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venerdì 11 Giugno 2021

Ufficio delle letture

SACRATISSIMO CUORE DI GESU' - SOLENNITA' - LITURGIA PROPRIA
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO

Cristo, sapienza eterna,
donaci di gustare
la tua dolce amicizia.
Angelo del consiglio,
guida e proteggi il popolo
che spera nel tuo nome.
Sii tu la nostra forza,
la roccia che ci salva
dagli assalti del male.
A te la gloria e il regno,
la potenza e l’onore,
nei secoli dei secoli. Amen.
1 ant.
In te è la sorgente della vita:
          ci disseti al torrente delle tue delizie.
SALMO 35
Nel cuore dell’empio parla il peccato, *
    davanti ai suoi occhi non c’è timor di Dio.
Poiché egli si illude con se stesso *
    nel ricercare la sua colpa e detestarla.
Inique e fallaci sono le sue parole, *
    rifiuta di capire, di compiere il bene.
Iniquità trama sul suo giaciglio, †
    si ostina su vie non buone, *
    via da sé non respinge il male.
Signore, la tua grazia è nel cielo, *
    la tua fedeltà fino alle nubi;
la tua giustizia è come i monti più alti, †
    il tuo giudizio come il grande abisso: *
    uomini e bestie tu salvi, Signore.
Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! *
    Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa *
    e li disseti al torrente delle tue delizie.
È in te la sorgente della vita, *
    alla tua luce vediamo la luce.
Concedi la tua grazia a chi ti conosce, *
    la tua giustizia ai retti di cuore.
Non mi raggiunga il piede dei superbi, *
    non mi disperda la mano degli empi.
Ecco, sono caduti i malfattori, *
    abbattuti, non possono rialzarsi.
1 ant.
In te è la sorgente della vita:
          ci disseti al torrente delle tue delizie.
2 ant.
Dall’angoscia del mio cuore ti chiamo:
          innalzami, o Dio, sopra la roccia.
SALMO 60
Ascolta, o Dio, il mio grido, *
    sii attento alla mia preghiera.
Dai confini della terra io t’invoco; †
    mentre il mio cuore viene meno, *
    guidami su rupe inaccessibile.
Tu sei per me rifugio, *
    torre salda davanti all’avversario.
Dimorerò nella tua tenda per sempre, *
    all’ombra delle tue ali troverò riparo;
perché tu, Dio, hai ascoltato i miei voti, *
    mi hai dato l’eredità di chi teme il tuo nome.
Ai giorni del re aggiungi altri giorni, *
    per molte generazioni siano i suoi anni.
Regni per sempre sotto gli occhi di Dio; *
    grazia e fedeltà lo custodiscano.
Allora canterò inni al tuo nome, sempre, *
    sciogliendo i miei voti giorno per giorno.
2 ant.
Dall’angoscia del mio cuore ti chiamo:
          innalzami, o Dio, sopra la roccia.
3 ant.
I confini della terra hanno veduto
          la salvezza del nostro Dio.
SALMO 97
Cantate al Signore un canto nuovo, *
    perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra *
    e il suo braccio santo.
Il Signore ha manifestato la sua salvezza, *
    agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia
Egli si è ricordato del suo amore, *
    della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto *
    la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra, *
    gridate, esultate con canti di gioia.
Cantate inni al Signore con l’arpa, *
    con l’arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno *
    acclamate davanti al re, il Signore.
Frema il mare e quanto racchiude, *
    il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani, *
    esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene, *
    che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia *
    e i popoli con rettitudine.
3 ant.
I confini della terra hanno veduto
          la salvezza del nostro Dio.
V.
Ricordo le imprese del Signore,

R.
ricorderò i suoi antichi prodigi.
PRIMA LETTURA
Dalla lettera ai Romani di san Paolo, apostolo 
8, 28-39

 
L’amore di Dio si è manifestato in Cristo
 
   Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha riconosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.
   Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
   Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello (Sal 43, 22).
   Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
 
