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domenica 01 Settembre 2019

Ufficio delle letture

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - II SETTIMANA DEL SALTERIO
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Splende nel giorno ottavo
l’era nuova del mondo,
consacrata da Cristo,
primizia dei risorti.
O Gesù, re di gloria,
unisci i tuoi fedeli
al trionfo pasquale
sul male e sulla morte.
Fa’ che un giorno veniamo
incontro a te, Signore,
sulle nubi del cielo
nel regno dei beati.
Trasformàti a tua immagine,
noi vedremo il tuo volto;
e sarà gioia piena
nei secoli dei secoli. Amen.
1 ant.
Signore mio Dio,
          come un manto ti avvolge la luce,
          sei rivestito di maestà e di splendore, alleluia.
SALMO 103    Inno a Dio creatore
 
Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie
sono passate; ecco ne sono nate di nuove
(2 Cor 5, 17).

I    (1-12)
Benedici il Signore, anima mia, *
   Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore, *
   avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda, *
   costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro, *
   cammini sulle ali del vento;
fai dei venti i tuoi messaggeri, *
   delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.
Hai fondato la terra sulle sue basi, *
   mai potrà vacillare.
L’oceano l’avvolgeva come un manto, *
   le acque coprivano le montagne.
Alla tua minaccia sono fuggite, *
   al fragore del tuo tuono hanno tremato.
Emergono i monti, scendono le valli *
   al luogo che hai loro assegnato.
Hai posto un limite alle acque:
      non lo passeranno, *
   non torneranno a coprire la terra.
Fai scaturire le sorgenti nelle valli *
   e scorrono tra i monti;
ne bevono tutte le bestie selvatiche *
   e gli ònagri estinguono la loro sete.
Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo, *
   cantano tra le fronde.
1 ant.
Signore mio Dio,
          come un manto ti avvolge la luce,
          sei rivestito di maestà e di splendore, alleluia.
2 ant.
Tu fai nascere il pane dalla terra
          e il vino, che allieta il cuore dell’uomo, alleluia.
II    (13-23)
Dalle tue alte dimore irrighi i monti, *
   con il frutto delle tue opere sazi la terra.
Fai crescere il fieno per gli armenti †
   e l’erba al servizio dell’uomo, *
   perché tragga alimento dalla terra:

il vino che allieta il cuore dell’uomo; †
   l’olio che fa brillare il suo volto *
   e il pane che sostiene il suo vigore.
Si saziano gli alberi del Signore, *
   i cedri del Libano da lui piantati.
Là gli uccelli fanno il loro nido *
   e la cicogna sui cipressi ha la sua casa.
Per i camosci sono le alte montagne, *
   le rocce sono rifugio per gli iràci.
Per segnare le stagioni hai fatto la luna *
   e il sole che conosce il suo tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte *
   e vagano tutte le bestie della foresta;
ruggiscono i leoncelli in cerca di preda *
   e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole, si ritirano *
   e si accovacciano nelle tane.
Allora l’uomo esce al suo lavoro, *
   per la sua fatica fino a sera.
2 ant.
Tu fai nascere il pane dalla terra
          e il vino, che allieta il cuore dell’uomo, alleluia.
3 ant.
Dio guardò la sua creazione:
          ed era tutta buona, alleluia.
III    (24-35)
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! †
   Tutto hai fatto con saggezza, *
   la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto: †
   lì guizzano senza numero *
   animali piccoli e grandi.
Lo solcano le navi, *
   il Leviatàn che hai plasmato
      perché in esso si diverta.
Tutti da te aspettano *
   che dia loro il cibo in tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, *
   tu apri la mano, si saziano di beni.
Se nascondi il tuo volto, vengono meno, †
   togli loro il respiro, muoiono *
   e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati, *
   e rinnovi la faccia della terra.
La gloria del Signore sia per sempre; *
   gioisca il Signore delle sue opere.
Egli guarda la terra e la fa sussultare, *
   tocca i monti ed essi fumano.
Voglio cantare al Signore finché ho vita, *
   cantare al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto; *
   la mia gioia è nel Signore.
Scompaiano i peccatori dalla terra †
   e più non esistano gli empi. *
   Benedici il Signore, anima mia.
3 ant.
Dio guardò la sua creazione:
          ed era tutta buona, alleluia.
V.
Beati i vostri occhi, che vedono il Cristo:

