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20 giugno 2018

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Cile, un anno dopo

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Ad un anno dal terremoto che il 27 febbraio 2010 ha scosso il Cile, Caritas Italiana presenta un report sulle attività volte a favorire la ripresa economica e sociale della popolazione colpita dal sisma.
 
I numeri della catastrofe
Il terremoto in Cile del 2010 è stato l’evento sismico più intenso al mondo dopo quello del ‘Maremoto dell’Oceano Indiano del 2004 e il più forte terremoto che ha colpito il Cile dal 1960 ad oggi. Si è verificato a largo della costa del Maule in Cile il 27 febbraio 2010 alle ore 3:34 locali, con una magnitudo di 8,8 della scala Richter ed è durato per circa tre minuti. Il sisma ha liberato un’energia 1.000 volte maggiore rispetto al terremoto di Haiti dello stesso anno ed è stato 30.000 volte più potente del terremoto dell’Aquila del 2009.
Dati ufficiali del Ministero dell’Interno cileno hanno stimato che sono rimasti danneggiati dal sisma circa 500.000 edifici e 451 vittime sono state identificate; 52 i dispersi. Due milioni di persone sono state direttamente coinvolte, di cui 800mila in modo importante e permanente.
Le città che maggiormente hanno avvertito la scossa (pari al IX grado della scala Mercalli) sono state Talcahuano, Arauco, Lota, Chiguayante, Cañete e San Antonio. Nella capitale Santiago del Cile il sisma è stato avvertito con una forza pari all’ottavo grado della scala Mercalli. Il sisma è stato anche percepito in molte città argentine come Buenos Aires, Córdoba, Mendoza e La Rioja. L’allerta tsunami ha interessato 53 paesi. Il presidente cileno Michelle Bachelet ha dichiarato, appena dopo il sima, lo “stato di catastrofe”.
 
L’intervento di Caritas Italiana
Caritas Italiana ha raccolto 665 mila Euro e ha contribuito finora – ad un anno dal terremoto -, con 430 mila euro in progetti e attività di sostegno nell’ambito dell’economia familiare, dello sviluppo comunitario e dell’assistenza psicosociale, attraverso progetti integrali di riabilitazione a favore di piccole comunità particolarmente vulnerabili, specialmente della zona rurale e costiera. L’intervento di Caritas Italiana – in collaborazione con la rete Caritas e in accordo con Caritas Cile -, ha raggiunto 2063 famiglie: 2000 famiglie mediante la distribuzione dikit per l’agricoltura (fertilizzanti, sementi, attrezzi agricoli, ecc.), e 63 famiglie di pescatori fornendo piccole imbarcazioniper consentire la ripresa della loro attività.
 
In dettaglio, Caritas Italiana è intervenuta nei seguenti ambiti:
–  abitazioni, economia familiare e sviluppo comunitario,con progetti a favore di piccoli pescatori e piccoli agricoltori. Caritas Italiana ha fornito loro nuovi strumenti di lavoro e sostegno per avviare nuove imprese familiari e associative. Dati ufficiali del Ministero dell’Interno cileno hanno stimato in 27mila i pescatori che hanno subito perdite materiali;
– attenzione psicosocialeall’ampia fascia di popolazione colpita dal terremoto che mostra disturbi depressivi come conseguenza della perdita di affetti e lavoro.
Caritas Italiana ha sostenuto progetti integrali di riabilitazione fisica, economica e sociale, in collaborazione con Pastoral Social/Caritas del Cile, in 11 località urbane, periferiche, rurali e costiere, particolarmente quelle di Rancagua, Talca, Linares, Chillán, Concepción, Los Ángeles y Temuco.
Caritas Italiana ha mostrato sin dai primi istanti dopo il sisma vicinanza e sostegno alla popolazione cilena, diffondendo inoltre comunicati stampa, video dai luoghi della catastrofe e approfondimenti anche tramite quotidiani nazionali.
 
L’intervento di Caritas Italiana in collaborazione con la rete Caritas
L’intervento di Caritas Italiana si è inserito nel quadro di un piano di emergenza sviluppato dalla Caritas nazionale cilena. Il programma ha previsto un impegno economico complessivo di 9,5 milioni di euro, con una durata di nove mesi, a sostegno di 108.416 famiglie (542.000 persone) nelle diocesi di Santiago, Melipilla, Valparaíso, Rancagua, Talca, Linares, Chillan, Concepción, Los Ángeles e Temuco.
Molteplici gli ambiti di intervento: sostegno alimentare, igiene di base e indumenti; centri di accoglienza e abitazioni di emergenza; miglioramento delle economie familiari di contadini, pescatori e fasce sociali meno abbienti; attività di ascolto e sostegno psico-sociale, percorsi di accompagnamento comunitari e pastorali;  rafforzamento istituzionale delle reti diocesane; coordinamento con gli altri enti di cooperazione coinvolti. Questo programma di emergenza si è potuto realizzare grazie alla collaborazione delle Caritas di tutto il mondo e di 250 parrocchie e 1500 chiese locali cilene che hanno messo a disposizione strutture e volontari.
 
Voci e Testimonianze ad un anno di distanza
Ad un anno dal sisma Padre Rodrigo Tupper, vicario della Pastorale sociale e dei lavoratori e direttore della Caritas di Santiago, esprime ‘la profonda gratitudine a tutti coloro che si sono fidati delle nostre istituzioni Caritas per convogliare i contributi’ e prosegue ‘abbiamo costituito una rete importante per rifornire di acqua e cibo le persone gravemente coinvolte: 250 parrocchie e quasi 1500 chiese locali hanno favorito la distribuzione di 4.000 tonnellate tra cibo e kit di prima emergenza (plastica, tende, coperte, lenzuola, materassi, asciugamani, pannolini per adulti e bambini, vestiti, fornelli, stufe, materiali da costruzione)’.
Padre Tupper prosegue poi nella sua valutazione valorizzando quello che definisce ‘il valore aggiunto’ dell’intervento della rete Caritas, cioè sottolinea che ‘uno degli obiettivi della programmazione di emergenza – oltre a contrastare l’enorme imminente bisogno – è stato quello di porre le basi per una ripresa economica di medio e lungo termine mediante il recupero della produttività e la creazione di nuove attività produttive come stimolo alle famiglie. Abbiamo avviato un processo sostenibile’. L’analisi di Padre Rodrigo Tupper, un anno dopo il sisma, parla dunque di un Paese in cui risultano acuite le divisioni sociali, ma anche di una chiesa che continua a tessere reti a servizio della popolazione locale.
 
 
 
27 febbraio 2011

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