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“Non lasciatevi
rubare la speranza!”

 
“Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo. Lui ha saputo comprendere le miserie umane, ha mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e l’anima. Questo è Gesù, questo è il suo cuore, guarda a tutti noi, guarda le nostre malattie, i nostri peccati. È grande l’amore di Gesù”.
Nella festa delle Palme, domenica 24 marzo, Papa Francesco ha esortato innanzitutto alla gioia: come gli abitanti di Gerusalemme, “Anche noi abbiamo accolto Gesù; anche noi abbiamo espresso la gioia di accompagnarlo, di saperlo vicino, presente in noi e in mezzo a noi, come un amico, come un fratello, anche come re, cioè come faro luminoso della nostra vita. Gesù è Dio, ma si è abbassato a camminare con noi”, ha affermato il Santo Padre, offrendo così “la prima parola: gioia!”. Di qui l’invito: “Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi, nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti!”. E, ha aggiunto, “per favore non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciate rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù”, il quale “non entra nella Città Santa per ricevere gli onori riservati ai re terreni, a chi ha potere, a chi domina”, ma “per salire il Calvario carico di un legno”. Ed è “proprio qui che splende il suo essere Re secondo Dio: il suo trono regale è il legno della Croce!”.
Il pensiero del Papa è quindi andato ai giovani: “Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane, sempre, un cuore giovane anche a settanta, ottant’anni! Con Cristo il cuore non invecchia mai!”.
“Voi – ha aggiunto – non avete vergogna della sua Croce! Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel dono di sé che si ha la vera gioia e che è con l’amore che Dio ha vinto il male. Voi portate la Croce pellegrina attraverso tutti i continenti, per le strade del mondo! La portate rispondendo all’invito di Gesù ‘Andate e fate discepoli tutti i popoli’, che è il tema della Giornata della Gioventù di quest’anno. La portate per dire a tutti che sulla croce Gesù ha abbattuto il muro dell’inimicizia, che separa gli uomini e i popoli, e ha portato la riconciliazione e la pace”. Poi l’annuncio: “Anch’io mi metto in cammino con voi, da oggi, sulle orme del beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Ormai siamo vicini alla prossima tappa di questo grande pellegrinaggio della Croce. Guardo con gioia al prossimo luglio, a Rio de Janeiro! Vi do appuntamento in quella grande città del Brasile! Preparatevi bene, soprattutto spiritualmente nelle vostre comunità, perché quell’incontro sia un segno di fede per il mondo intero”.
Proprio il 24 marzo di vent’anni fa nasceva il Servizio Nazionale per la pastorale giovanile. L’attuale responsabile, don Michele Falabretti, rispondendo al SIR, afferma che “trovare nuove strade e metodi affinché la Chiesa diventi casa abitabile di tutti i giovani” è una delle piste di lavoro che vedrà impegnato il Servizio nazionale per la Pastorale giovanile.
“Bisogna riconoscere – aggiunge – che i giovani del 1993 non sono quelli del 2013. La realtà giovanile va riletta. Venti anni fa i giovani andavano in parrocchia, oggi invece tengono in piedi più appartenenze senza sposarne una fino in fondo”. Per don Falabretti “questo aspetto cambia il modo di interagire con loro: oggi i giovani vanno e vengono, per questo la porta della Chiesa deve restare sempre aperta. Ci sono ragazzi, adolescenti che vengono ad eventi come la Gmg e poi non li vedi per settimane se non mesi. Qui si pone il tema dell’educare, permettere loro di andare ma anche essere capaci di incontrarli sulla strada e nei luoghi da loro frequentati”. Tra i prossimi impegni della Pastorale giovanile la Gmg di Rio de Janeiro, 4000 le iscrizioni italiane finora raccolte, ma la speranza di don Falabretti “è di aumentare sensibilmente il numero”. Magari anche sulla spinta di papa Francesco: “Con lui in pochi giorni è cambiata la visione della Chiesa” da parte di molti.
24 marzo 2013

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