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18 giugno 2018

Santi Marco e Marcelliano
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Migranti

Centinaia di migranti travolti in mare

naufragio

«Esprimo il mio più sentito dolore di fronte a una tale tragedia ed assicuro per gli scomparsi e le loro famiglie il mio ricordo e la mia preghiera. Rivolgo un accorato appello affinché la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi. Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre; cercano una vita migliore. Cercavano la felicità…».
Così domenica 19 aprile papa Francesco ha parlato della nuova tragedia nelle acque del Mediterraneo: un barcone carico di migranti si è capovolto a circa 60 miglia dalla costa libica e si contano quasi 700 morti.
Dalla Tunisia dove si trova proprio per organizzare l’incontro tra le Caritas del Mediterraneo (MigraMed), previsto per giugno, don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana afferma: «L’idea di un’Europa inespugnabile sta barcollando sotto i colpi di una umanità disperata che in fuga dai propri paesi sta mostrando il volto peggiore degli effetti della globalizzazione. Iniquità, conflitti, ideologie sono i fattori che determinano il costante aumento dei flussi di profughi verso il continente europeo».
«L’Europa – prosegue don Soddu – sembra incapace di reagire perché vittima di una idea anacronistica di territorio e di confine. Da un lato si presenta come paladina dei diritti umani, dall’altro promuove politiche di esternalizzazione volte a tenere lontano dai confini europei i migranti e tutto il loro carico di dolore e di speranza. Non si tratta più solo di prevedere fondi comunitari a cui attingere per calmierare l’emergenza, bensì di andare incontro ad un fenomeno in costante mutamento che chiede con urgenza e senza ulteriori rinvii una riflessione di sistema proprio sulla mancanza di programmazione di interventi sinergici e congiunti a livello europeo, per mettere in atto quei “canali umanitari” che consentono a coloro che comunque arriveranno in Europa di non rischiare costantemente la vita come sta accadendo in queste ore.
«Pensare all’attuazione di canali umanitari – spiega – significa, cioè, anzitutto fare delle scelte politiche precise, scaturite dalla presa di coscienza che gli investimenti sul fronte del controllo delle frontiere e del contrasto all’immigrazione irregolare non sono evidentemente né sufficienti né tantomeno adeguati a gestire la richiesta di protezione internazionale. Peraltro i trafficanti e i migranti stessi, hanno una capacità di ridefinirsi nel progetto e nelle rotte migratorie che stupisce e spesso lascia del tutto impreparati.
«Una delle preoccupazioni che stanno davanti ai governi in questo momento riguarda l’aspetto economico, di ordine pubblico o di sistemazione dell’emergenza. In questo modo si indeboliscono, però, le politiche di accoglienza e soprattutto si rischia di non puntare sui diritti umani fondamentali.
«Sarebbe, invece, auspicabile – conclude Soddu – una strategia a medio termine, che coinvolga anche i governi dei paesi di provenienza dei migranti in modo che diventino partner affidabili, capaci di porre i  diritti umani al centro del loro operato. Mentre nel breve termine è difficile poter pensare ad altro se non a ragionare su come garantire a chi riesce ad arrivare sulle nostre coste in questi mesi una tutela e un’accoglienza dignitosa».

19 aprile 2015

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Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport Progetto Jubimed 2025: riunione tecnica di lavoro(Roma-CEI, 18 giugno 2018, ore 10-13)
Questo ufficio nazionale convoca il secondo incontro per il Progetto Jubimed 2025 per il giorno lunedì 18 giugno 2018, dalle ore 10 alle ore 13 (seguirà il solito catering offerto per chi lo desidera).