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“Ciascuno diventa
ciò che sceglie”

ragazza
“Dio è non solo roccia, non solo terreno, è anche il costruttore della nostra vita, sta al nostro fianco per aiutarci a fare le scelte buone, sollecita in noi l’amore a ciò che è vero, nobile, buono e bello”. Mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, invita i ragazzi a non scoraggiarsi di fronte alle “nubi di una cultura relativista che vuole negare anche il bisogno stesso di radicarsi in qualcosa, che nega l’esistenza di una Verità che sta al fondamento di ciò che esiste e, anche, ne garantisce la stabilità e la stessa consistenza”.
“Resta vero che ciascuno diventa ciò che sceglie, che costruiamo la nostra vita a partire dalle scelte e decisioni che operiamo”, ha affermato l’arcivescovo sottolineando però che “nessuno è solo in questa operazione di costruzione dell’umano”. In principio, infatti, c’è “l’iniziativa di Dio che ci ha chiamati ad esistere e ad esistere in una ben precisa struttura umana che nessuna filosofia o tecnologia può né costruire né stravolgere”.
Mons. Bassetti sprona i giovani che lo ascoltano ricordando loro che “siamo creature di Dio che si offre a noi come il fondamento roccioso sul quale innalzare il nostro edificio, il terreno buono su cui affondare le radici dell’albero che è la nostra vita, un albero chiamato a fare frutti buoni”. L’Arcivescovo non nasconde le difficoltà di rimanere saldi nella fede in un mondo la cui cultura insinua che “nella vita si può essere tutto e il contrario di tutto, che non esiste una Verità oggettiva che sta al fondamento di tutto, che non esista una natura umana che indica delle direzioni di senso, ma che l’uomo è un centro di pura libertà in movimento, che diventa qualcuno solo se disancorato da qualunque appoggio”.
“Rifuggite – è stata l’esortazione dell’Arcivescovo – le sirene che vogliono indurvi a credere che la vita è un’avventura che non prevede fatica: la vita è anche fatica così come chi, costruendo una casa, non può fare a meno della fatica di uno scavo profondo per gettare le fondamenta, anche noi, nell’ancorarci a Cristo, non dobbiamo avere paura della radicalità delle sue proposte”. Perché, “come Abramo che parte senza sapere dove andare, come i grandi amici di Dio, anche a noi è chiesto di fidarci di Lui e partire per il viaggio della fede avendo come unica rassicurazione la promessa che Lui farà strada con noi”.
18 agosto 2011

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