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Vita consacrata

Vino nuovo in otri nuovi

religiosi

“Non dobbiamo avere paura di lasciare gli “otri vecchi”: di rinnovare cioè quelle abitudini e quelle strutture che, nella vita della Chiesa e dunque anche nella vita consacrata, riconosciamo come non più rispondenti a quanto Dio ci chiede oggi per far avanzare il suo Regno nel mondo: le strutture che ci danno falsa protezione e che condizionano il dinamismo della carità; le abitudini che ci allontanano dal gregge a cui siamo inviati e ci impediscono di ascoltare il grido di quanti attendono la Buona Notizia di Gesù Cristo”.
Così si è espresso giovedì 27 novembre Papa Francesco, rivolgendosi ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
Il Santo Padre ha sottolineato loro che “al fine di valutare il vino nuovo e saggiare la qualità degli otri che lo devono contenere, vi guidano alcuni criteri orientativi: l’originalità evangelica delle scelte, la fedeltà carismatica, il primato del servizio, l’attenzione ai più piccoli e fragili, il rispetto della dignità di ogni persona”.
L’incontro si è svolto alla vigilia dell’apertura dell’Anno che il Santo Padre ha voluto dedicare alla Vita consacrata: una grande veglia di preghiera si svolgerà sabato 29 novembre alle ore 19.00 nella Basilica Papale di S. Maria Maggiore a Roma; domenica 30 la celebrazione eucaristica alle ore 10.00 nella Basilica Papale di S. Pietro.
Le due celebrazioni si svolgono nel cuore di Roma in comunione con tutte le Diocesi del mondo in cui avranno luogo incontri di preghiera per impetrare la grazia dello Spirito Santo che vivifica e rinnova la Chiesa.
All’inizio dell’Avvento si vuole affidare a Maria, modello e patrona di ogni vita consacrata, la vita consacrata nelle sue diverse forme (Istituti religiosi, Istituti Secolari, Ordo Virginum, Società di vita apostolica, nuovi Istituti).
L’Anno della Vita Consacrata, nel quale si fa anche memoria del 50° anniversario della Costituzione dogmatica Lumen gentium e del Decreto Perfectae caritatis, sarà per tutti un kairòs, un’occasione favorevole per il rinnovamento interiore e la crescita in profondità. Ogni consacrato e consacrata è chiamato nel tempo ad essere testimonianza del Vangelo, segno di una speranza che si fa vicinanza e misericordia, profezia che annuncia «vie nuove per attuare il Vangelo nella storia, in vista del Regno di Dio» (VC 84).
Un anno che si colloca tra due Sinodi per la famiglia, ad indicare la complementarietà delle diverse vocazioni che nella Chiesa interagiscono e sono l’una a servizio dell’altra «per la crescita del Corpo di Cristo nella storia e per la sua missione nel mondo» (VC 31).

27 novembre 2014

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