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Consiglio Permanente

Partecipazione e corresponsabilità

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“Non siamo espressione di una struttura o di una necessità organizzativa: anche con il servizio della nostra autorità siamo chiamati a essere segno della presenza e dell’azione del Signore risorto, a edificare, quindi, la comunità nella carità fraterna”. Le indicazioni offerte a maggio dal Papa ai Vescovi e approfondite nelle udienze con il Cardinale Presidente, hanno avviato il Consiglio Permanente un percorso di discernimento: “Quale disponibilità ci chiede il Santo Padre? Che forme si aspetta che assumi la nostra collegialità? Come possiamo favorire tra noi una maggiore partecipazione?”. (In allegato, il Comunicato finale).
Lo sfondo attorno a cui si è svolta la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente – riunito a Roma da lunedì 23 a mercoledì 25 settembre 2013, sotto la guida del Card. Angelo Bagnasco – è stato l’altare della Confessione. Con la memoria del cuore, infatti, i Vescovi hanno ripreso e fatto proprie le indicazioni offerte da Papa Francesco lo scorso maggio, nell’incontro avuto sulla tomba di Pietro con tutta la Conferenza Episcopale Italiana. In quell’occasione, il Papa rinnovava la propria fiducia nei Pastori, li incoraggiava a continuare l’apprezzato cammino della Chiesa in Italia, indicando con chiarezza ambiti di competenza e, prima ancora, condizioni per assumerli con convinzione: “Non siamo espressione di una struttura o di una necessità organizzativa: anche con il servizio della nostra autorità siamo chiamati a essere segno della presenza e dell’azione del Signore risorto, a edificare, quindi, la comunità nella carità fraterna”.

Quelle indicazioni, approfondite nelle udienze del Papa con il Cardinale Presidente, nei lavori di questi giorni hanno avviato un percorso di discernimento a tutti i livelli. A far da filo conduttore domande precise: “Quale disponibilità ci chiede il Santo Padre? Che forme si aspetta che assumi la nostra collegialità? Come possiamo favorire tra noi una maggiore partecipazione?”.
A partire dai contenuti offerti nella prolusione, non è mancato il confronto sul momento storico, contrassegnato da un autentico cambiamento d’epoca. Insieme a una pastorale di prossimità e di cura, i Vescovi hanno evidenziato l’importanza di non far mancare una lettura teologica, capace di portare anche a revisione il linguaggio della fede. Nella preoccupazione per le condizioni di tante famiglie, hanno richiamato la politica a fare la sua parte, evitando inutili litigiosità e impegnandosi a non perdere il treno della ripresa. Preghiera e solidarietà sono state espresse per la Siria e per i cristiani perseguitati.
I lavori del Consiglio Permanente si sono, quindi, concentrati sul Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze, per il quale è stata presentata una lettera di Invito; sono state approvate due richieste di Commissioni Episcopali per altrettante Note pastorali sull’Ordo Virginum e sulla scuola; sono stati raccolti suggerimenti per metodi e contenuti con cui dare continuità al cammino del Progetto culturale.
Sullo sfondo degli Orientamenti pastorali del decennio, una comunicazione ha riguardato una prima ricognizione delle “buone pratiche educative” diffuse nel Paese.
Il Consiglio Permanente ha, infine, approvato il messaggio per la prossima Giornata Nazionale per la Vita, nonché alcune modifiche statutarie di un’associazione di fedeli e ha provveduto ad alcune nomine.
In allegato, il testo integrale del Comunicato finale, presentato ai media venerdì 27 settembre da Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.
27 settembre 2013

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