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sabato 08 Maggio 2021

Ufficio delle letture

SABATO - V SETTIMANA DI PASQUA - I SETTIMANA DEL SALTERIO
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V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Ecco il gran giorno di Dio,
splendente di santa luce:
nasce nel sangue di Cristo
l’aurora di un mondo nuovo.
Torna alla casa il prodigo,
splende la luce al cieco;
il buon ladrone graziato
dissolve l’antica paura.
Gli angeli guardano attoniti
il supplizio della croce,
da cui l’innocente e il reo
salgono uniti al trionfo.
O mistero insondabile
dell’umana redenzione:
morendo sopra il patibolo
Cristo sconfigge la morte.
Giorno di grandi prodigi!
La colpa cerca il perdono,
l’amore vince il timore,
la morte dona la vita.
Irradia sulla tua Chiesa
la gioia pasquale, o Signore,
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.
Sia lode e onore a Cristo,
vincitore della morte,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.
Oppure:
Hic est dies verus Dei,
sancto serénus lúmine,
quo díluit sanguis sacer
probrósa mundi crímina.
Fidem refúndit pérditis
cæcósque visu illúminat;
quem non gravi solvit metu
latrónis absolútio?
Opus stupent et ángeli,
poenam vidéntes córporis
Christóque adhæréntem reum
vitam beátam cárpere.
Mystérium mirábile,
ut ábluat mundi luem,
peccáta tollat ómnium
carnis vitia mundans caro.
Quid hoc potest sublímius,
ut culpa quærat grátiam,
metúmque solvat caritas
reddátque mors vitam novam?
Esto perénne méntibus
paschále, Iesu, gáudium,
et nos renátos grátiæ
tuis triúmphis ággrega.
Iesu, tibi sit glória,
qui morte victa prǽnites,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sǽcula. Amen.
1 ant.
Cantate e celebrate il Signore,
          meditate tutti i suoi prodigi, alleluia.
SALMO 104   Dio è fedele alle sue promesse
Essi sono Israeliti e possiedono l’adozione a figli, la gloria, le alleanze,
la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi; da essi proviene Cristo
secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli

(Rm 9, 4-5).
I (1-15)
Lodate il Signore e invocate il suo nome, *
   proclamate tra i popoli le sue opere.
Cantate a lui canti di gioia, *
   meditate tutti i suoi prodigi.
Gloriatevi del suo santo nome: *
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza, *
    cercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiute, *
   i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca:
voi, stirpe di Abramo, suo servo, *
   figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio, *
   su tutta la terra i suoi giudizi.
Ricorda sempre la sua alleanza: *
   parola data per mille generazioni,
l’alleanza stretta con Abramo *
   e il suo giuramento ad Isacco.
La stabilì per Giacobbe come legge, *
   come alleanza eterna per Israele:
«Ti darò il paese di Cànaan *
   come eredità a voi toccata in sorte».
Quando erano in piccolo numero, *
   pochi e forestieri in quella terra,
e passavano di paese in paese, *
   da un regno ad un altro popolo,
non permise che alcuno li opprimesse *
   e castigò i re per causa loro:
Non toccate i miei consacrati, *
   non fate alcun male ai miei profeti».
1 ant.
Cantate e celebrate il Signore,
          meditate tutti i suoi prodigi, alleluia.
2 ant.
Il Signore non ha abbandonato
          il giusto tradito,
          ma lo ha salvato dai peccatori, alleluia.
II    (16-22)
Chiamò la fame sopra quella terra *
   e distrusse ogni riserva di pane.
Davanti a loro mandò un uomo, *
   Giuseppe, venduto come schiavo.
Gli strinsero i piedi con ceppi, *
   il ferro gli serrò la gola,
finché si avverò la sua predizione *
   e la parola del Signore gli rese giustizia.
Il re mandò a scioglierlo, *
   il capo dei popoli lo fece liberare;
lo pose signore della sua casa, *
   capo di tutti i suoi averi,
per istruire i capi secondo il suo giudizio *
   e insegnare la saggezza agli anziani.
2 ant.
Il Signore non ha abbandonato
          il giusto tradito,
          ma lo ha salvato dai peccatori, alleluia.
3 ant.
Dio ha ricordato la sua santa promessa:
          guida il suo popolo alla libertà, alleluia.
III    (23-45)
E Israele venne in Egitto, *
   Giacobbe visse nel paese di Cam come straniero.
Ma Dio rese assai fecondo il suo popolo, *
   lo rese più forte dei suoi nemici.
Mutò il loro cuore e odiarono il suo popolo, *
   contro i suoi servi agirono con inganno.
Mandò Mosè suo servo *
   e Aronne che si era scelto.
Compì per mezzo loro i segni promessi *
   e nel paese di Cam i suoi prodigi.
Mandò le tenebre e si fece buio, *
   ma resistettero alle sue parole.
Cambiò le loro acque in sangue *
   e fece morire i pesci.
Il loro paese brulicò di rane *
   fino alle stanze dei loro sovrani.
Diede un ordine e le mosche vennero a sciami *
   e le zanzare in tutto il loro paese.
Invece delle piogge mandò loro la grandine, *
   vampe di fuoco sul loro paese.
Colpì le loro vigne e i loro fichi, *
   schiantò gli alberi della loro terra.
Diede un ordine e vennero le locuste *
   e bruchi senza numero;
divorarono tutta l’erba del paese *
   e distrussero il frutto del loro suolo.
Colpì nel loro paese ogni primogenito, *
   tutte le primizie del loro vigore.
Fece uscire il suo popolo con argento e oro, *
   fra le tribù non c’era alcun infermo.
L’Egitto si rallegrò della loro partenza *
   perché su di essi era piombato il terrore.
Distese una nube per proteggerli *
   e un fuoco per illuminarli di notte.
Alla loro domanda fece scendere le quaglie *
   e li saziò con il pane del cielo.
Spaccò una rupe e ne sgorgarono acque, *
   scorrevano come fiumi nel deserto,
perché ricordò la sua parola santa *
   data ad Abramo suo servo.
Fece uscire il suo popolo con esultanza, *
   i suoi eletti con canti di gioia.
Diede loro le terre dei popoli, *
   ereditarono la fatica delle genti,
perché custodissero i suoi decreti *
   e obbedissero alle sue leggi.
3 ant.
Dio ha ricordato la sua santa promessa:
          guida il suo popolo alla libertà, alleluia.
V.
Dio ci ha fatti rinascere a una speranza viva, alleluia,
​R.
in Cristo risorto dai morti, alleluia.
PRIMA LETTURA

