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Unità, condizione
del discernimento

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La terza giornata dei lavori dell’Assemblea Generale della CEI (Roma, 23-27 maggio) è iniziata nella Basilica di S. Pietro, con la S. Messa presieduta dal Card. Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
Nel tracciare la figura di San Gregorio VII, la cui memoria ricorre appunto il 25 maggio, ne ha ricordato la determinazione nel rivendicare “la libertà della Chiesa dal potere secolare” e nel difendere “la santità del sacerdozio”. Due furono i poli attorno a cui ruotò la vita del Papa vissuto nell’XI secolo, ha spiegato il Prefetto: “la fede incrollabile nella presenza di Dio nella storia” e “la viva coscienza della missione della Chiesa”. Proprio l’impegno di “risvegliare la vita cristiana annunciando Cristo con la fiera coscienza di appartenere alla Chiesa” rimane l’impegno attuale anche all’inizio del Terzo Millennio: “Sentiamo l’esigenza della riforma, di un rinnovamento della comunione ecclesiale”.
Proprio questa, ha ricordato il Cardinale commentando il comportamento degli Apostoli di fronte al conflitto della circoncisione, è “la condizione per un giusto discernimento”.
“Un episcopato più unito – ha aggiunto – è anche un episcopato più credibile: intensificando i rapporti di comunione, la nostra parola diventa più incisiva e riesce a confermare le diverse realtà ecclesiali”.
In aula i lavori dell’Assemblea Generale della CEI sono quindi ripresi con l’esame della seconda parte dei materiali della terza edizione italiana del Messale Romano e con un’ampia relazione, offerta dal Prof. Francesco Botturi, Ordinario di Filosofia all’Università Cattolica di Milano, sulla sfida posta dal secolarismo all’universalità cristiana.
25 maggio 2011

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