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domenica 16 Gennaio 2022

Ufficio delle letture

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - II SETTIMANA DEL SALTERIO
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Splende nel giorno ottavo
l’era nuova del mondo,
consacrata da Cristo,
primizia dei risorti.
O Gesù, re di gloria,
unisci i tuoi fedeli
al trionfo pasquale
sul male e sulla morte.
Fa’ che un giorno veniamo
incontro a te, Signore,
sulle nubi del cielo
nel regno dei beati.
Trasformàti a tua immagine,
noi vedremo il tuo volto;
e sarà gioia piena
nei secoli dei secoli. Amen.
1 ant.
Signore mio Dio,
          come un manto ti avvolge la luce,
          sei rivestito di maestà e di splendore, alleluia.
SALMO 103    Inno a Dio creatore
 
Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie
sono passate; ecco ne sono nate di nuove
(2 Cor 5, 17).

I    (1-12)
Benedici il Signore, anima mia, *
   Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore, *
   avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda, *
   costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro, *
   cammini sulle ali del vento;
fai dei venti i tuoi messaggeri, *
   delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.
Hai fondato la terra sulle sue basi, *
   mai potrà vacillare.
L’oceano l’avvolgeva come un manto, *
   le acque coprivano le montagne.
Alla tua minaccia sono fuggite, *
   al fragore del tuo tuono hanno tremato.
Emergono i monti, scendono le valli *
   al luogo che hai loro assegnato.
Hai posto un limite alle acque:
      non lo passeranno, *
   non torneranno a coprire la terra.
Fai scaturire le sorgenti nelle valli *
   e scorrono tra i monti;
ne bevono tutte le bestie selvatiche *
   e gli ònagri estinguono la loro sete.
Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo, *
   cantano tra le fronde.
1 ant.
Signore mio Dio,
          come un manto ti avvolge la luce,
          sei rivestito di maestà e di splendore, alleluia.
2 ant.
Tu fai nascere il pane dalla terra
          e il vino, che allieta il cuore dell’uomo, alleluia.
II    (13-23)
Dalle tue alte dimore irrighi i monti, *
   con il frutto delle tue opere sazi la terra.
Fai crescere il fieno per gli armenti †
   e l’erba al servizio dell’uomo, *
   perché tragga alimento dalla terra:

il vino che allieta il cuore dell’uomo; †
   l’olio che fa brillare il suo volto *
   e il pane che sostiene il suo vigore.
Si saziano gli alberi del Signore, *
   i cedri del Libano da lui piantati.
Là gli uccelli fanno il loro nido *
   e la cicogna sui cipressi ha la sua casa.
Per i camosci sono le alte montagne, *
   le rocce sono rifugio per gli iràci.
Per segnare le stagioni hai fatto la luna *
   e il sole che conosce il suo tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte *
   e vagano tutte le bestie della foresta;
ruggiscono i leoncelli in cerca di preda *
   e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole, si ritirano *
   e si accovacciano nelle tane.
Allora l’uomo esce al suo lavoro, *
   per la sua fatica fino a sera.
2 ant.
Tu fai nascere il pane dalla terra
          e il vino, che allieta il cuore dell’uomo, alleluia.
3 ant.
Dio guardò la sua creazione:
          ed era tutta buona, alleluia.
III    (24-35)
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! †
   Tutto hai fatto con saggezza, *
   la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto: †
   lì guizzano senza numero *
   animali piccoli e grandi.
Lo solcano le navi, *
   il Leviatàn che hai plasmato
      perché in esso si diverta.
Tutti da te aspettano *
   che dia loro il cibo in tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, *
   tu apri la mano, si saziano di beni.
Se nascondi il tuo volto, vengono meno, †
   togli loro il respiro, muoiono *
   e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati, *
   e rinnovi la faccia della terra.
La gloria del Signore sia per sempre; *
   gioisca il Signore delle sue opere.
Egli guarda la terra e la fa sussultare, *
   tocca i monti ed essi fumano.
Voglio cantare al Signore finché ho vita, *
   cantare al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto; *
   la mia gioia è nel Signore.
Scompaiano i peccatori dalla terra †
   e più non esistano gli empi. *
   Benedici il Signore, anima mia.
3 ant.
Dio guardò la sua creazione:
          ed era tutta buona, alleluia.
V.
Beati i vostri occhi, che vedono il Cristo:

