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Santi martiri di Abitene

A cura di Matteo Liut

Non è proprio possibile vivere senza celebrare il Signore, perché rinunciarci sarebbe come tagliare le radici a una pianta, seccare una sorgente che alimenta un popolo. Questa consapevolezza animò davanti al persecutore i 49 santi martiri di Abitiania, città dell’Africa Proconsolare.
In quegli anni – la vicenda si colloca tra la fine del III secolo e l’inizio del IV – l’imperatore Diocleziano aveva scatenato una dura repressione contro i cristiani obbligando il clero a consegnare i libri sacri e vietando le riunioni. Ma il gruppo di Abitinia, guidato dal sacerdote Saturnino, aveva sfidato il divieto, riunendosi di nascosto per l’Eucaristia. Scoperti, furono arrestati e poi inviati a Cartagine dal proconsole Anulino, davanti al quale tutti dichiararono di non poter rinunciare alla celebrazione domenicale. Per questo essi vennero incarcerati e poi martirizzati.
 

I loro nomi sono: santi Saturnino, sacerdote, con i suoi quattro figli, cioè Saturnino il giovane e Felice, lettori, Maria e Ilarione, un ragazzo; Dativo, o Sanatore, Felice; un altro Felice, Emerito e Ampelio, lettori; Rogaziano, Quinto, Massimiano o Massimo, Telica o Tazelita, un altro Rogaziano, Rogato, Gennaro, Cassiano, Vittoriano, Vincenzo, Ceciliano, Restituta, Prima, Eva, ancora un altro Rogaziano, Givalio, Rogato, Pomponia, Seconda, Gennara, Saturnina, Martino, Clauto, Felice il giovane, Margherita, Maggiore, Onorata, Regiola, Vittorino, Pelusio, Fausto, Daciano, Matrona, Cecilia, Vittoria vergine di Cartagine, Berettina, Seconda, Matrona, Gennara.

Altri Santi

San Damiano di Roma, martire; beato George Haydock, sacerdote e martire (1556-1584).