
Promosse le scuole cattoliche italiane per l’impegno profuso nell’aggiornamento didattico e nella cura della comunità educativa. A certificarlo è il Quarto Monitoraggio della qualità della scuola cattolica italiana, elaborato dal Centro Studi per la Scuola Cattolica della CEI a partire dai dati dell’Invalsi utilizzati per documentare le prassi educative e i risultati ottenuti.
I risultati delle prove nazionali Invalsi mostrano, ad esempio, un livello di competenza degli alunni decisamente superiore nelle scuole cattoliche del primo ciclo rispetto alle analoghe scuole del resto del sistema nazionale di istruzione, mentre nelle scuole del secondo ciclo i risultati appaiono più comparabili. Tra i fattori che possono spiegare i buoni risultati c’è anche la provenienza socioculturale degli alunni, inevitabilmente selezionata dai costi delle scuole paritarie: il Monitoraggio documenta in dettaglio la composizione sociale dell’utenza scolastica attraverso l’indice ESCS (status economico, sociale e culturale) usato dall’Invalsi nelle sue analisi. Da evidenziare anche la strategia educativa della didattica personalizzata, diffusa soprattutto nelle scuole primarie e secondarie, mentre nelle scuole dell’infanzia (che da sole rappresentano quasi tre quarti di tutte le scuole cattoliche) si punta sulla qualità complessiva dell’offerta formativa. Un indicatore interessante è il ricorso ai provvedimenti disciplinari, che risulta essere minore (ma non troppo) nelle scuole cattoliche rispetto alle altre scuole: se la selezione sociale a monte può in parte giustificare questo dato, l’impegno comunque attivato con il ricorso a provvedimenti di vario genere testimonia la cura delle relazioni all’interno della comunità scolastica. Notevole anche la partecipazione dei genitori alle elezioni degli organi collegiali interni, che risulta essere più che doppia rispetto alle altre scuole italiane.
L’inclusione è un obiettivo ugualmente perseguito dalle scuole cattoliche, sebbene i costi impediscano l’iscrizione di alunni con disabilità o con cittadinanza non italiana nella stessa percentuale delle scuole statali. Ma l’analisi mostra che per gli studenti con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), che non richiedono costi aggiuntivi per il sostegno, i casi nelle secondarie di II grado cattoliche sono il doppio di quelli registrati nelle altre scuole.
Il Monitoraggio sarà presentato nel corso di un webinar mercoledì 11 giugno, alle 18, al quale interverranno Mons. Claudio Giuliodori, presidente della Commissione episcopale per l’educazione, la scuola e l’università), Sergio Cicatelli, coordinatore scientifico del Centro Studi per la Scuola Cattolica), Giovanni Vinciguerra, direttore della rivista “Tuttoscuola” e Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università. Per seguire l’evento, è possibile collegarsi al link: https://tediscite.webex.com/tediscite/j.php?MTID=mb02bc588e82621a668de85700452e3b6.
Il testo completo del Monitoraggio è disponibile in allegato e sul sito www.scuolacattolica.it.