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Scuola e Università

Una scuola costruita col mattone di ciascuno

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Sono arrivati a Roma da tutto il Paese venerdì 28 febbraio per partecipare – fino a sabato 1° marzo – al seminario riservato ai responsabili regionali degli uffici scuola, insegnamento della religione cattolica, pastorale della famiglia e pastorale giovanile, in preparazione all’evento del 10 maggio La Chiesa per la scuola, in Piazza S. Pietro con Papa Francesco.
“Prima di essere un incontro organizzativo, questo nostro stare assieme deve aiutarci a condividere le motivazioni che soggiacciono a questa iniziativa”, ha chiarito Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI.
“Innanzitutto – ha spiegato – essa non può essere impoverita con una sua riduzione ad una sorta di chiamata alle armi in difesa delle scuole paritarie: queste sono certo nelle nostre preoccupazioni, ma l’appuntamento di maggio intendiamo viverlo come un’opportunità che faccia emergere l’attenzione che la Chiesa pone per i temi della formazione e dell’educazione, per una scuola che è soggetto plurale, articolato, che non può escludere alcuna agenzia educativa.
“Vogliamo che l’evento sia un’esperienza di Chiesa e non di chiesuole”,  ha aggiunto, richiamando l’importanza che sulla manifestazione si evitino “appropriazione indebite”, per presentarsi come “realtà unita e sinfonica, lontana da interessi di bottega, consapevole piuttosto dell’urgenza di investire sulla dimensione formativa come su quella educativa”.
Infine, il Segretario Generale ha sollecitato a superare “l’aggressione ideologica esasperata che si muove attorno alla scuola e che rende faticoso l’emergere del suo ruolo: quello di essere offerta qualificata di strumenti critici per stare in questo mondo. Ci serve una scuola – ha concluso – in grado di assicurare “risposte sensate a domande reali: per farlo occorre la capacità di possedere e, quindi, di trasmettere strumenti critici per abitare questo tempo”.
Introducendo il seminario (che si svolge a Roma presso la Domus Mariae, via Aurelia 481), don Maurizio Viviani – direttore dell’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università – ha sottolineato che “l’evento del 10 maggio rappresenta un’occasione privilegiata di mobilitazione popolare nella forma di una festa di tutti coloro che abitano la scuola”, nell’impegno a fare della scuola stessa “un luogo di crescita umana, spirituale e culturale”.
Viviani ha ricordato come in Italia siano quasi otto milioni gli studenti (di cui 736 mila stranieri e 207 mila con disabilità), accompagnati da 728 mila docenti: “È un mondo in continua evoluzione, pieno di opportunità e di speranze, ma anche carico di problemi di diversa natura, a cui si aggiungono quelli del tempo immediatamente successivo, il tempo dell’inserimento nel mondo del lavoro – ha riconosciuto –. Una risposta a questa emergenza potrebbe venire da progetti integrati tra scuola e lavoro, e da un maggiore interesse politico, sociale e soprattutto culturale per le giovani generazioni”.
E, riassumendo il significato dell’iniziativa del 10 maggio, ha chiosato: “La chiesa è per la scuola, per tutta la scuola, perché la scuola fa parte del bene comune”.
Sabato 1° marzo, Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario della CEI, ha presentato alcune indicazioni operative (vedi allegato).

28 febbraio 2014

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