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Quando la differenza
non esclude complementarietà

scuola
“La distinzione fra insegnamento della religione cattolica e catechesi oggi è quasi unanimemente compresa e condivisa dagli operatori dei due ambiti e anche da buona parte dell’opinione pubblica; sembra opportuno ora riflettere, a partire dalla posizione del credente cattolico, sulla positiva ricaduta che una felice alleanza fra le due esperienze formative può avere nella formazione e nell’educazione dei giovani cattolici che in parrocchia frequentano la catechesi e a scuola si avvalgono dell’Irc”.
Si è aperto con queste parole di don Vincenzo Annichiarico, responsabile del Servizio Nazionale Irc della CEI, il Seminario di studio, organizzato mercoledì 23 febbraio insieme con l’Ufficio Catechistico Nazionale, al quale ha partecipato anche il Rev. Ferecnc Janka, Vice-Segretario generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE).
Annichiarico ha fatto riferimento ad una Nota CEI del 1991 (“Insegnare religione cattolica oggi”), nella quale i Vescovi evidenziano l’elemento tipico dell’IRC: “Nel suo attuarsi concreto questo insegnamento mostra come la dimensione religiosa e la dimensione culturale, proprie della persona e della storia umana, non sono affatto alternative tra loro, ma sono intimamente legate e complementari l’una all’altra”. Di qui la richiesta dell’episcopato che venisse apprezzata “l’intenzione della Chiesa di entrare nella scuola per portarvi il valore del messaggio evangelico, perché tale messaggio sia conosciuto nei suoi contenuti e venga stimato quale contributo alla formazione della persona, con finalità e metodi rispettosi della laicità e del pluralismo della scuola pubblica”.
Lo stesso Benedetto XVI – ha ricordato ancora il sacerdote, citando una lettera della Conferenza delle Chiese d’Europa – ha indicato l’esigenza di “allargare gli spazi della nostra razionalità, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza della loro intrinseca unità che le tiene insieme”.
A sua volta, don Guido Benzi, direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, ha evidenziato come la convergenza tra insegnamento della religione cattolica e catechesi si compia nella persona: nella famiglia, chiamata ad avvalersi di entrambe per i propri figli; nella comunità cristiana, luogo in cui risuona la proposta di un cammino di maturazione della fede e, nello stesso, di crescita sia sul versante culturale che civile. Benzi ha concluso citando il card. Jean-Marie Lustiger (scomparso nel 2007): “Come parlare della cultura tedesca senza parlare di Lutero o della storia della Francia senza evidenziarne le radici bibliche e cristiane?… Cancellare il cristianesimo dall’insegnamento scolastico determina un impoverimento dello Stato e della sua stessa laicità”.
 
23 febbraio 2011

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