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sabato 06 Giugno 2020

Ufficio delle letture

SABATO - IX  SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - I SETTIMANA DEL SALTERIO
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
O re d’eterna gloria,
che irradi sulla Chiesa
i doni del tuo Spirito,
assisti i tuoi fedeli.
Illumina le menti,
consola i nostri cuori,
rafforza i nostri passi
sulla via della pace.
E quando verrà il giorno
del tuo avvento glorioso,
accoglici, o Signore,
nel regno dei beati.
A te sia lode, o Cristo,
speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
1 ant.
Chi si fa piccolo come un bambino
          sarà il più grande nel regno dei cieli.
SALMO 130
Confidare in Dio come il bimbo nella madre
​Imparate da me, che sono mite e umile di cuore

(Mt 11, 29).
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore *
   e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi, *
   superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno †
   come bimbo svezzato in braccio a sua madre, *
   come un bimbo svezzato è l’anima mia.
Speri Israele nel Signore, *
   ora e sempre.
1 ant.
Chi si fa piccolo come un bambino
          sarà il più grande nel regno dei cieli.
2 ant.
In sincerità e gioia, mio Dio,
          offro a te tutti i tuoi doni.
SALMO 131, 1-10 (I)  Le promesse divine fatte a Davide
Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre
(Lc 1, 32).
Ricordati, Signore, di Davide, *
   di tutte le sue prove,
quando giurò al Signore, *
   al Potente di Giacobbe fece voto:
«Non entrerò sotto il tetto della mia casa, *
   non mi stenderò sul mio giaciglio,
non concederò sonno ai miei occhi *
   né riposo alle mie palpebre,
finché non trovi una sede per il Signore, *
  una dimora per il Potente di Giacobbe».
Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata, *
   l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora, *
   prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.
Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo, *
   tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia, *
   i tuoi fedeli cantino di gioia.
Per amore di Davide tuo servo *
   non respingere il volto del tuo consacrato.
2 ant.
In sincerità e gioia, mio Dio,
          offro a te tutti i tuoi doni.
3 ant.
Dio ha dato al Cristo il trono di Davide,
          il suo regno sarà senza fine.
SALMO 131, 11-18   (II)   Elezione di Davide e di Sion
Ora appunto ad Abramo e alla sua discendenza furono
fatte le promesse..., cioè a Cristo
(Gal 3, 16).
Il Signore ha giurato a Davide †
   e non ritratterà la sua parola: *
   «Il frutto delle tue viscere
     io metterò sul tuo trono!
Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza †
   e i precetti che insegnerò ad essi, *
   anche i loro figli per sempre
     sederanno sul tuo trono».
Il Signore ha scelto Sion, *
     l’ha voluta per sua dimora:
«Questo è il mio riposo per sempre; *
   qui abiterò, perché l’ho desiderato.
Benedirò tutti i suoi raccolti, *
   sazierò di pane i suoi poveri.
Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti, *
   esulteranno di gioia i suoi fedeli.
Là farò germogliare la potenza di Davide, *
   preparerò una lampada al mio consacrato.
Coprirò di vergogna i suoi nemici, *
   ma su di lui splenderà la corona».
3 ant.
Dio ha dato al Cristo il trono di Davide,
          il suo regno sarà senza fine.
V.
Venite, ammirate le opere del Signore:

R.
ha fatto cose stupende sulla terra.
PRIMA LETTURA

Dal libro di Giobbe
42, 7-17
 

Dio riconosce la giustizia di Giobbe
e lo premia di fronte ai suoi amici
 
   Dopo che il Signore ebbe rivolto alcune parole a Giobbe, disse a Elifaz il Temanita: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. Prendete dunque sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe».
   Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe.
   Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto. Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d’oro.
   Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.
   Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.
 
RESPONSORIO                                        Cfr. Gb 42,7.8
 
R.
Disse il Signore a Elifaz: Tu e i tuoi amici non avete
detto di me cose rette come il mio servo Giobbe;
*

egli pregherà per voi.

