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Repubblica Centrafricana tra violenze e saccheggi

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E’ emergenza umanitaria in Repubblica Centrafricana, dove la crescente crisi politica, iniziata da diversi mesi, è sfociata in colpo di stato. Il gruppo ribelle Seleka ha conquistanto con un’azione militare la capitale Bangui, lasciando sul campo già centinaia di vittime e mettendo a ferro e fuoco la città con razzie e violenze. Il presidente Francois Bozizé, al potere dal 2003 dopo contestatissime elezioni, ha abbandonato il paese rifugiandosi prima in Repubblica Democratica del Congo e poi in Camerun; il leader dei ribelli Micheò Djotodia si è autoproclamato nuovo presidente della Repubblica Centrafricana.
Immediata la condanna delle Nazioni Unite e dell’Unione africana, che ha sospeso il Paese e stabilito sanzioni contro i ribelli.
All’udienza generale di mercoledì 27 marzo Papa Francesco ha lanciato un appello, assicurando la sua «preghiera per tutti coloro che soffrono, in particolare per i parenti delle vittime, i feriti e le persone che hanno perso la propria casa e che sono state costrette a fuggire. Faccio appello perché cessino immediatamente le violenze e i saccheggi, e si trovi quanto prima una soluzione politica alla crisi che ridoni la pace e la concordia a quel caro Paese, da troppo tempo segnato da conflitti e divisioni». Caritas Italiana segue il susseguirsi degli avvenimenti ed è in costante contatto con la rete Caritas nel paese.
Tra i bisogni immediati, evidenziati dai Vescovi locali: sul piano sanitario molti medici e infermieri hanno abbandonato i centri danneggiati, dove i medicinali sono stati rubati e scarseggiano; la popolazione sfollata ha perso da mesi le proprie case e si trova presso famiglie vicine o di amici, ma la situazione alla lunga è difficilmente sostenibile; la maggior parte della popolazione del paese viene dai villaggi: è importante garantire sicurezza alimentare fornendo strumenti di lavoro che permettano di coltivare con maggiore sostenibilità nel medio termine rispetto alle distribuzioni alimentari; è decisivo anche ricreare piccoli luoghi dove insegnanti e studenti possano ritrovarsi per continuare nel percorso educativo.
Caritas Italiana ha stanziato un primo contributo a supporto dell’azione di assistenza alla popolazione sfollata che la Caritas della Repubblica Centrafricana ha in corso da dicembre 2012 con la distribuzione di beni alimentari e non alimentari, con attività di sostegno psicosociale e di riabilitazione delle strutture socio-economiche e dei mezzi di sussistenza a beneficio di circa 70.000 persone.
Per ulteriori informazioni: Ufficio Africa (Area Internazionale), africa@caritasitaliana.it
29 marzo 2013

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