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni,
apostolo                                                                                        
22, 10-21
 

La testimonianza della nostra speranza
   L’angelo mi disse: «Non mettere sotto sigillo le parole profetiche di questo libro, perché il tempo è vicino. Il perverso continui pure a essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.  
   Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna!
   Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».
   Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita.
   Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.
   Colui che attesta queste cose dice: «Sì, verrò presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!
 
RESPONSORIO         Ap 22, 16. 17. 20; Is 55, 1. 3
 
R.
Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella
radiosa del mattino. Lo Spirito e la sposa dicono:
Vieni!
*
E chi ascolta ripeta: Vieni. Amen. Vieni,
Signore Gesù, alleluia.

V.
O voi tutti, assetati, venite alle acque. Porgete
l’orecchio e venite a me.

R.
E chi ascolta ripeta: Vieni. Amen. Vieni, Signore
Gesù, alleluia.
SECONDA LETTURA

Dai «Commenti sui salmi» di sant’Agostino, vescovo
 

(Sal. 148, 1-2; CCL 40, 2165-2166)

L’alleluia pasquale
 
   La meditazione della nostra vita presente deve svolgersi nella lode del Signore, perché l’eterna felicità della nostra vita futura consisterà nella lode di Dio; e nessuno sarà atto alla vita futura, se ora non si sarà preparato. Perciò lodiamo Dio adesso, ma anche innalziamo a lui la nostra supplica. La nostra lode racchiude gioia, la nostra supplica racchiude gemito. Infatti ci è stato promesso ciò che attualmente non possediamo; e poiché è verace colui che ha promesso, noi ci rallegriamo nella speranza, anche se, non possedendo ancora quello che desideriamo, il nostro desiderio appare come un gemito. È fruttuoso per noi perseverare nel desiderio fino a quando ci giunga ciò che è stato promesso e così passi il gemito e gli subentri solo la lode. La storia del nostro destino ha due fasi: una che trascorre ora in mezzo alle tentazioni e tribolazioni di questa vita, l’altra che sarà nella sicurezza e nella gioia eterna. Per questo motivo è stata istituita per noi anche la celebrazione dei due tempi, cioè quello prima di Pasqua e quello dopo Pasqua. Il tempo che precede la Pasqua raffigura la tribolazione nella quale ci troviamo; invece quello che segue la Pasqua, rappresenta la beatitudine che godremo. Ciò che celebriamo prima di Pasqua, è anche quello che operiamo. Ciò che celebriamo dopo Pasqua, indica quello che ancora non possediamo. Per questo trascorriamo il primo tempo in digiuni e preghiere. L’altro, invece, dopo la fine dei digiuni lo celebriamo nella lode. Ecco perché cantiamo: alleluia.
   Infatti in Cristo, nostro capo, è raffigurato e manifestato l’uno e l’altro tempo. La passione del Signore ci presenta la vita attuale con il suo aspetto di fatica, di tribolazione e con la prospettiva certa della morte. Invece la risurrezione e la glorificazione del Signore sono annunzio della vita che ci verrà donata.
   Per questo, fratelli, vi esortiamo a lodare Dio; ed è questo che noi tutti diciamo a noi stessi quando proclamiamo: alleluia. Lodate il Signore, tu dici a un altro. E l’altro replica a te la stessa cosa.             
   Impegnatevi a lodare con tutto il vostro essere: cioè non solo la vostra lingua e la vostra voce lodino Dio, ma anche la vostra coscienza, la vostra vita, le vostre azioni.
   Noi lodiamo il Signore in chiesa quando ci raduniamo. Al momento in cui ciascuno ritorna alle proprie occupazioni, quasi cessa di lodare Dio. Non bisogna invece smettere di vivere bene e di lodare sempre Dio. Bada che tralasci di lodare Dio quando ti allontani dalla giustizia e da ciò che a lui piace. Infatti se non ti allontani mai dalla vita onesta la tua lingua tace, ma la tua vita grida e l’orecchio di Dio è vicino al tuo cuore. Le nostre orecchie sentono le nostre voci, le orecchie di Dio si aprono ai nostri pensieri.
 
RESPONSORIO                              Cfr. Gv 16, 20. 21
R.
Voi piangerete e il mondo si rallegrerà;
*
voi sarete
tristi, ma la vostra  tristezza si cambierà in gioia,
alleluia.

V.
La donna che ha partorito non ricorda l’angoscia,
per la gioia che è nato un uomo.

R.
Voi sarete tristi, ma la vostra tristezza si cambierà
in gioia, alleluia.
ORAZIONE
 
   Dio onnipotente ed eterno, che nel battesimo ci hai comunicato la tua stessa vita, fa’ che i tuoi figli, rinati alla speranza dell’immortalità, giungano con il tuo aiuto alla pienezza della gloria. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.