R.
i vostri orecchi, che ascoltano la sua voce.
PRIMA LETTURA
​Dal libro del profeta Geremia
11, 18-20; 12, 1-13

Il profeta dà sfogo alla sua anima
 
     Il Signore me lo ha manifestato e io l'ho saputo; allora mi ha aperto gli occhi sui loro intrighi.
     Ero come agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che essi tramavano contro di me, dicendo: «Abbattiamo l'albero nel suo rigoglio, strappiamolo dalla terra dei viventi;
il suo nome
non sia più ricordato».
Ora, Signore degli eserciti, giusto giudice,
che scruti il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa.
Tu sei troppo giusto, Signore,
perché io possa discutere con te;
ma vorrei solo rivolgerti una parola sulla giustizia.
Perché le cose degli empi prosperano?
Perché tutti i traditori sono tranquilli?
Tu li hai piantati ed essi hanno messo radici,
crescono e producono frutto;
tu sei vicino alla loro bocca,
ma lontano dai loro cuori.
Ma tu, Signore, mi conosci, mi vedi,
tu provi che il mio cuore è con te.
Strappali via come pecore per il macello,
riservali per il giorno dell'uccisione.
Fino a quando sarà in lutto la terra
e seccherà tutta l'erba dei campi?
Per la malvagità dei suoi abitanti
le fiere e gli uccelli periscono,
poiché essi dicono: 
«Dio non vede i nostri passi». 
«Se, correndo con i pedoni, ti stanchi,
come potrai gareggiare con i cavalli?
Se non ti senti al sicuro in una regione pacifica,
che farai nella boscaglia del Giordano?
Perfino i tuoi fratelli e la casa di tuo padre,
perfino loro sono sleali con te;
anch'essi ti gridano dietro a piena voce;
non fidarti di loro
quando ti dicono buone parole.
Io ho abbandonato la mia casa,
ho ripudiato la mia eredità;
ho consegnato ciò che ho di più caro
nelle mani dei suoi nemici.
La mia eredità è divenuta per me
come un leone nella foresta;
ha ruggito contro di me,
perciò ho cominciato ad odiarla.
La mia eredità è forse per me
come un uccello screziato?
Gli uccelli rapaci l'assalgono da ogni parte.
Venite, radunatevi, voi tutte bestie selvatiche,
venite a divorare.
Molti pastori hanno devastato la mia vigna,
hanno calpestato il mio campo.
Hanno fatto del mio campo prediletto
un deserto desolato,
lo hanno ridotto una landa deserta,
in uno stato deplorevole;
sta desolato dinanzi a me.
È devastato tutto il paese,
e nessuno se ne dà pensiero.
Su tutte le alture del deserto
giungono devastatori,
poiché il Signore ha una spada che divora,
da un estremo all'altro della terra;
non c'è scampo per nessuno.
Essi hanno seminato grano e mietuto spine,
si sono stancati senza alcun vantaggio;
restano confusi per il loro raccolto
a causa dell'ira ardente del Signore».
 
RESPONSORIO                Gv 12, 27-28; Sal 41, 6
 
R.
Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire?
Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono
giunto a quest'ora.
*
Padre, glorifica il tuo nome.

