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Mali, la crisi si aggrava

Mali
Ad una settimana dall’intervento militare francese, si aggrava la situazione umanitaria in Mali, da mesi teatro di violenze diffuse e massicci spostamenti di popolazione. A fine dicembre erano già oltre 400.000 i profughi, che da marzo 2012 – quando i militari rovesciarono il governo – erano fuggiti dal Nord del paese verso il Sud.
A seguito dell’acuirsi del conflitto negli ultimi giorni il numero di persone in fuga sta
aumentando e vi sono già ulteriori vittime civili. La situazione è aggravata inoltre dalla
distruzione delle infrastrutture sanitarie, scolastiche e amministrative, dalla mancanza di
carburante per fornire le stazioni di depurazione dell’acqua, dalle crescenti difficoltà di
approvvigionamento di viveri e articoli essenziali per l’igiene. Per evitare infiltrazioni dei ribelli al Sud, tutte le strade risultano bloccate, aumentando così i rischi e la vulnerabilità per la popolazione civile.
Caritas Italiana, anche attraverso proprio personale presente nell’area del Sahel, segue l’evolversi della situazione ed ha partecipato alla predisposizione del piano di interventi.
L’emergenza rischia ora di estendersi a tutta la regione del Sahel che, dopo la pesante crisi alimentare vissuta l’anno passato, è ora colpita da un’ondata di conflitti: in Mali, ma anche in Nigeria e nella Repubblica Centro Africana.
Caritas Italiana ha stanziato un primo contributo di 60.000 euro e sostiene da tempo le azioni di aiuto che Caritas Mali ha in atto sin dall’inizio del conflitto.
Per sostenere gli interventi di Caritas Italiana si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Crisi Sahel – Mali”.
17 Gennaio 2013

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