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IV domenica di Quaresima

Dal Sussidio CEI - Quaresima 2016, a cura dell'Ufficio Liturgico Nazionale

Rallégrati, Gerusalemme,
e voi tutti che l'amate, riunitevi.
Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza:
saziatevi dell'abbondanza
della vostra consolazione.
Antifona di ingresso (cf. Is 66,10-11)

 
Il pasto della misericordia
La quarta domenica nell’anno C celebra l’eucaristia come pasto della misericordia. La supplica paolina della seconda lettura («lasciatevi riconciliare con Dio») trova nella prima lettura la memoria dell’affidabilità divina nel cammino attraverso il deserto e nel vangelo una fortissima immagine nella predicazione di Gesù.
Dedicata un tempo al miracolo dei pani, questa domenica individua nel cibo il segno della prossimità di Dio per il popolo, in tutta la storia della salvezza. La manna cessa quando i frutti della Terra promessa sono accessibili, al figlio che non ha per sé neppure il mangime per i porci viene offerto un sontuoso banchetto, al maggiore che non dispone di un capretto da consumare in disparte con pochi amici, viene dischiusa la porta del pranzo della famiglia riconciliata. Le monizioni abbiano cura di far emergere questa linea.

La domenica Laetare
Prima che l’inizio della Quaresima fosse anticipato al mercoledì delle ceneri, questa domenica segnava la metà esatta dei giorni di penitenza. Per questo, vivacizzata un tempo da riti piuttosto suggestivi, come la benedizione papale della rosa e la messa stazionale in s. Croce in Gerusalemme, aveva un carattere peculiare di letizia. Anche oggi, se il linguaggio non verbale è curato con attenzione, sono molti i segni che permettono di celebrare questa particolare eucaristia. La Chiesa si rallegra del tempo di purificazione che sta vivendo e della misericordia di Dio. Il programma musicale non interromperà la sobrietà del tempo ma potrà permettersi testi e brani che richiamano alla gioia, nelle parole e nel tono. Il colore rosaceo espliciterà subito la particolare occasione. Sempre «la differenza dei colori nelle vesti sacre ha lo scopo di esprimere, anche con i mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell’anno liturgico» (OGMR 345).

Anticipo della gioia pasquale
I testi delle orazioni presidenziali propri della domenica ne mettono in luce la dimensione pasquale, “ormai vicina”. La vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato risuona nel passo affrettato e generoso evocato nella Colletta, nella gioia della preghiera sulle offerte e nella luce dell’orazione dopo la comunione. Il Signore invita la sua Sposa al banchetto pasquale, e la Chiesa risponde con questa lieta liturgia.
Esempio di monizione prima del canto d’inizio:                 
“Rallegrati Gerusalemme, esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza”. Un versetto del profeta Isaia dà il nome e il tono a questa quarta domenica, detta la domenica Laetare. Siamo a metà del tempo di Quaresima. Il colore liturgico rosaceo, viola luminoso, la musica, le letture e le preghiere di questo giorno ci invitano al banchetto della misericordia.
 
Come già detto, per tutto il tempo quaresimale, si suggerisce l’adozione per l’atto penitenziale – almeno nelle domeniche – della seconda forma (MR p. 296); si consiglia di proclamare la professione di fede utilizzando il simbolo detto “degli Apostoli” (p. 306), ripetendo anche oggi la monizione che ne spiega il motivo:
Il Battesimo è il gesto che accoglie il figlio nella Chiesa del Padre. Rinnoviamo anche oggi il nostro essere figli con la formula più antica del Credo, utilizzata un tempo per il cammino dei catecumeni.

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