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19 giugno 2018

San Romualdo
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Perché il Vangelo
torni a stupire

stupore
“Manteniamo le parole di Gesù come si conservano i cannoni e le sciabole nei musei: sono adatti ad essere guardati, ma non costituiscono ormai nessun pericolo, non sparano e non feriscono più”.
Così mons. Russotto, Vescovo di Caltanissetta, parla ai giovani per invitarli a vivere con stupore ed entusiasmo il rivoluzionario messaggio di salvezza di Cristo. “Questa Parola di Dio – precisa il Catechista – che è spada a doppio taglio (Eb 4,12), non ci ferisce più! Non disturba più la nostra coscienza! Eppure il Vangelo ci chiama ad essere ribelli non violenti, fascinosi segnali di vita in un tempo di morte!”.
In una società in cui prevale la precarietà e l’incertezza il Vescovo riporta l’attenzione dei giovani sulla loro relazione personale con Gesù. “La fede dovrebbe davvero farci aderire con la mente, con il cuore e con la vita a Gesù, l’Unico che possiede la chiave della nostra vera felicità, anzi è Lui stesso questa chiave e senza Gesù noi siamo nelle tenebre.” Mons. Russotto sottolinea che vivere la fede vuol dire essere capaci di speranza e aiutare gli altri a sperare affinché “ogni persona sia sempre più ‘uomo’, non un ‘uomo qualsiasi’ ma l’alter Christus, un altro Gesù!”. Quindi “la fede riguarda – continua il Catechista – non l’erudizione ma l’unzione, non la scienza ma la coscienza, non la carta ma la carne!”. Il Vescovo invita i giovani ad abbandonare la via della mediocrità e a scegliere Gesù come guida al proprio cammino: “Camminando s’apre cammino: è una via che esige il coraggio della ricerca, lo slancio dell’avventura, la fatica della credibilità.” Ma il Catechista ammette che “la via dell’impegno e delle esigenze evangeliche radicali è trovata da pochi coraggiosi autentici discepoli. Ma è l’unica che porta alla città di Dio!”. Mons. Russotto esorta a coltivare la propria fede come una casa sulla roccia. “Modellare con decisioni piccoli o grandi la propria vita – afferma il Catechista – è un’opera di saggezza, è compiere un’opera d’arte. Impresa ardua, impossibile se l’uomo si fida soltanto di se stesso e costruisce sulla fragilità della sua finitudine. Avventura affascinante e solida se l’uomo costruisce la sua opera d’arte sulla roccia della Parola viva: Cristo Gesù”.
18 agosto 2011

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