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Tra bisogni di cura e nuove domande di salute

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L’appello continuo e urgente di papa Francesco ad andare verso le periferie esistenziali è stato il perno attorno al quale lunedì 17 febbraio la Consulta dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute, presente da Mons. Giuseppe Merisi, ha concentrato i suoi lavori, rinnovando l’impegno di porsi in ascolto attento del territorio, e dei nuovi – e talvolta disattesi – bisogni di cura integrale dei malati e delle nuove domande di salute che si affacciano con insistenza e che segnano decisamente la vita di molti.
Portando il suo saluto alla Consulta il Segretario Generale della CEI, Mons. Nunzio Galantino, ha mostrato non solo di conoscere bene “gioie” e “difficoltà” del settore, ma anche di essere particolarmente interessato all’apporto, da lui definito “insostituibile”, che il mondo della sofferenza e la riflessione sulla domanda di salute dei malati possano dare al cammino della Chiesa Italiana verso il Convegno Ecclesiale di Firenze nel novembre 2015.
Nel suo intervento, dopo aver invitato a considerare con attenzione quali implicazioni per la Pastorale della Salute emergano dall’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium e degli Orientamenti dei Vescovi Italiani Educare alla vita buona del Vangelo, ha detto: “Chiedo fortemente di tener vivo questo tipo di attenzione in vista del Convegno Ecclesiale del 2015. E ha specificato: “Condividete la vostra riflessione ma condividete soprattutto la vostra esperienza accanto ai malati e ai sofferenti: è questo il vostro apporto significativo all’evento di Firenze del prossimo anno. Ritengo che una dimensione come questa vada veramente tenuta in considerazione e può diventare una delle chiavi di lettura seria del Convegno di Firenze”.
Ha, quindi, aggiunto: “Dobbiamo far confluire e far transitare, attraverso questo evento, alcune delle linee essenziali, tra cui queste della pastorale della salute. Per questo fatevi sentire a partire dal confronto che avete in questa sede. Sembra ormai un discorso già detto, quasi demagogico, parlare di umanizzazione della sanità, di relazione, di farsi prossimo. Ognuno di noi oggi, adesso, deve farsi carico seriamente di queste esigenze, altrimenti rischiamo di fare demagogia”.
Mons. Nunzio Galantino aveva iniziato il suo intervento, inserendosi nel dibattito già avviato dei consultori, ponendo l’accento sull’importanza della formazione teologica e pastorale dei cappellani degli ospedali. “Sono ambiti in cui non c’è via di mezzo” ha detto il presule riferendosi alla serietà della domanda di senso che pone la sofferenza e la malattia sia ai pazienti che ai familiari. Non dimentichiamo che la pastorale che si fa negli ospedali o nelle case dei malati è molto più efficace che in altre situazioni e sicuramente arriva alla gente. Quindi mi sembra che l’aspetto della formazione sia proprio importante”.
All’ordine del giorno dei lavori degli Incaricati Regionali di Pastorale della Salute, dei rappresentanti delle Associazioni che operano nel mondo sanitario e di rappresentanti delle istituzioni sanitarie di ispirazione cristiana, oltre che di esperti del settore, c’era la preparazione del Convegno Nazionale che si celebrerà dal 9 all’11 giungo 2014 ad Abano Terme sul tema: “La pastorale della salute nelle periferie esistenziali. Dalle disuguaglianze crescenti, alla comunità che accoglie, educa e cura”.
Al termine del vivace dibattito con il Segretario Generale della CEI, il Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute, don Carmine Arice, ha proposto, a partire da quanto è emerso, una sintesi programmatica, sulla quale iniziare a lavorare subito sia a livello nazionale che diocesano e regionale, sintetizzabile in tre punti: un’attenzione “operativa” – oltre che di riflessione – al Magistero di Papa Francesco e dei Vescovi italiani; la ricerca di opportune strategie e modalità per dare al Convegno di Firenze un contributo di riflessione e di esperienza sui temi che riguardano la presenza e la cura integrale dei malati “per farsi carico oggi, seriamente” di quanti vivono brani di vita segnati dalla sofferenza e dalla malattia; una rinnovata attenzione a pensare e proporre idonei percorsi formativi per cappellani e operatori di pastorale della salute.

21 febbraio 2014

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