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domenica 21 Febbraio 2021

Prima Domenica di Quaresima

Dal Sussidio Liturgico-Pastorale della Conferenza Episcopale Italiana per la Quaresima-Pasqua 2021

Dal Sussidio Liturgico-Pastorale della Conferenza Episcopale Italiana per la Quaresima-Pasqua 2021"Cristo, mia speranza, è risorto" 

«Io stabilisco la mia alleanza con voi»
La prima domenica

 
La prima alleanza che incontriamo nel cammino quaresimale è quella legata al racconto del diluvio ed a Noè (Gen 9,8-15). Una domanda che potremmo porci per comprendere la prospettiva nella quale leggere questa pagina del Libro della Genesi è la seguente: «è possibile ricomincia re?». Si tratta di un quesito importante nella vita, nella quale tante volte siamo messi davanti all’esperienza del fallimento ed alla necessità di poter ricominciare a guardare avanti.
Dio ha creato tutto per la vita e la benedizione, ma volgendo il suo sguardo sulla terra vede che tutto è male (Gen 6,5). C’è una situazione di corruzione generale al punto che «ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male» (Gen 6,5). Di fronte a questo spettacolo troviamo il «pentimento di Dio» (Gen 6, 6) e il diluvio come rimescolamento di ciò che Dio aveva separato per creare. È una distruzione e l’annientamento di tutto? Certo è anche questo, ma soprattutto nell’ottica della Genesi, siamo di fronte ad una nuova creazione che Dio opera di fronte al male dilagante. Il diluvio non è distruzione, ma creazione anche grazie al fatto che il Signore trova «un giusto», Noè (Gen 6, 8). Una nuova creazione è possibile perché c’è un giusto che «trova grazia» agli occhi di Dio. E alla fine del diluvio, quando la vita ricomincia, Dio stringe una alleanza unilaterale, si impegna «da parte sua» (cfr. Gen 9,9) di non tornare a distruggere l’umanità. Per questo pone un segno nel cielo, il suo arco appeso alle nubi. L’arco che è un segno di guerra, viene per sempre deposto e appeso in cielo come segno del patto che Dio ha concluso unilateralmente con l’umanità.
Allora è possibile ricominciare? Il testo della Genesi all’inizio del tempo di Quaresima – tempo del nostro personale e comunitario ricominciamento – afferma di sì, fondando questa certezza sull’impegno unilaterale di Dio nella ferma volontà di non distruggere la creazione uscita «bella» dalle sue mani. Anche il diluvio che potrebbe sembrare la fine di tutto, in realtà è una nuova creazione. Così possiamo leggere anche le nostre personali e comunitarie lontananze da Dio e dall’evangelo, non tanto come la fine di tutto, ma come la possibilità di una nuova creazione, resa possibile dalla presenza di un solo Giusto, che trova grazia agli occhi del Signore.