R.
i vostri orecchi, che ascoltano la sua voce.
Prima lettura

Dal libro del Deuteronomio
1, 1. 6-18
L’ultimo discorso di Mosè in Moab
   Queste sono le parole che Mosè rivolse a tutto Israele oltre il Giordano, nel deserto, nella valle dell’Araba, di fronte a Suf, tra Paran, Tofel, Laban, Cazerot e Di-Zaab.
   «Il Signore nostro Dio ci ha parlato sull’Oreb e ci ha detto: Avete dimorato abbastanza su questa montagna; voltatevi, levate l’accampamento e andate verso le montagne degli Amorrei e in tutte le regioni vicine: la valle dell’Araba, le montagne, la Sefela, il Negheb, la costa del mare, nel paese dei Cananei e nel Libano, fino al grande fiume, il fiume Eufrate. Ecco, io vi ho posto il paese dinanzi; entrate, prendete in possesso il paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri, Abramo, Isacco e Giacobbe, e alla loro stirpe dopo di essi.
   In quel tempo io vi ho parlato e vi ho detto: Io non posso da solo sostenere il peso di questo popolo. Il Signore vostro Dio vi ha moltiplicati ed ecco oggi siete numerosi come le stelle del cielo. Il Signore, Dio dei vostri padri, vi aumenti anche mille volte di più e vi benedica come vi ha promesso di fare. Ma come posso io da solo portare il vostro peso, il vostro carico e le vostre liti? Sceglietevi nelle vostre tribù uomini saggi, intelligenti e stimati, e io li costituirò vostri capi. Voi mi rispondeste: Va bene ciò che proponi di fare. Allora presi i capi delle vostre tribù, uomini saggi e stimati, e li stabilii sopra di voi come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine, capi di decine, e come scribi nelle vostre tribù. In quel tempo diedi quest’ordine ai vostri giudici: Ascoltate le cause dei vostri fratelli e giudicate con giustizia le questioni che uno può avere con il fratello o con lo straniero che sta presso di lui. Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali, darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio; le cause troppo difficili per voi le presenterete a me e io le ascolterò. In quel tempo io vi ordinai tutte le cose che dovevate fare».
 
RESPONSORIO                         Cfr. Dt 10, 17; 1, 17

R.
Il Signore vostro Dio è il Dio degli dèi, Dio grande,
forte e terribile,
*
che non guarda alla persona né
accetta regali.

V.
Darete ascolto al piccolo come al grande, senza
parzialità per nessuno, poiché il giudizio appartiene
a Dio,

R.
che non guarda alla persona né accetta regali.
SECONDA LETTURA

Dalla «Lettera agli Efesini» di sant’Ignazio di Antiochia,
vescovo e martire

(Capp. 2, 2 – 5, 2; Funk 1, 175-177)
 
La perfetta armonia frutto della concordia
 
   È vostro dovere rendere gloria in tutto a Gesù Cristo, che vi ha glorificati; così uniti in un’unica obbedienza, sottomessi al vescovo e al collegio dei presbiteri, conseguirete una perfetta santità.
   Non vi do ordini, come se fossi un personaggio importante. Sono incatenato per il suo nome, ma non sono ancora perfetto in Gesù Cristo. Appena ora incomincio ad essere un suo discepolo e parlo a voi come a miei condiscepoli. Avevo proprio bisogno di essere preparato alla lotta da voi, dalla vostra fede, dalle vostre esortazioni, dalla vostra pazienza e mansuetudine. Ma, poiché la carità non mi permette di tacere con voi, vi ho prevenuti esortandovi a camminare insieme secondo la volontà di Dio. Gesù Cristo, nostra vita inseparabile, opera secondo la volontà del Padre, come i vescovi, costituiti in tutti i luoghi, sino ai confini della terra, agiscono secondo la volontà di Gesù Cristo.
   Perciò procurate di operare in perfetta armonia con il volere del vostro vescovo, come già fate. Infatti il vostro venerabile collegio dei presbìteri, degno di Dio, è così armonicamente unito al vescovo, come le corde alla cetra. In tal modo nell’accordo dei vostri sentimenti e nella perfetta armonia del vostro amore fraterno, s’innalzerà un concerto di lodi a Gesù Cristo. Ciascuno di voi si studi di far coro. Nell’armonia della concordia e all’unisono con il tono di Dio per mezzo di Gesù Cristo, ad una voce inneggiate al Padre, ed egli vi ascolterà e vi riconoscerà, dalle vostre buone opere, membra del Figlio suo. Rimanete in un’unità irreprensibile, per essere sempre partecipi di Dio.
   Se io in poco tempo ho contratto con il vostro vescovo una così intima familiarità, che non è umana, ma spirituale, quanto più dovrò stimare felici voi che siete a lui strettamente congiunti come la Chiesa a Gesù Cristo e come Gesù Cristo al Padre nell’armonia di una totale unità! Nessuno s’inganni: chi non è all’interno del santuario, resta privo del pane di Dio. E se la preghiera fatta da due persone insieme ha tanta efficacia, quanto più non ne avrà quella del vescovo e di tutta la Chiesa?
 
RESPONSORIO                                                       Ef 4, 1. 3-4
R.
Vi esorto nel Signore a comportarvi in maniera degna della vocazione
che avete ricevuto:
*
conservate l’unità dello Spirito nel vincolo della pace.

V.
Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza
alla quale siete stati chiamati.

R.
Conservate l’unità dello Spirito nel vincolo della pace
INNO Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, *
   ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
   tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
   e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
   il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
   sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
   e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
   la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
   e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
   eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
   per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
   hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
   Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
   che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
   nell'assemblea dei santi.
*
Salva il tuo popolo, Signore, *
   guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
   lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
   di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
   in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
   pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
   non saremo confusi in eterno.
Oppure
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
   tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
   incessábili voce proclámant:
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
   Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
   sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
   non horruisti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
   aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
   quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
*
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
   et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per singulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
   et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
   sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
   quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
   non confúndar in ætérnum.
* Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
ORAZIONE
   O Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.