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Un viaggio faticoso,
ma entusiasmante

“La catechesi è anche un momento di fatica perché implica un grande viaggio, quello dentro se stessi. Il viaggio più faticoso ma anche il più entusiasmante”. Così mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano, ha introdotto la sua prima catechesi a Alcobendas nella parrocchia San Lesmes Abada. Hanno partecipato soprattutto i ragazzi della diocesi di Alghero e di Teramo.
Il Vescovo, alla sua undicesima Gmg, si è rivolto ai giovani in tono colloquiale e amichevole, invitandoli calorosamente all?ascolto. Il Catechista ha iniziato così il viaggio al fianco dei ragazzi sardi e abruzzesi sottolineando che la fede nasce da un incontro d?amore con una persona: Gesù. Mons. Santoro, con chiarezza e fermezza, ha ricordato ai ragazzi che sono qui per rinnovare una decisione: incontrare Cristo e decidersi per lui.
“Cristo chiama proprio me. Mi chiama oggi anche in questo momento. Sa aspettare la mia risposta, sa chiamarmi di nuovo. In Lui l?impazienza sa tradursi in pazienza”. Con queste parole ha stimolato i ragazzi a non aver paura del ?per sempre?: “Cristo non è un amore stagionale, che oggi c?è e domani passa. Dobbiamo essere saldi nell?incontro. Un incontro d?amore che deve accadere per gli altri, per il mondo, per la chiesa”.
Con entusiasmo il Vescovo ha affermato che Dio entra dove lo si lascia entrare, esortando i suoi ascoltatori attenti a lasciarlo entrare per sempre nella propria vita, nel proprio cuore perché ?chi incontra Cristo comincia a dare del tu a Dio e non si abbandona a un oggi frammentato ma vive in un frammento di eternità?. Santoro ha riconosciuto che questo è un mondo che sta rubando i sogni dei giovani e quindi non è facile trovare la chiave per leggere la vita con gli occhi di Dio. Allora ha dettato alcuni orizzonti per non perdersi: lasciarsi trovare da Cristo e incontrarlo nell?Eucarestia; scoprite Cristo come una persona da amare con passione; vivere la vita come viaggio alla ricerca del volto di Dio, cercandone le tracce nel volto della comunità parrocchiale, degli amici, della famiglia; non seguire la propria ombra ma saper essere giovani che sanno raccontare il proprio incontro con Cristo; vivere come motori di cambiamento essendo anticonformisti e avendo il gusto alternativo di credere in Dio. I ragazzi hanno seguito la catechesi con attenzione e hanno dimostrato la loro partecipazione rivolgendo molte domande di chiarimento. In particolare, i giovani hanno chiesto come trovare il coraggio di accogliere senza riserve Cristo nella propria vita. Ancora hanno desiderato sapere come il ?per sempre? si può riflettere nei propri rapporti quotidiani. Il Vescovo ha risposto invitando i giovani a pregare Cristo soprattutto nell?Eucarestia, nell?incontro autentico con Lui chiedere la grinta di essere Suoi testimoni credibili. A un ragazzo che ha espresso la sua paura di perdersi in un mondo che ha dimenticato Dio, mons. Santoro ha risposto con una metafora suggestiva ed efficace: “Scegli il Vangelo come mappa definitiva della tua vita. La mappa che ti dice da dove vieni, dove stai camminando e dove arriverai. Una mappa che non consente scorciatoie ma ti guida dritto alla meta: vivere l?amore per Cristo e per gli altri”.
Infine il Vescovo ha rassicurato i giovani esortandoli a non aver paura perché Cristo assume su di se tutte le nostre paure, affermando che l?unica paura che si deve avere è quella di perdere Cristo. “Ditelo a Madrid ? conclude mons. Santoro, salutato calorosamente dai giovani presenti – ?Signore sono con te sempre. Navighiamo insieme. La mia vita con te non affonderò mai.? Gesù sta aspettando di sentirsi dire queste parole da voi”.
17 agosto 2011

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