V.
Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me
gemi?

R.
Padre, glorifica il tuo nome.
SECONDA LETTURA
 
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo
(Disc. 23 A, 1-4; CCL 41, 321-323)
 
Il Signore ha avuto misericordia di noi
 
     Siamo veramente beati se, quello che ascoltiamo, o cantiamo, lo mettiamo anche in pratica. Infatti il nostro ascoltare rappresenta la semina, mentre nell'opera abbiamo il frutto del seme. Premesso ciò, vorrei esortarvi a non andare in chiesa e poi restare senza frutto, ascoltare cioè tante belle verità, senza poi muovervi ad agire.
     Tuttavia non dimentichiamo quanto ci dice l'Apostolo: «Per questa grazia siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio, né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene» (Ef 2, 8-9). Ribadisce: «Per grazia siete stati salvati» (Ef 2, 5).
     In realtà non vi era in precedenza nella vostra vita nulla di buono, che Dio potesse apprezzare e amare, quasi avesse dovuto dire a se stesso: «Andiamo, soccorriamo questi uomini, perché la loro vita è buona». Non poteva piacergli la nostra vita col nostro modo di agire, però non poteva dispiacergli ciò che egli stesso aveva operato per noi. Pertanto condannerà il nostro operato, ma salverà ciò che egli stesso ha creato.
     Dunque non eravamo davvero buoni. Ciò nonostante, Dio ebbe compassione di noi e mandò il suo Figlio, perché morisse, non già per i buoni, ma per i cattivi, non per i giusti, ma per gli empi. Proprio così: «Cristo morì per gli empi» (Rm 5, 6). E che cosa aggiunge: «Ora a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto», al massimo «ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene» (Rm 5, 7). Può darsi che qualcuno abbia la forza di morire per il giusto. Ma per l'ingiusto, l'empio, l'iniquo, chi accetterebbe di morire, se non Cristo soltanto, che è talmente giusto da poter giustificare anche gli ingiusti?
     Come vedete, fratelli, non avevamo opere buone, ma tutte erano cattive. Tuttavia, pur essendo tali le opere degli uomini, la misericordia divina non li abbandonò. Anzi Dio mandò il suo Figlio a redimerci non con oro né con argento, ma al prezzo del suo sangue, che egli, quale Agnello immacolato condotto al sacrificio ha sparso per le pecore macchiate, se pure solo macchiate e non del tutto corrotte.
     Questa è la grazia che abbiamo ricevuto. Viviamo perciò in modo degno di essa, per non fare oltraggio a un dono sì grande. Ci è venuto incontro un medico tanto buono e valente da liberarci da tutti i nostri mali. Se vogliamo di nuovo ricadere nella malattia, non solo recheremo danno a noi stessi, ma ci dimostreremo anche ingrati verso il nostro medico.
     Seguiamo perciò le vie che egli ci ha mostrato, specialmente la via dell'umiltà, quella per la quale si è incamminato lui stesso. Infatti ci ha tracciato la via dell'umiltà con il suo insegnamento e l'ha percorsa fino in fondo soffrendo per noi.
     Perché dunque colui che era immortale potesse morire per noi, «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14). L'immortale assunse la mortalità, per poter morire per noi e distruggere in tal modo con la sua morte la nostra morte.
     Questo ha compiuto il Signore, in questo ci ha preceduto. Lui che è grande si è umiliato, umiliato fu ucciso, ucciso risuscitò e fu esaltato per non lasciare noi nell'inferno, ma per esaltare in sé, nella risurrezione dai morti, coloro che in questa terra aveva esaltati soltanto nella fede e nella confessione dei giusti. Dunque ci ha chiesto di seguire la via dell'umiltà: se lo faremo daremo gloria al Signore e a ragione potremo cantare: «Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie, invochiamo il tuo nome» (Sal 74, 2).
 
RESPONSORIO          Cfr. Sal 85, 12-13; 117, 28

R.
Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore e
darò gloria al tuo nome per sempre:
*
grande con
me è la tua misericordia.

V.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio
e ti esalto:

R.
grande con me è la tua misericordia.
INNO Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, *
   ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
   tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
   e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
   il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
   sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
   e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
   la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
   e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
   eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
   per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
   hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
   Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
   che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
   nell'assemblea dei santi.
*
Salva il tuo popolo, Signore, *
   guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
   lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
   di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
   in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
   pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
   non saremo confusi in eterno.
Oppure
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
   tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
   incessábili voce proclámant:
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
   Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
   sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
   non horruisti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
   aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
   quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
*
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
   et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per singulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
   et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
   sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
   quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
   non confúndar in ætérnum.
* Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
ORAZIONE
 
     O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l'amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.