RESPONSORIO                                Cfr. Ef 2,5.4.7                                    
 
R.
Morti eravamo per i peccati, Dio ci ha fatti rivivere
con Cristo:
*
grande è l’amore con il quale ci ha
amati.

V.
Per mostrare nei secoli futuri la straordinaria
ricchezza della sua grazia:

R.
grande è l’amore con il quale ci ha amati.
SECONDA LETTURA
Dalle «Opere» di san Bonaventura, vescovo

(Opusc. 3, Il legno della vita, 29-30. 47;
Opera omnia 8, 79)

Presso di te è la sorgente della vita
 
   Considera anche tu, o uomo redento, chi, quanto grande e di qual natura sia colui che pende per te dalla croce. La sua morte dà la vita ai morti, al suo trapasso piangono cielo e terra, le dure pietre si spaccano.
   Inoltre, perché dal fianco di Cristo morto in croce fosse formata la Chiesa e si adempisse la Scrittura che dice: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» (Gv 19, 37), per divina disposizione è stato permesso che un soldato trafiggesse e aprisse quel sacro costato. Ne uscì sangue ed acqua, prezzo della nostra salvezza. Lo sgorgare da una simile sorgente, cioè dal segreto del cuore, dà ai sacramenti della Chiesa la capacità di conferire la vita eterna ed è, per coloro che già vivono in Cristo, bevanda di fonte viva «che zampilla per la vita eterna» (Gv 4, 14).
   Sorgi, dunque, o anima amica di Cristo. Sii come colomba «che pone il suo nido nelle pareti di una gola profonda» (Ger 48, 28). Come «il passero che ha trovato la sua dimora» (Sal 83, 4), non cessare di vegliare in questo santuario. Ivi, come tortora, nascondi i tuoi piccoli, nati da un casto amore. Ivi accosta la bocca per attingere le acque dalle sorgenti del Salvatore (cfr. Is 12, 3). Da qui infatti scaturisce la sorgente che scende dal centro del paradiso, la quale, divisa in quattro fiumi (cfr. Gn 2, 10) e, infine, diffusa nei cuori che ardono di amore, feconda ed irriga tutta la terra.
   Corri a questa fonte di vita e di luce con vivo desiderio, chiunque tu sia, o anima consacrata a Dio, e con l’intima forza del cuore grida a lui: «O ineffabile bellezza del Dio eccelso, o splendore purissimo di luce eterna! Tu sei vita che vivifica ogni vita, luce che illumina ogni luce e che conserva nell’eterno splendore i multiformi luminari che brillano davanti al trono della tua divinità fin dalla prima aurora.
   O eterno e inaccessibile, splendido e dolce fluire di fonte nascosta agli occhi di tutti i mortali! La tua profondità è senza fine, la tua altezza senza termine, la tua ampiezza è infinita, la tua purezza imperturbabile! Da te scaturisce il fiume “che rallegra la città di Dio” (Sal 45, 5), perché “in mezzo ai canti di una moltitudine in festa” (Sal 41, 5) possiamo cantare cantici di lode, dimostrando, con la testimonianza dell’esperienza, che “in te è la sorgente della vita e alla tua luce vediamo la luce” (Sal 35, 10)».
 
RESPONSORIO                            Sal 102,2.4; 33,9                              
 
R.
Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare
tanti suoi benefici.
*
Gustate e vedete quanto è buono
il Signore.

V.
Egli salva dalla tomba la tua vita, ti corona di
grazia e di misericordia:

R.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore.
INNO Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, *
   ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
   tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
   e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
   il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
   sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
   e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
   la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
   e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
   eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
   per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
   hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
   Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
   che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
   nell'assemblea dei santi.
*
Salva il tuo popolo, Signore, *
   guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
   lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
   di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
   in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
   pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
   non saremo confusi in eterno.
Oppure
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
   tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
   incessábili voce proclámant:
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
   Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
   sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
   non horruisti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
   aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
   quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
*
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
   et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per singulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
   et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
   sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
   quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
   non confúndar in ætérnum.
* Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
ORAZIONE
   O Padre, che nel cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dai la gioia di celebrare le grandi opere del suo amore per noi, fa’ che da questa fonte inesauribile attingiamo l’abbondanza dei tuoi doni. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.