiesacattolica.it.Le iscrizioni sono aperte fino al 6 aprile 2021.A seguire i partecipanti ammessi riceveranno il link, via e-mail, per la partecipazione al webinar.
Ufficio Nazionale per la pastorale della salute Corso FC6: "Amare il prossimo: la cura dei malati nella prossimità"
Corso di approfondimento sui temi della pastorale della salute riservato ai Vescovi
Servizio Nazionale per la pastorale delle persone con disabilita‘ Webinar: Incontro del Servizio Nazionale
Ufficio Nazionale per la pastorale della salute Gruppo di studio in bioetica
Il Gruppo di studio si riunisce per approfondire e riflettere sulle tematiche etiche, educative e deontologiche riguardanti la vita umana e l´assistenza socio-sanitaria