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Un video racconta “La via italiana del dialogo”

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“In un mondo sempre più diviso, così poco capace di ascoltarsi e di dialogare, vogliamo dimostrare che l’unica via per abitare la casa comune è imparare a essere fratelli. Oggi abbiamo un metodo, un luogo di incontro, un tavolo e un Patto: le difficoltà e le diverse sollecitazioni che incontreremo potranno trovare una risposta condivisa. È questa la vera importanza del percorso che abbiamo costruito”. Con queste parole del Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, si apre il video che racconta il cammino che ha portato alla sottoscrizione del Patto tra le religioni, firmato il 25 giugno all’Ara Pacis dai rappresentanti delle principali Confessioni religiose presenti in Italia al termine di tre anni di dialogo e confronto. L’obiettivo del Patto è dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto, rendendo al contempo ufficiale l’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.

Il documentario ripercorre un percorso nato “durante il Cammino sinodale delle Chiese in Italia con l’intuizione di ascoltare i rappresentanti delle diverse religioni e, da quell’ascolto, provare a costruire qualcosa insieme”, ricorda mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo. “Questo Patto – aggiunge – è una testimonianza concreta del desiderio di vivere insieme, pur nelle differenze, che non ci spaventano, ma che riconosciamo come una grande ricchezza”. Le immagini restituiscono anche il valore della scelta dell’Ara Pacis che, come evidenzia Mustafa Cenap Aydin, direttore dell’Istituto Tevere, “rappresenta simbolicamente ciò che vogliamo annunciare: una pace concreta”.

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Il video dà voce alle diverse tradizioni religiose, unite dalla volontà di contribuire al bene comune. Per S.Em. Polykarpos, metropolita della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, “questo dialogo ha un significato fondamentale soprattutto per la società italiana. Vuole testimoniare che la religione unisce e non divide”. Nader Akkad, delegato della Grande Moschea di Roma, sottolinea che il Patto “è un contributo al modello italiano del dialogo interreligioso, fondato su una fraternità condivisa”. “Firmando questo Patto – osserva Daniele Garrone, presidente della FCEI (Federazione delle Chiese evangeliche in Italia) – affermiamo che, indipendentemente da ciò che può accadere nel resto del mondo, qui in Italia vogliamo impegnarci, liberamente e con convinzione, a percorrere insieme la strada descritta nel Patto”.

Per Rav Giuseppe Momigliano, presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia, “il Patto è anzitutto l’alleanza con il Signore Dio”, da cui “discende anche la responsabilità degli uomini di costruire spazi di condivisione e di impegno”. Per Yassine Baradai, presidente dell’UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia), “il Patto è una scelta volontaria” che risponde all’appello del Corano: “Aiutatevi nel fare il bene e non aiutatevi nell’ingiustizia e in ciò che è dannoso”. Filippo Scianna, dell’Unione Buddhista Italiana, richiama il patto che il Buddha stringe con sé stesso: “Non mi alzerò da questo sedile finché non avrò trovato una risposta alla sofferenza”; Franco Di Maria Jayendranatha, presidente dell’Unione Induista Italiana, invita a presentarsi “disarmati davanti alla verità dell’altro, pronti all’ascolto”. Livia Ottolenghi, presidente dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), evidenzia “la volontà di lavorare insieme per creare un clima di rispetto, dialogo e ascolto”; Singh Jagjit, della Sikhi Sewa Society, ricorda che “educare significa anche aiutare le persone a riconoscere chi hanno davanti, a conoscere le diverse tradizioni religiose e a rispettarle”; Cristin Cappelletti, dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d’Italia, vede nel Patto “l’opportunità di rinnovare la convinzione che il cambiamento sia sempre possibile”; Alberto Aprea, presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, indica nel “rispetto reciproco tra persone appartenenti a tradizioni differenti” uno dei frutti più significativi del percorso.

Il video si chiude con il saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che definisce la sottoscrizione del Patto “un momento di estrema importanza per il nostro Paese” e ringrazia i rappresentanti delle Confessioni religiose “per averlo studiato, elaborato e sottoscritto insieme”.

 

23 Luglio 2026

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