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25 giugno 2018

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Immigrazione, intervento di CEMi e Fondazione Migrantes

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La CEMi (Commissione Episcopale per le Migrazioni) riunita nella seduta del 15 febbraio 2010, e la Fondazione Migrantes, hanno approfondito alcuni aspetti della situazione migratoria in Italia.
1. Anzitutto, in relazione ai fatti di Rosarno, mentre sottoscrivono la nota pastorale dei vescovi della Calabria, sottolineano come la mancanza delle istituzioni sul territorio, la carenza di progettualità politica e sociale, come anche la dimenticanza della giustizia diventino causa di sfruttamento soprattutto degli immigrati, regolari e irregolari, di conflittualità sociale. Dal Sud al Nord, per arrivare ai fatti di Milano, si segnala che l’esclusione sociale, la ghettizzazione degli immigrati, la mancanza di un piano integrazione provocano scontri tra etnie, oltre che una crescente conflittualità.
2. La CEMi e la Fondazione Migrantes sono preoccupate del succedersi di sgomberi di campi rom che stanno avvenendo in molte città e paesi d’Italia. La situazione già difficile di una minoranza del nostro Paese che attende ancora di essere riconosciuta, metà costituita da minori, vede non tutelati alcuni diritti fondamentali: alla salute, alla scuola, alla partecipazione sociale. Gli sgomberi, senza un progetto preciso che tuteli le famiglie rom e i minori, costituiscono un attacco ai diritti delle persone e delle famiglie, oltre che un motivo ulteriore per esasperare le relazioni tra le persone coinvolte.
3. In relazione al tema del rapporto tra immigrazione e criminalità, la CEMi e la Fondazione Migrantes ribadiscono quanto il Segretario della CEI, S. E. Mons. Mariano Crociata, ha affermato, che cioè non esiste alcuna coincidenza tra immigrazione e criminalità, e pertanto è impropria e falsa ogni criminalizzazione pregiudiziale degli immigrati. Nell’apposito capitolo del Dossier Caritas/Migrantes 2009, estrapolando le denunce presentate contro autori noti ed equiparando le classi di età tra italiani e il numero effettivo degli immigrati si arriva a stabilire un uguale tasso di criminalità tra italiani e stranieri residenti. Recentemente, notizie positive vengono dall’area romano-laziale, da dove nel 2007 era partito l’allarme nei confronti dei romeni. Sulla base dei dati del Ministero dell’Interno, Dipartimento Pubblica Sicurezza, pubblicati nell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni, promosso congiuntamente alla Camera di Commercio e alla Provincia di Roma, si riscontra che nel 2008 la criminalità degli stranieri è diminuita del 7,6% nel Lazio e del 15,3% in Provincia di Roma, nonostante in entrambi i contesti sia intervenuto un aumento della popolazione straniera residente di circa il 15%.
4. Infine, la CEMi e la Fondazione Migrantes auspicano che le prossime elezioni amministrative siano un’occasione importante perché i temi della giustizia sociale, dell’integrazione ritornino al centro dei programmi e delle politiche locali, evitando che la tematica dell’immigrazione sia usata pregiudizialmente e ideologicamente per scopi elettorali. In tal senso, auspicano un impegno educativo e sociale del mondo del laicato cattolico, perché anche il tema dell’immigrazione sia al centro dell’interesse comune e della vita delle nostre città.
17 febbraio 2010

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