V.
Per riguardo a lui, non punirò la vostra stoltezza:

R.
egli pregherà per voi.
SECONDA LETTURA

Dalla «Esposizione su Giovanni» di san Tommaso d’Aquino,
dottore della Chiesa
(Cap. 14, lect. 2)
 
La via per giungere alla vera vita
 
   La via è Cristo, e perciò dice: «Io sono la via» (Gv 14, 6). Il che è pienamente giustificato, infatti «per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre» (Ef 2, 18).
   E siccome questa via conduce alla meta, aggiunge: «Sono la verità e la vita»; e così egli è al tempo stesso via e meta. Via secondo l’umanità, meta secondo la divinità. Dunque, in quanto uomo, dice: «Io sono la via»; in quanto Dio aggiunge: «la verità e la vita». Con queste due parole è indicato molto bene il traguardo di questa via.
   Il punto d’arrivo di questa via infatti è la fine del desiderio umano. Ora l’uomo desidera due cose principalmente: in primo luogo quella conoscenza della verità che è propria della sua natura. In secondo
luogo la permanenza nell’essere, proprietàquesta comune a tutte le cose. In Cristo si trova l’una e l’altra. Egli è la via per arrivare alla conoscenza della verità, anzi è la stessa verità: Gui - dami, Signore, nella verità e camminerò nella tua via (cfr. Sal 85, 11).
   Similmente egli è la via per giungere alla vita, anzi, egli stesso è la vita: «Mi hai fatto conoscere il sentiero della vita» (Sal 15, 11 volgata).
   E perciò ha designato la fine di questa via come verità e vita. Entrambe sono state applicate a Cristo più sopra.
   Innanzitutto egli è la vita: si dice infatti «in lui era la vita», e poi che egli è la verità, perché «era la luce degli uomini» (Gv 1, 4). E la luce è la verità. Se dunque cerchi per dove passare, accogli Cristo perché egli è la via: «Questa è la strada, percorretela» (Is 30, 21). Dice Agostino: «Cammina attraverso l’uomo e giungerai a Dio». È meglio zoppicare sulla via, che camminare a forte andatura fuori strada. Chi zoppica sulla strada, anche se avanza poco, si avvicina tuttavia al termine. Chi invece cammina fuori strada, quanto più velocemente corre, tanto più si allontana dalla meta.
   Se cerchi dove andare, segui Cristo, perché egli è la verità, alla quale desideriamo arrivare: «La mia bocca proclama la verità» (Pro 8, 7). Se cerchi dove fermarti, stai con Cristo, perché egli è la vita: Chi trova me, trova la vita e attingerà la salvezza dal Signore (cfr. Pro 8, 35).
   Segui dunque Cristo se vuoi essere sicuro. Non potrai smarrirti, perché egli è la via. Perciò coloro che seguono lui non camminano per luoghi impraticabili, ma per la via giusta. Parimenti non può esservi errore, perché egli è la verità e insegna tutta la verità. Dice infatti: «Per questo io sono nato e per questo sono venuto al mondo, per rendere testimonianza alla verità» (Gv 18, 37). Infine non può esservi confusione, perché egli è la vita e dà la vita. Dice infatti:«Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10, 10).
 
RESPONSORIO                                      Gv 8, 12; 14, 6. 5
R.
Dice il Signore: Chi segue me non cammina nelle
tenebre.
*
Io sono la via, la verità e la vita.

V.
Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo
conoscere la via?

R.
Io sono la via, la verità e la vita.


Oppure:                            Gb 42, 10. 11. 12; 1 Cor 10, 13
 

R.
Dio accrebbe del doppio quanto Giobbe aveva
posseduto e i suoi fratelli lo consolarono.
*
Il Signore
benedisse Giobbe più di prima.

V.
Dio è fedele: non permetterà che siate tentati oltre
le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche
la via d’uscita.

R.
Il Signore benedisse Giobbe più di prima.
ORAZIONE
   O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza, allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.