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Se il viaggiatore
si fa consapevole e responsabile

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Anche quest’anno l’Ufficio Nazionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero della CEI, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano ed il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha preso parte alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT), rassegna di proposte turistiche che coinvolge più di centotrenta Paesi, svoltasi dal 17 al 20 febbraio presso il polo fieristico di Rho – Pero (MI).
Il direttore dell’Ufficio, don Mario Lusek, intervenendo a conclusione del Convegno, promosso all’interno della BIT sul tema “La natura accoglie, accogliere la natura”, ha evidenziato l’attenzione costante del magistero della Chiesa verso l’ambiente.
Dei lavori del Convegno, don Lusek ha ripreso in particolare i concetti di accoglienza ed ospitalità, espressioni della tradizione cristiana che hanno trovato il loro luogo più naturale nei monasteri e nella regola benedettina: “Essi si integrano con tutti quegli elementi che possono fare di un territorio o di una impresa turistica l’abitazione per il turista e il pellegrino di questi nostri giorni: elementi quindi strutturali, ambientali, di servizio, culturali ed emozionali”.
Qualificare l’offerta turistica in questo modo – ha aggiunto – è un modello di impresa che educa al rispetto e alla salvaguardia del creato, ad un nuovo modello di risorsa energetica, ad una cura del corpo e della qualità della vita non idolatrica.
Questo è tanto più urgente – ha spiegato ancora Lusek – in quanto il turismo condiziona i comportamenti individuali e collettivi di viaggiatori e residenti, incide in maniera determinante sull’organizzazione sociale dei territori, determina lo sviluppo o il declino delle comunità locali. Per questo, un turismo eco-compatibile è oggi la risposta cheincoraggia una crescente consapevolezza e crescita della sensibilità ambientale e dei protagonisti sociali dell’offerta, la tendenza a valutare anche l’aspetto ecologico nella scelta dei luoghi da visitare, un “viaggiare” consapevole e responsabile.
Tale tipo di turismo – ha aggiunto – rientra nella categoria della “qualità umana”; è un turismo “sostenibile”, “sociale” e “solidale”; sa guardare alle popolazioni locali, promuovendone il coinvolgimento anche nella attività di pianificazione turistica, lo sviluppo delle professionalità, la commercializzazione di prodotti locali, la promozione dell’artigianato locale, il sostegno all’agricoltura e alla vita rurale, la crescita e distribuzione dei benefici economici.
Questo turismo – ha concluso don Lusek – promuove “circuiti” virtuosi: coniuga elementi che, pur non rientrando in una logica di mercato, danno un valore aggiunto alla proposta turistica, quali la sobrietà, la cordialità, la simpatia e l’empatia, l’essenzialità, il gusto dell’incontro e del dialogo, il racconto, l’ammirazione e la contemplazione.
 
22 febbraio 2011

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